Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Al via la Northern Phase del Nations Championship 2026 di rugby, che vedrà l'Italia impegnata a Torino, Genova e Udine rispettivamente contro Sudafrica, Argentina e Fiji, prima di trasferirsi a Londra per disputare la fase finale. 'Abbiamo individuato 67 giocatori di interesse nazionale all'inizio della stagione. Tutti sono consapevoli di essere monitorati non soltanto dal punto di vista tecnico e rugbistico, ma anche sotto il profilo fisico e medico. Alcuni sono già vicini alla Nazionale, altri hanno ancora un percorso da compiere, ma rappresentano potenziali opzioni per il futuro. Per quanto riguarda la fascia di Capitano, abbiamo alcune idee', ha dichiarato il ct azzurro, Gonzalo Quesada, parlando di tanti temi, a partire dalla situazione infortuni, con conseguenti scelte sul ruolo di Capitano. 'Ci sono giocatori che hanno già ricoperto questo ruolo, come Giacomo Nicotera o Niccolò Cannone, e altri per i quali potrebbe rappresentare una nuova opportunità. Prenderemo una decisione la prossima settimana, anche in base alla situazione del gruppo e ai giocatori effettivamente disponibili. Il numero degli infortuni condiziona inevitabilmente la nostra preparazione. Avere 17 giocatori indisponibili è una difficoltà importante, anche perché si tratta di elementi fondamentali per il gruppo. Allo stesso tempo, però, sono molto contento di ritrovare lo staff e i giocatori. Ho grande fiducia nell'energia, nell'entusiasmo e nella disponibilità che ho visto in questi giorni, anche da parte dei giovani e di chi ha l'opportunità di tornare in Nazionale dopo un periodo di assenza".
Sull'avvicinamento a una finestra di novembre diversa dal solito, e in un certo senso più densa di appuntamenti di livello, Quesada è chiaro: "Ci attende una delle sfide più impegnative nella storia della Nazionale italiana: quattro partite consecutive contro avversarie di altissimo livello, tutte tra le prime dieci nel mondo, A un anno dalla Coppa del Mondo, considero questo appuntamento una grande opportunità per mettere alla prova il carattere del gruppo e capire il livello internazionale di alcuni giocatori. Dovremo essere creativi, imprevedibili e capaci di imporre il nostro rugby, senza cercare di imitare modelli diversi dal nostro" Su Tommaso Allan, il CT Azzurro parla del suo percorso di recupero: "Tommaso non ha ancora ripreso ad allenarsi completamente con la squadra e sta proseguendo il proprio percorso di recupero insieme allo staff medico e ai preparatori fisici. Venerdì dovrebbe partecipare a una parte significativa dell'allenamento, con l'obiettivo di tornare al lavoro completo la settimana successiva. È uno dei giocatori che stiamo valutando per i 23, ma la decisione dipenderà dalle sue condizioni e da quanto accadrà nel fine settimana. In una situazione normale, difficilmente schiereremmo un giocatore appena rientrato in allenamento; in questo momento, però, dobbiamo considerare tutte le possibilità". La Nazionale intanto ha rilasciato diversi atleti ai propri club. Questi giocatori scenderanno in campo nel weekend e torneranno in raduno a inizio della prossima settimana, per prepararsi a Italia v Sudafrica. Il punto di Quesada: "La gestione della preparazione è complicata dal calendario internazionale e dagli impegni dei giocatori con i club. La Regola 9 consente alle Nazionali di lavorare con i giocatori dal lunedì al mercoledì della settimana precedente una partita, mentre gli accordi nazionali possono prevedere condizioni differenti per chi milita nei campionati domestici. Abbiamo cercato di trattenere il maggior numero possibile di giocatori, ma anche le franchigie italiane hanno necessità di recuperare elementi importanti. Da mercoledì pomeriggio i giocatori impegnati nel fine settimana torneranno ai rispettivi club e ci ritroveremo tra domenica sera e lunedì, con tempi di recupero diversi a seconda degli impegni. Dovremo quindi adattare la preparazione alle esigenze individuali, cercando di arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibili". Negli ultimi tempi si è molto parlato di due giocatori che potrebbero entrare nell'orbita Azzurra. Anche su questo tema Gonzalo Quesada ha voluto dire la sua ai media che si sono interrogati sulla questione: "Per quanto riguarda Domingo Miotti, conosciamo il suo profilo e lo abbiamo considerato nell'ambito dei giocatori di possibile interesse per il futuro. In questa occasione, però, era infortunato e non avevamo ancora una conferma definitiva della sua eleggibilità. È quindi una situazione che potremo approfondire nei prossimi mesi, insieme a quella di altri giocatori che potrebbero entrare nel nostro radar. Sul tema di Mark Nawaqanitawase, al momento non ho mai avuto contatti diretti con lui, con il suo procuratore o con altri interlocutori della Federazione. Ho chiesto di raccogliere maggiori informazioni, perché se ne parla molto, ma oggi non è nella nostra lista e non abbiamo elementi sufficienti per valutare la situazione. In passato abbiamo già affrontato casi nei quali le notizie circolate pubblicamente non corrispondevano necessariamente ai contatti effettivamente avvenuti. Nei prossimi giorni cercherò di capire meglio".
