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ATTUALITÀ
L'EX SINDACO - De Magistris: "Sono 30 anni di vita istituzionale, vi racconto il mio rapporto con ADL, Manfredi, De Luca e Palamara"
29.11.2022 13:27 di Napoli Magazine

A Radio Napoli Centrale, nel corso di 'Condominio De Lucia', è intervenuto Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli: "Sono 30 anni di vita istituzionale, in particolare magistrato, sindaco, parlamentare e la constatazione amara che si riesce a essere uomo o donna dell’istituzione nel servire il bene pubblico, l’interesse generale e poi constatare che c’è un sistema fatto di persona che utilizzano l’istituzione per affari propri, in alcuni casi criminali e mafiosi. Chi mi ha ostacolato, tradito, messo in difficoltà fino al punto di dover lasciare la magistratura sono proprio le persone che mi avrebbero dovuto tutelare. Il sistema criminale l’ho visto soprattutto da magistrato, ma anche da sindaco di Napoli. Negli ultimi anni, soprattutto dopo le stragi di Falcone e Borsellino, le mafie hanno deciso di penetrare sempre di più dentro la politica, le istituzioni, la finanza, immedesimarsi, usare molto meno il tritolo e molto di più gli strumenti che utilizzano le persone per bene. Da giovane magistrato sono andato in Calabria che è una delle regioni più difficili d’Europa credo e mi sono trovato ad affrontare criminali, ma anche un intero frutteto -e non solo una mela marcia- che gestiva denaro pubblico che teneva sotto scacco la popolazione, andando avanti con le indagini mi hanno fatto cadere e poi mi sono rialzato. Cos’ho provato a livello umano? Ho scritto diversi libri, ma questa volta c’è un grande aspetto umano ed è fondamentale, perché dietro a qualsiasi professione ci sono persone che non sono piegate. Dietro questo libro c’è la storia di un uomo che non ha prezzo, ma che ha pagato un prezzo. Non è facile, non lo è stato. Non so come ho mantenuto una tenuta psicofisica, non ho provato quel senso di repulsione definitiva. È stato pesante per la famiglia, il dolore è stato tanto perché ho dedicato gli anni migliori della mia vita per studiare, per vincere un concorso, ho scelto di rimanere in Calabria laddove tutti scappano. Dà un profondo senso di amarezza constatare che ci sono pezzi di istituzioni profondamente inquinati. Mi hanno spinto gli ideali, ho superato la paura con il forte senso di giustizia, quelli hanno avuto il sopravvento sulle cose schifose che ho visto. Se uno mollasse, la darebbe vinta ancor di più al sistema mafioso che si sta impadronendo delle istituzioni democratiche del nostro Paese. Restare dentro significa anche dare un segnale di fiducia alle persone. Quando ero magistrato cercavo di infondere fiducia nel testimoniare, denunciare, perché potevano contare su un magistrato onesto. Anche da sindaco, seppure sia difficilissimo, non ho mai svenduto la città, ho sempre cercato di stare tra le persone più fragili e senza potere, quelle che maggiormente avevano bisogno. So che non tutte le persone hanno la possibilità di scegliere, io ho provato a darne con la mia professione. Ricordi più belli e brutti da sindaco di Napoli? Il più bello è l’elezione, un’emozione che non ha prezzo, che mi ha sempre accompagnato e lo fa tutt’oggi. Il giorno più brutto credo sia stato la pandemia, vedere interrompersi tutti i progetti per gli ultimi due anni di mandato è stato molto triste. Calabria e Napoli? Il risultato in Calabria è stato buono con il 17% che non ha precedenti, un segnale di avere un’alternativa possibile in quella regione, tant’è vero che siamo all’opposizione. È stata una bella esperienza. A Napoli, dovendo tornare indietro, farei autocritica politica, come movimento, come alleanza, come coalizione dovevamo prepararci meglio. Indubbiamente un’esperienza irripetibile, ma abbiamo sbagliato a non costruire una progettualità più forte in città. Il rammarico è senz’altro legato alla pandemia, potevamo raccogliere tanto perché la nostra amministrazione ha seminato tantissimo. Sul piano politico ci sono stati degli errori, pochi sul piano amministrativo, ma non mi sento di dire che c’è stato qualcosa di estremamente sbagliato. Resto un uomo coerente e voglio ricordare che in 10 anni e mezzo non abbiamo avuto 1 euro, a differenza di chi è venuto dopo di me che ha avuto le valigie ricche di soldi dopo essersi seduto. All’inizio sono stato assediato, ho chiesto del tempo, amando Napoli ho capito che bisognava puntare sulla bellezza della città, farne una città turistica, puntare sulla cultura e togliere i rifiuti è stata la prima cosa. Napoli da metà del mio mandato è la città che più cresce per turismo e cultura, la maggior parte delle produzioni televisive e cinematografiche sono a Napoli, superando Venezia, Firenze, Roma. Questo è stato frutto di una visione. Lungomare Liberato? Una grossa parte dei napoletani sono favorevoli, adesso. De Luca o De Laurentiis? De Luca è un presidente della Regione ed il fatto che ha deciso di avere un atteggiamento di ostilità istituzionale nei confronti di Napoli che rappresenta il 60% del territorio fa male. Bisognava cooperare. Con De Laurentiis alternavamo, certe volte è stato duro e difficile, ma meglio che con De Luca, con lui non c’era la possibilità di creare un canale istituzionale. Con De Laurentiis principalmente la problematica era lo stadio, avevamo una visione diversa. Io uomo di sinistra? Sì, ma non mi identifico nella sinistra di oggi. Non