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A MENTE FREDDA
A MENTE FREDDA - Sibilla su "NM": "In una settimana piena di "mani" quella che si nota di più è quella di Ancelotti"
23.10.2018 14:07 di Napoli Magazine

NAPOLI - La settimana che ci siamo lasciati alle spalle è stata, senza dubbio, una settimana all’insegna delle “mani”.

 

Siamo partiti dalla “manina” che avrebbe manomesso il testo della legge di Bilancio, per arrivare a quelle d’argento mondiale delle straordinarie ragazze del Volley, quelle “sbadate” di Donnarumma, che hanno regalato il derby della Madunnina all’Inter, alla “manita” rifilata a Ventura alla prima con il Chievo (la cui “mano” non si è ancora vista), fino a quella, molto più visibile (che ci interessa da vicino) di Carlo Ancelotti.

 

La partita di Udine, infatti, è stata l’ennesima lezione di tattica e pragmatismo impartita dall’allenatore di Reggiolo. Orfano dopo due minuti di Verdi, Ancelotti, con un colpo di “mano”, ha subito ridisegnato la squadra buttando nella mischia Fabian, che con il fulmineo e bellissimo gol del vantaggio, ha spianato la strada al rotondo successo degli azzurri, arrivato grazie alle ennesime intuizioni della panchina.

 

Ma c’è anche un’altra mano, nascosta, che aspetta solo di correre in aiuto di chi lo merita.

 

C’è tutto un destino in un palmo di mano…”, ripeteva Eduardo De Crescenzo e, in effetti, non gli si può dare torto. Sembra infatti, che proprio il destino, inteso come fato, stia accompagnando l’avventura, che si spera diventi storia, di Ancelotti a Napoli e la decisione di sostituire Verdi con Fabian, sembra esserne la prova provata.

 

In fondo, mica ci si deve vergognare di avere un pizzico di fortuna, a patto che non si abusi troppo di lei, pronta a voltarti le spalle se solo “sente” che ti affidi solo a lei.

 

Mettendo, per un attimo, le mani a posto, è giusto sottolineare un altro particolare importante sul quale soffermarsi: il Napoli vince immediatamente dopo il passo falso casalingo della Juventus, mentre nella scorsa stagione due choc furono decisivi per la corsa al tricolore. Insomma, se le vittorie, contestate e last minute dei bianconeri, a Roma con la Lazio e a Milano contro l’Inter, furono seguite da altrettante sconfitte degli azzurri in casa con la Roma e al “Franchi” con la Fiorentina, oggi succede il contrario e non è poca roba.

 

E all’orizzonte ci sono già il rendez vous con l’amato Matador in Champions e il “derby del sole” con la Roma.

 

Per chiudere torniamo a parlare di “mani” e le ultime sono molto diverse tra loro.

 

Ci sono quelle alle quali, da oggi, si affida il calcio italiano, sono quelle di Gabriele Gravina, dirigente di esperienza, che ha fatto una lunga gavetta, autore del miracolo Castel di Sangro. C’è già chi lo giudica per qualche “zona d’ombra” nella sua carriera o per qualche (discutibile?) recente dichiarazione, personalmente aspetto i fatti e le prime mosse per dare un giudizio. Nel frattempo auguri e buon lavoro.

 

Poi ci sono le altre, sporche e maledette di un folle criminale che, a Battipaglia, a margine di un incontro di calcio Under 17, estraggono una pistola per minacciare qualcuno o, addirittura, i giovani atleti in campo e che, senza sparare, infliggono un altro colpo mortale a tutto lo sport.

 

Alla prossima...

 

 

Michele Sibilla

 

Napoli Magazine 

 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com 

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