Con tanti giocatori fuori per infortunio, l'interesse dei media è anche sulle ragioni di queste defezioni: "La gestione degli infortuni - dice Quesada - è strettamente legata al calendario. Giocare per dieci mesi e mezzo all'anno, senza periodi adeguati di recupero e di ricostruzione fisica, significa sottoporre gli atleti a una pressione continua. Idealmente, un giocatore dovrebbe poter alternare cicli di competizione, recupero e preparazione, ma il calendario attuale lascia poco spazio a questo processo. Nel frattempo, il rugby è diventato sempre più intenso, con un aumento del tempo di gioco effettivo e delle collisioni. È quindi inevitabile che, prima o poi, il corpo presenti il conto. Non si tratta soltanto di sfortuna: è una questione strutturale, che riguarda il modo in cui è organizzata la stagione" Come sarà però questo Nations Championship, a cominciare dalla sfida con il Sudafrica in programma il 7 novembre all'Allianz Stadium di Torino? "Nella scelta della squadra contro il Sudafrica, uno dei criteri fondamentali sarà la capacità di sostenere un'intensità elevata per tutti gli 80 minuti. Dovremo individuare giocatori in grado di reggere il ritmo della partita e che abbiano accumulato un minutaggio sufficiente nelle ultime settimane. Potrebbero esserci alcuni esordienti, perché le opzioni con esperienza e continuità di gioco sono limitate. Resta però la mia fiducia nel gruppo: le sensazioni avute durante gli allenamenti sono positive e credo che chi avrà un'opportunità saprà sfruttarla. Non considero questo novembre una semplice maratona, ma una successione di quattro prove di altissimo livello, fisiche, tecniche e mentali. Dovremo essere pronti a ripartire ogni settimana, adattando le scelte alle condizioni dei giocatori e agli impegni affrontati. Sarà difficile confermare la stessa formazione per tutte le partite, soprattutto perché quasi tutti saranno impegnati con i club nel fine settimana precedente il raduno. Avremo quindi bisogno di profondità e di dare opportunità a diversi giocatori. Le condizioni logistiche per la preparazione sono buone. Dopo il lavoro svolto a Padova, trascorreremo dieci giorni a Torino in vista delle due partite successive e ci sposteremo poi a Genova e Udine. La Federazione ha inoltre organizzato un volo charter da Genova a Udine, che ci consentirà di gestire meglio il trasferimento e di preparare adeguatamente la partita contro le Fiji dopo quella con l'Argentina. L'obiettivo è competere in tutte e quattro le partite e continuare a far crescere la squadra, anche in un contesto complicato. Giocare in Italia rappresenta un vantaggio importante: sentiamo l'energia del pubblico e dell'ambiente che ci circonda. Abbiamo fiducia nel lavoro svolto e vogliamo trasformare questa serie di impegni in un'occasione concreta per misurare il valore del gruppo e la profondità del rugby italiano".
