NAPOLI-Subito 500 assunzioni ma con l'obiettivo di raggiungere quota mille in pochi mesi.In commissione Affari sociali della Camera arriva il via libera ad un emendamento al decreto salute che la Regione Campania invocava da tempo: la norma prevede una deroga del 20 per cento al blocco del turn over sul personale nelle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Se il correttivo verrà approvato in aula (ma il governo nutre molti dubbi), si potranno avviare in tempi rapidi le procedure per i concorsi che riguarderanno medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo. Tutte figure di cui c'è grande bisogno da quando - nel 2007 - è scattato lo stop alle assunzioni per effetto dell'indebitamento accumulato in passato. Una quota dei posti - ecco l'altra novità - verrà riservata ai precari. La condizione fondamentale per procedere con le assunzioni è aver avviato un percorso virtuoso: «Tale blocco - si legge nel testo - può essere disapplicato, nel limite del 20 percento e in correlazione alla necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza, previa verifica positiva dell'attuazione dei piani di rientro». La modifica dell'articolo 15 del decreto prevede inoltre che i nuovi concorsi banditi possano avere «una riserva diposti non superiore al 50 per cento per il personale non dirigenziale» del Servizio sanitario nazionale a tempo determinato che «alla data del 31 dicembre 2012 ha maturato nell'ultimo quinquennio almeno tre anni di anzianità». In alternativa si possono confermare «i provvedimenti di stabilizzazione del personale precario» assunti «in violazione del blocco automatico del turn over». Decisivi per l'approvazione del correttivo sono stati i passi in avanti compiuti sul fronte del deficit da alcune Regioni con i conti in rosso, in primis la Campania. Nel 2009, infatti, il disavanzo del comparto era pari a 773 milioni di euro; l'anno successivo è sceso a 492 milioni mentre nel 2011 si è certificato un passivo di circa 250 milioni; la sfida è ora chiudere il 2012 in pareggio (che consentirebbe di mettere fine al commissariamento). Ai tecnici dei ministeri dell'Economia e della Salute è stato inoltre dimostrato, conti alla mano, che l'assunzione di nuovi dipendenti non comporta spese aggiuntive, anzi. Emblematico, anche in questo caso, l'esempio della Campania: nel 2011 la spesa per gli stipendi degli operatori sanitari ha toccato i 3 miliardi e 68 milioni. L'anno prima erano statisborsati 178 milioni in più. Per effetto del blocco del turn over in servizio ci sono circa 10mila dipendenti in meno, ma i costi del personale continuano ad essere alti. Il problema, spiegano gli esperti, è che ormai gli organici di aziende sanitarie e ospedaliere sono sottodimensionati rispetto al fabbisogno e allora i dipendenti sono costretti a colmare i troppi vuoti creatisi. Così il salario accessorio lievita: basti pensare che ogni anno si spendono oltre 800 milioni di euro per straordinari e notturni di medici e infermieri. Da qui il pressing del governatore-commissario Stefano Caldoro e dei suoi collaboratori - il subcommissario MarioMorlacco e il senatore Raffaele Calabrò, consigliere del presidente per la salute - per ottenere l'ingresso di forze fresche nel sistema. Il 20 per cento, è il ragionamento che si fa a Palazzo Santa Lucia, rappresenta allora un primo passo ma non è sufficiente a risolvere i (tanti) problemi di organico che riguardano aziende sanitarie e ospedaliere. Da Roma arriva anche un'altra buona notizia per la Campania: il governo stanzierà 159 milioni di euro per il 2013 per «consentire alla Regione l'accesso alle risorse» che le spettavano in base a quanto previsto da una legge del 1990 relativa alla spesa sanitaria degli anni 1987, 1988 e 1990.
di Napoli Magazine
11/10/2012 - 00:59
NAPOLI-Subito 500 assunzioni ma con l'obiettivo di raggiungere quota mille in pochi mesi.In commissione Affari sociali della Camera arriva il via libera ad un emendamento al decreto salute che la Regione Campania invocava da tempo: la norma prevede una deroga del 20 per cento al blocco del turn over sul personale nelle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Se il correttivo verrà approvato in aula (ma il governo nutre molti dubbi), si potranno avviare in tempi rapidi le procedure per i concorsi che riguarderanno medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo. Tutte figure di cui c'è grande bisogno da quando - nel 2007 - è scattato lo stop alle assunzioni per effetto dell'indebitamento accumulato in passato. Una quota dei posti - ecco l'altra novità - verrà riservata ai precari. La condizione fondamentale per procedere con le assunzioni è aver avviato un percorso virtuoso: «Tale blocco - si legge nel testo - può essere disapplicato, nel limite del 20 percento e in correlazione alla necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza, previa verifica positiva dell'attuazione dei piani di rientro». La modifica dell'articolo 15 del decreto prevede inoltre che i nuovi concorsi banditi possano avere «una riserva diposti non superiore al 50 per cento per il personale non dirigenziale» del Servizio sanitario nazionale a tempo determinato che «alla data del 31 dicembre 2012 ha maturato nell'ultimo quinquennio almeno tre anni di anzianità». In alternativa si possono confermare «i provvedimenti di stabilizzazione del personale precario» assunti «in violazione del blocco automatico del turn over». Decisivi per l'approvazione del correttivo sono stati i passi in avanti compiuti sul fronte del deficit da alcune Regioni con i conti in rosso, in primis la Campania. Nel 2009, infatti, il disavanzo del comparto era pari a 773 milioni di euro; l'anno successivo è sceso a 492 milioni mentre nel 2011 si è certificato un passivo di circa 250 milioni; la sfida è ora chiudere il 2012 in pareggio (che consentirebbe di mettere fine al commissariamento). Ai tecnici dei ministeri dell'Economia e della Salute è stato inoltre dimostrato, conti alla mano, che l'assunzione di nuovi dipendenti non comporta spese aggiuntive, anzi. Emblematico, anche in questo caso, l'esempio della Campania: nel 2011 la spesa per gli stipendi degli operatori sanitari ha toccato i 3 miliardi e 68 milioni. L'anno prima erano statisborsati 178 milioni in più. Per effetto del blocco del turn over in servizio ci sono circa 10mila dipendenti in meno, ma i costi del personale continuano ad essere alti. Il problema, spiegano gli esperti, è che ormai gli organici di aziende sanitarie e ospedaliere sono sottodimensionati rispetto al fabbisogno e allora i dipendenti sono costretti a colmare i troppi vuoti creatisi. Così il salario accessorio lievita: basti pensare che ogni anno si spendono oltre 800 milioni di euro per straordinari e notturni di medici e infermieri. Da qui il pressing del governatore-commissario Stefano Caldoro e dei suoi collaboratori - il subcommissario MarioMorlacco e il senatore Raffaele Calabrò, consigliere del presidente per la salute - per ottenere l'ingresso di forze fresche nel sistema. Il 20 per cento, è il ragionamento che si fa a Palazzo Santa Lucia, rappresenta allora un primo passo ma non è sufficiente a risolvere i (tanti) problemi di organico che riguardano aziende sanitarie e ospedaliere. Da Roma arriva anche un'altra buona notizia per la Campania: il governo stanzierà 159 milioni di euro per il 2013 per «consentire alla Regione l'accesso alle risorse» che le spettavano in base a quanto previsto da una legge del 1990 relativa alla spesa sanitaria degli anni 1987, 1988 e 1990.