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Atletica, Tamberi e l'urlo liberatorio: "Non potevo solo prendere schiaffi"
15.08.2026 00:16 di Napoli Magazine
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Il primo oro da papà lo vince nel giorno del compleanno, il primo, della piccola Camilla. Gimbo Tamberi è tornato, e lo fa alla sua maniera: mezza barba come ai tempi migliori, pretattica, e a Birmingham si prende il trono d'Europa dell'alto. Un urlo liberatorio, in una gara non stellare sul piano dei contenuti, in cui Tamberi ha rimesso però i panni dell'olimpionico di Tokyo 2021: un errore al primo salto da 2.18 sembrava non aver messo la pedana sotto i riflettori migliori. Poi però Gimbo fa Gimbo e nel testa a testa finale con il favorito Doroshchuk all'errore dell'ucraino a 2.32 lui si conferma primo nel Continente saltando su in quel cielo che aveva invocato proprio poche ore prima nel dolce messaggio alla sua piccola. "È tutto speciale è stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, è stata il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco - le parole del campione -. Non poteva continuare a vedere il 'babà', come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra. A discapito di tutto, a tutte le persone che stanno passando momenti di difficoltà, credeteci e continuate a lottare: è solo una cosa vostra, giocatevela con voi stessi sempre perché chi continua ad investire alla fine vince". Un fiume in piena e poi è solo festa, capriole, morsi alla medaglia d'oro per il re dell'alto: lui che dopo il giro di qualificazioni aveva definito "terribili" i salti e che se quello era davvero il suo livello sarebbe stato meglio non presentarsi a Birmingham. E invece eccolo scacciare in quei balzi ritmati e leggeri le paure, il male provato ai Giochi di Parigi, i mesi difficili seguiti a quello choc. La ripartenza, i guai fisici, anche nell'avvicinamento difficile a questo europeo: i calcoli renali un problema a un piede. Saltare o non saltare? Il dilemma per il campione marchigiano alla fine vira sempre in positivo, perché la corrispondenza di amorosi sensi con la pedana non si esaurisce. Ritrovato il coraggio di mettersi in gioco, il resto lo fa il talento e quella lucida follia che rende l'azzurro un animale da gara: "Dietro al mio numero di gara c'era scritto 'Guess who's back' ('Indovina chi è tornato', ndr), io lo sapevo che stasera sarebbe successo - racconta col piglio dei giorni migliori dopo la gara - l'ho scritto prima di uscire dalla camera, sapevo di star bene anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. E' come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per riuscire a venire fuori". E così in uno stadio diventato arena, tra gli applausi cercati e trovati, con la moglie Chiara inseparabile in questi giorni, in tribuna con la figlia a far sentire tutta la vicinanza. "Che sollievo, sono stati due anni difficili, non aver mai smesso di crederci, è una grandissima emozione so quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. A me basta sapere che è valsa la pena di tutto quel che ho fatto nel percorso". Un oro che ha dentro tutto, e il sorriso più bello di papà Tamberi.

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15/08/2026 - 00:16

Il primo oro da papà lo vince nel giorno del compleanno, il primo, della piccola Camilla. Gimbo Tamberi è tornato, e lo fa alla sua maniera: mezza barba come ai tempi migliori, pretattica, e a Birmingham si prende il trono d'Europa dell'alto. Un urlo liberatorio, in una gara non stellare sul piano dei contenuti, in cui Tamberi ha rimesso però i panni dell'olimpionico di Tokyo 2021: un errore al primo salto da 2.18 sembrava non aver messo la pedana sotto i riflettori migliori. Poi però Gimbo fa Gimbo e nel testa a testa finale con il favorito Doroshchuk all'errore dell'ucraino a 2.32 lui si conferma primo nel Continente saltando su in quel cielo che aveva invocato proprio poche ore prima nel dolce messaggio alla sua piccola. "È tutto speciale è stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, è stata il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco - le parole del campione -. Non poteva continuare a vedere il 'babà', come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra. A discapito di tutto, a tutte le persone che stanno passando momenti di difficoltà, credeteci e continuate a lottare: è solo una cosa vostra, giocatevela con voi stessi sempre perché chi continua ad investire alla fine vince". Un fiume in piena e poi è solo festa, capriole, morsi alla medaglia d'oro per il re dell'alto: lui che dopo il giro di qualificazioni aveva definito "terribili" i salti e che se quello era davvero il suo livello sarebbe stato meglio non presentarsi a Birmingham. E invece eccolo scacciare in quei balzi ritmati e leggeri le paure, il male provato ai Giochi di Parigi, i mesi difficili seguiti a quello choc. La ripartenza, i guai fisici, anche nell'avvicinamento difficile a questo europeo: i calcoli renali un problema a un piede. Saltare o non saltare? Il dilemma per il campione marchigiano alla fine vira sempre in positivo, perché la corrispondenza di amorosi sensi con la pedana non si esaurisce. Ritrovato il coraggio di mettersi in gioco, il resto lo fa il talento e quella lucida follia che rende l'azzurro un animale da gara: "Dietro al mio numero di gara c'era scritto 'Guess who's back' ('Indovina chi è tornato', ndr), io lo sapevo che stasera sarebbe successo - racconta col piglio dei giorni migliori dopo la gara - l'ho scritto prima di uscire dalla camera, sapevo di star bene anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. E' come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per riuscire a venire fuori". E così in uno stadio diventato arena, tra gli applausi cercati e trovati, con la moglie Chiara inseparabile in questi giorni, in tribuna con la figlia a far sentire tutta la vicinanza. "Che sollievo, sono stati due anni difficili, non aver mai smesso di crederci, è una grandissima emozione so quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. A me basta sapere che è valsa la pena di tutto quel che ho fatto nel percorso". Un oro che ha dentro tutto, e il sorriso più bello di papà Tamberi.