di Napoli Magazine
28/10/2026 - 16:26
Al via la Northern Phase del Nations Championship 2026 di rugby, che vedrà l'Italia impegnata a Torino, Genova e Udine rispettivamente contro Sudafrica, Argentina e Fiji, prima di trasferirsi a Londra per disputare la fase finale. 'Abbiamo individuato 67 giocatori di interesse nazionale all'inizio della stagione. Tutti sono consapevoli di essere monitorati non soltanto dal punto di vista tecnico e rugbistico, ma anche sotto il profilo fisico e medico. Alcuni sono già vicini alla Nazionale, altri hanno ancora un percorso da compiere, ma rappresentano potenziali opzioni per il futuro. Per quanto riguarda la fascia di Capitano, abbiamo alcune idee', ha dichiarato il ct azzurro, Gonzalo Quesada, parlando di tanti temi, a partire dalla situazione infortuni, con conseguenti scelte sul ruolo di Capitano. 'Ci sono giocatori che hanno già ricoperto questo ruolo, come Giacomo Nicotera o Niccolò Cannone, e altri per i quali potrebbe rappresentare una nuova opportunità. Prenderemo una decisione la prossima settimana, anche in base alla situazione del gruppo e ai giocatori effettivamente disponibili. Il numero degli infortuni condiziona inevitabilmente la nostra preparazione. Avere 17 giocatori indisponibili è una difficoltà importante, anche perché si tratta di elementi fondamentali per il gruppo. Allo stesso tempo, però, sono molto contento di ritrovare lo staff e i giocatori. Ho grande fiducia nell'energia, nell'entusiasmo e nella disponibilità che ho visto in questi giorni, anche da parte dei giovani e di chi ha l'opportunità di tornare in Nazionale dopo un periodo di assenza".
Sull'avvicinamento a una finestra di novembre diversa dal solito, e in un certo senso più densa di appuntamenti di livello, Quesada è chiaro: "Ci attende una delle sfide più impegnative nella storia della Nazionale italiana: quattro partite consecutive contro avversarie di altissimo livello, tutte tra le prime dieci nel mondo, A un anno dalla Coppa del Mondo, considero questo appuntamento una grande opportunità per mettere alla prova il carattere del gruppo e capire il livello internazionale di alcuni giocatori. Dovremo essere creativi, imprevedibili e capaci di imporre il nostro rugby, senza cercare di imitare modelli diversi dal nostro" Su Tommaso Allan, il CT Azzurro parla del suo percorso di recupero: "Tommaso non ha ancora ripreso ad allenarsi completamente con la squadra e sta proseguendo il proprio percorso di recupero insieme allo staff medico e ai preparatori fisici. Venerdì dovrebbe partecipare a una parte significativa dell'allenamento, con l'obiettivo di tornare al lavoro completo la settimana successiva. È uno dei giocatori che stiamo valutando per i 23, ma la decisione dipenderà dalle sue condizioni e da quanto accadrà nel fine settimana. In una situazione normale, difficilmente schiereremmo un giocatore appena rientrato in allenamento; in questo momento, però, dobbiamo considerare tutte le possibilità". La Nazionale intanto ha rilasciato diversi atleti ai propri club. Questi giocatori scenderanno in campo nel weekend e torneranno in raduno a inizio della prossima settimana, per prepararsi a Italia v Sudafrica. Il punto di Quesada: "La gestione della preparazione è complicata dal calendario internazionale e dagli impegni dei giocatori con i club. La Regola 9 consente alle Nazionali di lavorare con i giocatori dal lunedì al mercoledì della settimana precedente una partita, mentre gli accordi nazionali possono prevedere condizioni differenti per chi milita nei campionati domestici. Abbiamo cercato di trattenere il maggior numero possibile di giocatori, ma anche le franchigie italiane hanno necessità di recuperare elementi importanti. Da mercoledì pomeriggio i giocatori impegnati nel fine settimana torneranno ai rispettivi club e ci ritroveremo tra domenica sera e lunedì, con tempi di recupero diversi a seconda degli impegni. Dovremo quindi adattare la preparazione alle esigenze individuali, cercando di arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibili". Negli ultimi tempi si è molto parlato di due giocatori che potrebbero entrare nell'orbita Azzurra. Anche su questo tema Gonzalo Quesada ha voluto dire la sua ai media che si sono interrogati sulla questione: "Per quanto riguarda Domingo Miotti, conosciamo il suo profilo e lo abbiamo considerato nell'ambito dei giocatori di possibile interesse per il futuro. In questa occasione, però, era infortunato e non avevamo ancora una conferma definitiva della sua eleggibilità. È quindi una situazione che potremo approfondire nei prossimi mesi, insieme a quella di altri giocatori che potrebbero entrare nel nostro radar. Sul tema di Mark Nawaqanitawase, al momento non ho mai avuto contatti diretti con lui, con il suo procuratore o con altri interlocutori della Federazione. Ho chiesto di raccogliere maggiori informazioni, perché se ne parla molto, ma oggi non è nella nostra lista e non abbiamo elementi sufficienti per valutare la situazione. In passato abbiamo già affrontato casi nei quali le notizie circolate pubblicamente non corrispondevano necessariamente ai contatti effettivamente avvenuti. Nei prossimi giorni cercherò di capire meglio".
