Il tennis internazionale torna a far pressione sui tornei del Grande Slam sul tema dei montepremi e della redistribuzione dei ricavi, in un clima di crescente tensione tra giocatori e organizzatori. Il numero uno del mondo Jannik Sinner, secondo quanto riportato dal Times, sarebbe tra gli atleti pronti a valutare anche forme di protesta, incluso un possibile boicottaggio del torneo di doppio misto agli US Open, nell'ambito della battaglia per un aumento della quota dei ricavi destinata ai tennisti. La questione era già emersa durante il Roland Garros, quando lo stesso Sinner aveva sottolineato come le somme percepite nei tornei dello Slam siano ancora "troppo basse" rispetto ai ricavi complessivi generati dagli eventi. La richiesta avanzata dal gruppo dei giocatori è quella di portare la percentuale dei premi dall'attuale 16% dei ricavi fino almeno al 22% entro il 2030, in un percorso di progressivo riequilibrio economico. In questo contesto Wimbledon ha annunciato un incremento del 20% del montepremi per l'edizione in corso, che raggiungerà il record di 75,1 milioni di euro complessivi. Un aumento accolto come un segnale positivo dal circuito, ma ritenuto non ancora sufficiente a risolvere il nodo centrale della redistribuzione. Sul fronte statunitense, lo US Open ha già introdotto una nuova formula del doppio misto, coinvolgendo alcuni protagonisti del singolare come Carlos Alcaraz, Novak Djokovic ed Emma Raducanu, trasformando l'evento in un appuntamento ampliato e dal forte richiamo commerciale. Ai vincitori è stato assegnato un premio da un milione di dollari. Nonostante gli aumenti e le innovazioni, una parte consistente dei giocatori ritiene che il sistema resti sbilanciato e chiede un maggiore coinvolgimento nelle decisioni strategiche dei tornei del Grande Slam.
di Napoli Magazine
13/06/2026 - 15:58
Il tennis internazionale torna a far pressione sui tornei del Grande Slam sul tema dei montepremi e della redistribuzione dei ricavi, in un clima di crescente tensione tra giocatori e organizzatori. Il numero uno del mondo Jannik Sinner, secondo quanto riportato dal Times, sarebbe tra gli atleti pronti a valutare anche forme di protesta, incluso un possibile boicottaggio del torneo di doppio misto agli US Open, nell'ambito della battaglia per un aumento della quota dei ricavi destinata ai tennisti. La questione era già emersa durante il Roland Garros, quando lo stesso Sinner aveva sottolineato come le somme percepite nei tornei dello Slam siano ancora "troppo basse" rispetto ai ricavi complessivi generati dagli eventi. La richiesta avanzata dal gruppo dei giocatori è quella di portare la percentuale dei premi dall'attuale 16% dei ricavi fino almeno al 22% entro il 2030, in un percorso di progressivo riequilibrio economico. In questo contesto Wimbledon ha annunciato un incremento del 20% del montepremi per l'edizione in corso, che raggiungerà il record di 75,1 milioni di euro complessivi. Un aumento accolto come un segnale positivo dal circuito, ma ritenuto non ancora sufficiente a risolvere il nodo centrale della redistribuzione. Sul fronte statunitense, lo US Open ha già introdotto una nuova formula del doppio misto, coinvolgendo alcuni protagonisti del singolare come Carlos Alcaraz, Novak Djokovic ed Emma Raducanu, trasformando l'evento in un appuntamento ampliato e dal forte richiamo commerciale. Ai vincitori è stato assegnato un premio da un milione di dollari. Nonostante gli aumenti e le innovazioni, una parte consistente dei giocatori ritiene che il sistema resti sbilanciato e chiede un maggiore coinvolgimento nelle decisioni strategiche dei tornei del Grande Slam.