Nel ddl delega al Governo con “misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, presentato il 3 marzo al Senato, va esplicitato “un riferimento specifico alle strutture di riabilitazione dedicate all’età evolutiva, così da arricchire e potenziare la risposta specifica a questa fascia di età, comunque insufficiente rispetto ai bisogni stimati”. Lo chiede Massimo Molteni, responsabile dell’Associazione “La Nostra Famiglia IRCCS Eugenio Medea” di Rigeno (Lecco) durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, nell’ambito dell’indagine sulla disabilità fisica e psichica dei minori, con focus sulle lesioni cerebrali e sull’autismo. “Sul piano legislativo – annuncia l’on. Brambilla - ci faremo carico delle necessarie specificazioni per definire e potenziare le attività dei centri di riabilitazione per i più giovani. Il tema merita la massima attenzione”. “Anche nel bambino – ricorda Molteni - la riabilitazione può ridurre l’impatto di un’ampia gamma di condizioni di malattia (acute o croniche), che includono ai due estremi i disturbi del neuro-sviluppo e gli esiti di lesioni acquisite”. C’è dunque l’esigenza di colmare una lacuna legislativa e di definire pienamente le attività che possono svolgere i “Centri di riabilitazione dell’età evolutiva”, previsti dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, e come possono integrarsi con i servizi territoriali di Neuropsichiatria infantile e adolescenziale. “Non per caso – spiega l’on. Brambilla – la commissione ha deciso di dedicare particolare attenzione al disturbo autistico. Si tratta infatti di una patologia che incide fortemente sulla vita delle famiglie ed è strettamente legata all’elaborazione di un vero e proprio progetto di vita per chi ne soffre. Occorrono significativi investimenti sulle strutture specializzate e una più stretta integrazione tra pubblico e privato”.
di Napoli Magazine
25/03/2026 - 17:51
Nel ddl delega al Governo con “misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, presentato il 3 marzo al Senato, va esplicitato “un riferimento specifico alle strutture di riabilitazione dedicate all’età evolutiva, così da arricchire e potenziare la risposta specifica a questa fascia di età, comunque insufficiente rispetto ai bisogni stimati”. Lo chiede Massimo Molteni, responsabile dell’Associazione “La Nostra Famiglia IRCCS Eugenio Medea” di Rigeno (Lecco) durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, nell’ambito dell’indagine sulla disabilità fisica e psichica dei minori, con focus sulle lesioni cerebrali e sull’autismo. “Sul piano legislativo – annuncia l’on. Brambilla - ci faremo carico delle necessarie specificazioni per definire e potenziare le attività dei centri di riabilitazione per i più giovani. Il tema merita la massima attenzione”. “Anche nel bambino – ricorda Molteni - la riabilitazione può ridurre l’impatto di un’ampia gamma di condizioni di malattia (acute o croniche), che includono ai due estremi i disturbi del neuro-sviluppo e gli esiti di lesioni acquisite”. C’è dunque l’esigenza di colmare una lacuna legislativa e di definire pienamente le attività che possono svolgere i “Centri di riabilitazione dell’età evolutiva”, previsti dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, e come possono integrarsi con i servizi territoriali di Neuropsichiatria infantile e adolescenziale. “Non per caso – spiega l’on. Brambilla – la commissione ha deciso di dedicare particolare attenzione al disturbo autistico. Si tratta infatti di una patologia che incide fortemente sulla vita delle famiglie ed è strettamente legata all’elaborazione di un vero e proprio progetto di vita per chi ne soffre. Occorrono significativi investimenti sulle strutture specializzate e una più stretta integrazione tra pubblico e privato”.