Con tanti giocatori fuori per infortunio, l'interesse dei media è anche sulle ragioni di queste defezioni: "La gestione degli infortuni - dice Quesada - è strettamente legata al calendario. Giocare per dieci mesi e mezzo all'anno, senza periodi adeguati di recupero e di ricostruzione fisica, significa sottoporre gli atleti a una pressione continua. Idealmente, un giocatore dovrebbe poter alternare cicli di competizione, recupero e preparazione, ma il calendario attuale lascia poco spazio a questo processo. Nel frattempo, il rugby è diventato sempre più intenso, con un aumento del tempo di gioco effettivo e delle collisioni. È quindi inevitabile che, prima o poi, il corpo presenti il conto. Non si tratta soltanto di sfortuna: è una questione strutturale, che riguarda il modo in cui è organizzata la stagione" Come sarà però questo Nations Championship, a cominciare dalla sfida con il Sudafrica in programma il 7 novembre all'Allianz Stadium di Torino? "Nella scelta della squadra contro il Sudafrica, uno dei criteri fondamentali sarà la capacità di sostenere un'intensità elevata per tutti gli 80 minuti. Dovremo individuare giocatori in grado di reggere il ritmo della partita e che abbiano accumulato un minutaggio sufficiente nelle ultime settimane. Potrebbero esserci alcuni esordienti, perché le opzioni con esperienza e continuità di gioco sono limitate. Resta però la mia fiducia nel gruppo: le sensazioni avute durante gli allenamenti sono positive e credo che chi avrà un'opportunità saprà sfruttarla. Non considero questo novembre una semplice maratona, ma una successione di quattro prove di altissimo livello, fisiche, tecniche e mentali. Dovremo essere pronti a ripartire ogni settimana, adattando le scelte alle condizioni dei giocatori e agli impegni affrontati. Sarà difficile confermare la stessa formazione per tutte le partite, soprattutto perché quasi tutti saranno impegnati con i club nel fine settimana precedente il raduno. Avremo quindi bisogno di profondità e di dare opportunità a diversi giocatori. Le condizioni logistiche per la preparazione sono buone. Dopo il lavoro svolto a Padova, trascorreremo dieci giorni a Torino in vista delle due partite successive e ci sposteremo poi a Genova e Udine. La Federazione ha inoltre organizzato un volo charter da Genova a Udine, che ci consentirà di gestire meglio il trasferimento e di preparare adeguatamente la partita contro le Fiji dopo quella con l'Argentina. L'obiettivo è competere in tutte e quattro le partite e continuare a far crescere la squadra, anche in un contesto complicato. Giocare in Italia rappresenta un vantaggio importante: sentiamo l'energia del pubblico e dell'ambiente che ci circonda. Abbiamo fiducia nel lavoro svolto e vogliamo trasformare questa serie di impegni in un'occasione concreta per misurare il valore del gruppo e la profondità del rugby italiano".