NAPOLI - «Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516». La norma sul reato di procurato allarme va tradotta e inviata a chi gestisce il sito www.quakeprediction.com, il quale ci informa che lunedì 10 dicembre nella zona di Napoli e Campania c’è il 100% di possibilità che ci sia un evento sismico. La stessa certezza assoluta è mostrata per la zona di Ancona e Brindisi.
Una notizia che è rapidamente rimbalzata sui social network (Facebook su tutti) con un passaparola che ha diffuso l’allarme aggiungendo che lo stesso sito aveva correttamente previsto le scosse registrate oggi in Giappone. Da notare, però, che non è indicata, per fortuna, l’entità dell’ipotetico terremoto. Insomma dal sito americano si evince che ci sarà un evento sismico ma potrebbe trattarsi tranquillamente di uno di quelli che si registra solo meccanicamente e che non è infrequente in una zona a rischio terremoti molto alta come la Campania.
Insomma è molto facile dire che ci sarà un terremoto in Campania perché piccole scosse ci sono praticamente ogni giorno. Il sito, ad esempio, indica che ieri (7 dicembre) a Napoli c’era il 92% di possibilità di un terremoto. Oggi si sale al 96%, domani (chissà perché) c’è una lieve flessione al 95%, infine la certezza per lunedì. A gestire il sito è il signor Luke Thomas che si qualifica come «previsore di terremoti» (letteralmente earthquake predicter) ma che «is not associated with the U.S. Geological Survey», insomma non è uno studioso accreditato dall’associazione geologica americana.
Il signor Thomas spiega sul sito quali sono i nove criteri in base ai quali prevede i terremoti. Si parte dal cambiamento della temperatura dell’acqua, seguono le rilevazioni delle frequenze sonore, i piccoli terremoti, il comportamento degli animali, il comportamento degli uomini, le fasi della luna, l’intervallo di tempo tra un evento sismico ed un altro, le rilevazioni satellitari, il cambiamento della temperatura.
Elementi, questi, alla base anche di studi molto rigorosi (come quelli avviati dalla Nasa o in Giappone) ma che nessuno scienziato al mondo accredita come esaustivi rispetto alla previsione dei terremoti che, come ci sentiamo ripetere sempre, sarebbe impossibile. Speriamo sia vero anche questa volta.
di Napoli Magazine
09/12/2012 - 14:47
NAPOLI - «Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516». La norma sul reato di procurato allarme va tradotta e inviata a chi gestisce il sito www.quakeprediction.com, il quale ci informa che lunedì 10 dicembre nella zona di Napoli e Campania c’è il 100% di possibilità che ci sia un evento sismico. La stessa certezza assoluta è mostrata per la zona di Ancona e Brindisi.
Una notizia che è rapidamente rimbalzata sui social network (Facebook su tutti) con un passaparola che ha diffuso l’allarme aggiungendo che lo stesso sito aveva correttamente previsto le scosse registrate oggi in Giappone. Da notare, però, che non è indicata, per fortuna, l’entità dell’ipotetico terremoto. Insomma dal sito americano si evince che ci sarà un evento sismico ma potrebbe trattarsi tranquillamente di uno di quelli che si registra solo meccanicamente e che non è infrequente in una zona a rischio terremoti molto alta come la Campania.
Insomma è molto facile dire che ci sarà un terremoto in Campania perché piccole scosse ci sono praticamente ogni giorno. Il sito, ad esempio, indica che ieri (7 dicembre) a Napoli c’era il 92% di possibilità di un terremoto. Oggi si sale al 96%, domani (chissà perché) c’è una lieve flessione al 95%, infine la certezza per lunedì. A gestire il sito è il signor Luke Thomas che si qualifica come «previsore di terremoti» (letteralmente earthquake predicter) ma che «is not associated with the U.S. Geological Survey», insomma non è uno studioso accreditato dall’associazione geologica americana.
Il signor Thomas spiega sul sito quali sono i nove criteri in base ai quali prevede i terremoti. Si parte dal cambiamento della temperatura dell’acqua, seguono le rilevazioni delle frequenze sonore, i piccoli terremoti, il comportamento degli animali, il comportamento degli uomini, le fasi della luna, l’intervallo di tempo tra un evento sismico ed un altro, le rilevazioni satellitari, il cambiamento della temperatura.
Elementi, questi, alla base anche di studi molto rigorosi (come quelli avviati dalla Nasa o in Giappone) ma che nessuno scienziato al mondo accredita come esaustivi rispetto alla previsione dei terremoti che, come ci sentiamo ripetere sempre, sarebbe impossibile. Speriamo sia vero anche questa volta.