NAPOLI - Mille profughi per ogni milione di abitanti. È questo il criterio di distribuzione proposto dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ai rappresentanti delle Regioni che ieri hanno partecipato alla riunione convocata per prepararsi ad accogliere la massiccia ondata di migranti proveniente dai paesi del Nord Africa.
I POSTI DISPONIBILI - Per la Campania, il calcolo porta considerare una disponibilità prevista di circa 6 mila posti. Il piano elaborato dal Viminale prevede un esodo di circa 50 mila persone fino al prossimo giugno. E le Regioni dovranno essere attrezzate per accogliere i migranti. Le uniche che saranno alleggerite dalla maxi-operazione di accoglienza saranno Sicilia, Puglia e Calabria, già sotto pressione a causa dei flussi di immigrati che sono costrette a ricevere quasi quotidianamente. E poi, l’Abruzzo, ancora alle prese con l’impegno della ricostruzione.
IL PIANO - Maroni ha annunciato che presenterà il piano, nei dettagli, nei prossimi giorni «per l’approvazione definitiva» da parte di Regioni, Province e Comuni. Per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione, il consiglio dei ministri ha già rifinanziato con 500 milioni di euro il «fondo della Protezione civile con le risorse necessarie per gestire l’emergenza umanitaria» . Insomma, è la Campania che destinata a fare uno sforzo in più. Tra l’altro, il Consiglio atlantico ha dato il via libera formale per l’entrata nello scenario operativo delle unità schierate nel Mediterraneo centrale. Il comando delle operazioni dovrebbe essere affidato all’ammiraglio della Us Navy James G. Stavridis e salvo imprevisti sarà localizzato proprio nel Quartier generale della Componente marittima Nato dell’isolotto di Nisida, a Napoli.
LE STRUTTURE - Il delegato campano della Caritas, don Vincenzo Federico, spiega che, tuttavia, soltanto con le strutture religiose non si riuscirà mai a soddisfare una richiesta così massiccia di ospitalità. «Attualmente— afferma— possiamo contare su 90 posti disponibili nella diocesi di Teggiano-Policastro; una decina in quella di Salerno; 50 a Napoli; 20 ad Aversa; 10 a Caserta. Insomma, arriviamo a 200 posti. Non di più. Del resto, la Campania è già una regione di approdo per migliaia di migranti. Qui insiste una comunità di immigrati di circa 210 mila persone. E i centri di accoglienza come il Fernandes di Castelvolturno o la Tenda di Abramo di Caserta già sono occupati, con oltre un centinaio di immigrati» . Anche la Croce rossa italiana è pronta a fare la sua parte con i suoi circa 5 mila volontari campani. «Siamo pronti e attrezzati — dice il capo della Cri di Napoli e provincia, Paolo Monorchio — per fornire il nostro contributo» . Su Napoli potrebbero essere utilizzate la struttura della Croce rossa italiana di Pozzuoli, una scuola dismessa di Chiaiano e un immobile di proprietà comunale di Piscinola. Tre strutture che, da sole, potrebbero accogliere circa 300 migranti. Ma al vaglio dei tecnici delle prefetture sono anche caserme dismesse e strutture pubbliche in disuso, per le quali, tuttavia, occorrerebbero mesi per rimetterle a posto. «C’è già un elenco di siti possibili per accogliere gli immigrati — ha commentato il governatore della Campania, Stefano Caldoro —. Dal ministro è arrivata una proposto molto equilibrata, legata all’appello arrivato dal Capo dello Stato di promuovere un lavoro coordinato. La richiesta è già arrivata a tutti i prefetti, i quali hanno avviato una valutazione tecnico-operativa sui vari siti prendendo in considerazione alcuni parametri: la grandezza delle regioni, i siti già disponibili e situazioni particolarmente impegnative su questo fronte come si trovano a vivere la Puglia e la Sicilia. C’è stata la disponibilità di tutti a collaborare -ha proseguito Caldoro -e dal prossimo incontro entreremo nel merito delle questioni» . Caldoro ha chiarito che i costi dell’accoglienza saranno a carico della Protezione Civile, «il prefetto di Catania, Caruso, avrà le risorse necessarie» . Infine, in Basilicata, il presidente Vito De Filippo ha offerto la disponibilità dell’ex caserma Lucania a Potenza, in grado di accogliere fino a 400 rifugiati
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
NAPOLI - Mille profughi per ogni milione di abitanti. È questo il criterio di distribuzione proposto dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ai rappresentanti delle Regioni che ieri hanno partecipato alla riunione convocata per prepararsi ad accogliere la massiccia ondata di migranti proveniente dai paesi del Nord Africa.