sono in sintonia col PD, che di sinistra non ha nulla. Ho cercato di stare sempre non nei salotti del potere, ma tra il popolo, l’unico sindaco a non aver privatizzato un servizio. Ho fatto l’acqua pubblica, per il resto ho fatto cose che non sono solo di sinistra, ma molto care alla sinistra con la lotta alla corruzione, messa in sicurezza dei lavoratori. Sono stato osteggiato molto dalla sinistra, ho anticipato il Governo Draghi (ride, ndr). Candidandosi a governare contro il sistema non è una passeggiata, sapevamo avremmo avuto dei problemi, ma in quel momento l’esperienza è stata salutare. Prospettive future? C’è una continuità ideale. Non programmo più tanto, l’ho fatto una sola volta ed ho fatto il magistrato. La politica è una passione, ma faccio l’opinionista, scrivo, lavoro su progetti interessanti di comunicazione, sto molto tra la gente. Dopo 33 anni di prima linea nelle istituzioni, sto facendo un lavoro diverso. Fare di nuovo il sindaco di Napoli? Fino a qualche mese fa l’avrei categoricamente escluso, a me piace cambiare. Però non me la sento di dire ‘no’, mai dire mai. Dovendo scegliere, mi piacerebbe fare un’esperienza parlamentare. Portare il sud ad avere un riscatto a Roma. Partito dei sindaci mai decollato? I sindaci sono presi 24 ore su 24 al loro lavoro senza riuscire a dedicarsi ad altro, poi i partiti hanno molto paura dei sindaci. Unione Popolare nasce per questo, bisogna capire se c’è spazio. Lavorerò mettendo insieme sindaci, consiglieri comunali, movimenti, associazioni che è meglio dell’élite governativa. La fluidità della politica col vizio della memoria a me preoccupa. Di chi è la colpa per Ischia? Parliamo con dispersi e morti, una tragedia. Ogni volta che accadono queste cose sentiamo le stesse discussioni. Urge, in tutta Italia, un PNRR quasi tutto destinato a mettere in sicurezza il nostro Paese, su questo si innestano cambiamento climatico, mancanza di cura del territorio, abolizione di organi che verificavano. Inoltre, bisogna vedere nella zona che è stata attraversata in 10 anni da due alluvioni e un terremoto cos’è stato fatto. È una zona franosa, vulcanica, dopo il terremoto è stata commissariata quella zona, bisognerebbe vedere cos’è stato fatto in concreto sulla messa in sicurezza. C’è il tema anche dell’abusivismo edilizio, andando indietro ad una concezione sbagliata nel rapporto uomo-natura, in cui spesso si è costruito in maniera scellerata. Infine, capire se esiste un piano di evacuazione concreto in caso di allerta come quella emanata in quest’occasione. PNRR e Sud? È una grande opportunità, ma può essere anche un rischio, dipende da chi gestisce il denaro. Se va nelle mani di ladroni e saccheggiatori del Sud, allora sarà l’ennesima occasione mancata. Napoli? Perfetto, contro le aspettative di tanti. Sono stato a Dimaro e non c’era un bel clima. Acquisti azzeccati, grande capacità da parte del mister, bella panchina, un calcio bello sia in Italia che in Europa, un Napoli nettamente superiore. L’unico elemento di fortuna è che le altre squadre, quest’anno, non sono forti come solito, ci sono tutti i presupposti per far bene. Complimenti a tutti. Se la scaramanzia investe la politica? Diciamo ‘non è vero, ma ci credo’. Bisogna essere scaramantici. Cartoline a De Laurentiis, Manfredi, De Luca e Palamara? A De Laurentiis voglio fare i complimenti da presidente della società perché i suoi uomini finora non hanno sbagliato una mossa. Io sono sempre tifoso del Napoli, mi è costato amaro fare un’intervista in cui ho detto di essere stato tifoso dell’Inter fino ai 12 anni. A Gaetano Manfredi non posso fare né complimenti né criticarlo, non ho capito qual è il suo pensiero, la sua visione di città, non cammina per la città, ha i soldi in cassa e non mette a disposizione servizi, taglia nastri di opere fatte da noi. Non avevo grandi aspettative, ma sono deluso. Vincenzo De Luca, a suo modo, è un genio. Lui andrà da Lello Esposito, uno degli scultori più importanti partenopei, e farà fare un monumento al Covid, prima di questo era politicamente finito. Sotto sotto, per com’è ridotto il PD, potrebbe diventarne anche segretario. Palamara ha confessato dicendo che io sono stato fatto fuori dicendo che ero il cigno nero, l’evento imprevedibile che ha fatto saltare il sistema. Cartoline avvelenate a nessuno, pungenti sì, ma non sono rancoroso. Come sono stato da sindaco? Camminando, avverto che complessivamente la gente mi vuole bene. La gente mi ha visto, la città si divide. Nella mia vita sono arrivato complessivamente a 100 procedimenti penali, civili, amministrativi. Una canzone che dedico a me stesso? Je so pazzo di Pino Daniele. C’è un grande scrittore napoletano, Luigi Settembrini, che scrisse che in certi giorni bisogna affidarsi più ai folli che ai sani. Nuovo stadio del Napoli? L’obiettivo sarebbe quello di uno stadio nuovo senza pista d’atletica, si può lavorare, questa città lo merita, purché sia sempre popolare. Un mio difetto? Bisogna avere la capacità di costruire sempre di più relazioni, anche a livello politico, istituzionale, non pensare sempre che la propria posizione ed i propri ideali siano scontati nelle moltitudini, per raggiungere un determinato obiettivo devi avere la capacità di creare convergenze senza scadere in fatti che da un punto di vista etico e morale sono altrove. Inter-Napoli? Non ho mai fatto pronostici, non comincerò adesso".

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