È cominciata alle 11 nel padiglione 18 dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto domenica scorsa a Bologna durante un intervento della polizia. L'esame autoptico è stato disposto questa mattina in procura. Ieri intanto è stata eseguita una tac ossea, in via preliminare in vista dell'esame di oggi.
Si procede nell'ambito del fascicolo per omicidio colposo, che coinvolge, non come indagati ma come persone iscritte nel registro per le annotazioni preliminari, i due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa intervenuti.
Ai medici i pm chiedono di procedere a esami istologici, tossicologici e di verificare la correttezza delle manovre rianimatorie poste in essere dai sanitari. I termini assegnati dalla procura per l'autopsia sono di 90 giorni.
"L'autopsia dovrà chiarire le cause della morte - ha sottolineato l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti - e tutto quello che ci è ruotato attorno, sull'intervento dei poliziotti e dei sanitari, ovviamente anche sulle condizioni di quest'uomo prima che tutto ciò accadesse".
E' l'ennesimo episodio che testimonia la complessità del lavoro delle forze di polizia. Dai video si evince che i poliziotti si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ospite a L'Aria che Tira su La7. "Chi opera in quei momenti deve prendere decisioni nel lasso di poche secondi, credo che ci sia stata tutta l'attenzione e l'equilibrio che serve in questi casi, aspettiamo le indagini della magistratura ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori" ha aggiunto.
Il ministro ha anche annunciato che "sta per partire il bando di acquisto. Nei prossimi mesi arriveranno cinquemila telecamere come prima dotazione. Sarà una dotazione che verrà progressivamente estesa in tutti i casi in cui verrà ritenuto opportuno che l'operatività delle forze di polizia sia assistita dalla necessità di documentare".
di Napoli Magazine
24/07/2026 - 14:30
È cominciata alle 11 nel padiglione 18 dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto domenica scorsa a Bologna durante un intervento della polizia. L'esame autoptico è stato disposto questa mattina in procura. Ieri intanto è stata eseguita una tac ossea, in via preliminare in vista dell'esame di oggi.
Si procede nell'ambito del fascicolo per omicidio colposo, che coinvolge, non come indagati ma come persone iscritte nel registro per le annotazioni preliminari, i due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa intervenuti.
Ai medici i pm chiedono di procedere a esami istologici, tossicologici e di verificare la correttezza delle manovre rianimatorie poste in essere dai sanitari. I termini assegnati dalla procura per l'autopsia sono di 90 giorni.
"L'autopsia dovrà chiarire le cause della morte - ha sottolineato l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti - e tutto quello che ci è ruotato attorno, sull'intervento dei poliziotti e dei sanitari, ovviamente anche sulle condizioni di quest'uomo prima che tutto ciò accadesse".
E' l'ennesimo episodio che testimonia la complessità del lavoro delle forze di polizia. Dai video si evince che i poliziotti si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ospite a L'Aria che Tira su La7. "Chi opera in quei momenti deve prendere decisioni nel lasso di poche secondi, credo che ci sia stata tutta l'attenzione e l'equilibrio che serve in questi casi, aspettiamo le indagini della magistratura ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori" ha aggiunto.
Il ministro ha anche annunciato che "sta per partire il bando di acquisto. Nei prossimi mesi arriveranno cinquemila telecamere come prima dotazione. Sarà una dotazione che verrà progressivamente estesa in tutti i casi in cui verrà ritenuto opportuno che l'operatività delle forze di polizia sia assistita dalla necessità di documentare".