Johan-Olav Botn, biatleta norvegese, ha manifestato la volontà di continuare a gareggiare in memoria dell'amico e compagno di squadra Sivert Guttorm Bakken, recentemente scomparso durante un ritiro pre-olimpico a Lavazè in Trentino. "Se perdessi la motivazione, sentirei di aver tradito Sivert. Abbiamo lavorato duramente insieme per arrivare fin qui. So esattamente cosa si aspetterebbe da me: che io continui ad allenarmi per diventare il migliore possibile. Oggi l'obiettivo è più chiaro che mai", ha all'emittente norvegese Tv2, ripresa dall'agenzia Dpa. II 23 dicembre trovò corpo senza vita dell'amico nella sua camera d'albergo a passo Lavazè, in val di Fiemme. "Quella mattina io e Sivert avevamo appuntamento alle 9:00 per andare a sciare. Sono passato da lui per recuperare le chiavi dell'auto e l'attrezzatura e l'ho trovato esanime nella stanza. Era immobile, con il volto cereo. Ho capito subito che era morto. In quegli istanti entri in uno stato di shock in cui non provi nulla, agisci solo nel tentativo disperato di prestare soccorso. Ho impresse nella mente immagini con cui, ne sono consapevole, dovrò convivere per il resto della vita. Credo sia fondamentale trovare un modo per gestire questi ricordi".
di Napoli Magazine
03/01/2026 - 13:02
Johan-Olav Botn, biatleta norvegese, ha manifestato la volontà di continuare a gareggiare in memoria dell'amico e compagno di squadra Sivert Guttorm Bakken, recentemente scomparso durante un ritiro pre-olimpico a Lavazè in Trentino. "Se perdessi la motivazione, sentirei di aver tradito Sivert. Abbiamo lavorato duramente insieme per arrivare fin qui. So esattamente cosa si aspetterebbe da me: che io continui ad allenarmi per diventare il migliore possibile. Oggi l'obiettivo è più chiaro che mai", ha all'emittente norvegese Tv2, ripresa dall'agenzia Dpa. II 23 dicembre trovò corpo senza vita dell'amico nella sua camera d'albergo a passo Lavazè, in val di Fiemme. "Quella mattina io e Sivert avevamo appuntamento alle 9:00 per andare a sciare. Sono passato da lui per recuperare le chiavi dell'auto e l'attrezzatura e l'ho trovato esanime nella stanza. Era immobile, con il volto cereo. Ho capito subito che era morto. In quegli istanti entri in uno stato di shock in cui non provi nulla, agisci solo nel tentativo disperato di prestare soccorso. Ho impresse nella mente immagini con cui, ne sono consapevole, dovrò convivere per il resto della vita. Credo sia fondamentale trovare un modo per gestire questi ricordi".