Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha parlato a Mattino 5: "Penso che l'Italia si stia attivando attraverso le grandi aziende che ha, l'Eni è una delle più grandi aziende a livello mondiale nel campo dell'energia, si è attivata con lo stesso Venezuela, con i canali africani, con i canali asiatici come l'Indonesia, per coprire la mancanza che potrebbe arrivare dalla chiusura di Hormuz. Ma devo dire che i Paesi europei e l'Italia sono tra i Paesi meno colpiti dalla chiusura di Hormuz: il petrolio che arriva a noi da Hormuz è circa il 5% del nostro fabbisogno ed è tra virgolette facilmente reperibile. Da un'altra parte il problema più grosso è il gas liquido che arriva dal Qatar che è circa il 20% del nostro fabbisogno: per noi non è tanto un problema di fonti di approvvigionamento quanto un problema del prezzo".
di Napoli Magazine
18/03/2026 - 10:55
Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha parlato a Mattino 5: "Penso che l'Italia si stia attivando attraverso le grandi aziende che ha, l'Eni è una delle più grandi aziende a livello mondiale nel campo dell'energia, si è attivata con lo stesso Venezuela, con i canali africani, con i canali asiatici come l'Indonesia, per coprire la mancanza che potrebbe arrivare dalla chiusura di Hormuz. Ma devo dire che i Paesi europei e l'Italia sono tra i Paesi meno colpiti dalla chiusura di Hormuz: il petrolio che arriva a noi da Hormuz è circa il 5% del nostro fabbisogno ed è tra virgolette facilmente reperibile. Da un'altra parte il problema più grosso è il gas liquido che arriva dal Qatar che è circa il 20% del nostro fabbisogno: per noi non è tanto un problema di fonti di approvvigionamento quanto un problema del prezzo".