I POSTI DISPONIBILI - Per la Campania, il calcolo porta considerare una disponibilità prevista di circa 6 mila posti. Il piano elaborato dal Viminale prevede un esodo di circa 50 mila persone fino al prossimo giugno. E le Regioni dovranno essere attrezzate per accogliere i migranti. Le uniche che saranno alleggerite dalla maxi-operazione di accoglienza saranno Sicilia, Puglia e Calabria, già sotto pressione a causa dei flussi di immigrati che sono costrette a ricevere quasi quotidianamente. E poi, l’Abruzzo, ancora alle prese con l’impegno della ricostruzione.
IL PIANO - Maroni ha annunciato che presenterà il piano, nei dettagli, nei prossimi giorni «per l’approvazione definitiva» da parte di Regioni, Province e Comuni. Per quanto riguarda il finanziamento dell’operazione, il consiglio dei ministri ha già rifinanziato con 500 milioni di euro il «fondo della Protezione civile con le risorse necessarie per gestire l’emergenza umanitaria» . Insomma, è la Campania che destinata a fare uno sforzo in più. Tra l’altro, il Consiglio atlantico ha dato il via libera formale per l’entrata nello scenario operativo delle unità schierate nel Mediterraneo centrale. Il comando delle operazioni dovrebbe essere affidato all’ammiraglio della Us Navy James G. Stavridis e salvo imprevisti sarà localizzato proprio nel Quartier generale della Componente marittima Nato dell’isolotto di Nisida, a Napoli.
LE STRUTTURE - Il delegato campano della Caritas, don Vincenzo Federico, spiega che, tuttavia, soltanto con le strutture religiose non si riuscirà mai a soddisfare una richiesta così massiccia di ospitalità. «Attualmente— afferma— possiamo contare su 90 posti disponibili nella diocesi di Teggiano-Policastro; una decina in quella di Salerno; 50 a Napoli; 20 ad Aversa; 10 a Caserta. Insomma, arriviamo a 200 posti. Non di più. Del resto, la Campania è già una regione di approdo per migliaia di migranti. Qui insiste una comunità di immigrati di circa 210 mila persone. E i centri di accoglienza come il Fernandes di Castelvolturno o la Tenda di Abramo di Caserta già sono occupati, con oltre un centinaio di immigrati» . Anche la Croce rossa italiana è pronta a fare la sua parte con i suoi circa 5 mila volontari campani. «Siamo pronti e attrezzati — dice il capo della Cri di Napoli e provincia, Paolo Monorchio — per fornire il nostro contributo» . Su Napoli potrebbero essere utilizzate la struttura della Croce rossa italiana di Pozzuoli, una scuola dismessa di Chiaiano e un immobile di proprietà comunale di Piscinola. Tre strutture che, da sole, potrebbero accogliere circa 300 migranti. Ma al vaglio dei tecnici delle prefetture sono anche caserme dismesse e strutture pubbliche in disuso, per le quali, tuttavia, occorrerebbero mesi per rimetterle a posto. «C’è già un elenco di siti possibili per accogliere gli immigrati — ha commentato il governatore della Campania, Stefano Caldoro —. Dal ministro è arrivata una proposto molto equilibrata, legata all’appello arrivato dal Capo dello Stato di promuovere un lavoro coordinato. La richiesta è già arrivata a tutti i prefetti, i quali hanno avviato una valutazione tecnico-operativa sui vari siti prendendo in considerazione alcuni parametri: la grandezza delle regioni, i siti già disponibili e situazioni particolarmente impegnative su questo fronte come si trovano a vivere la Puglia e la Sicilia. C’è stata la disponibilità di tutti a collaborare -ha proseguito Caldoro -e dal prossimo incontro entreremo nel merito delle questioni» . Caldoro ha chiarito che i costi dell’accoglienza saranno a carico della Protezione Civile, «il prefetto di Catania, Caruso, avrà le risorse necessarie» . Infine, in Basilicata, il presidente Vito De Filippo ha offerto la disponibilità dell’ex caserma Lucania a Potenza, in grado di accogliere fino a 400 rifugiati