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NEWS - Femminicidio di Ilaria Sula, Mark Samson condannato all'ergastolo
27.10.2026 17:54 di Napoli Magazine
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La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'all'ergastolo Mark Antony Samson, il giovane che nel marzo del 2025 uccise a coltellate la ex llaria Sula e gettò i cadavere - chiuso in un sacco - da un dirupo.

L'imputato, reo confesso, è accusato di omicidio aggravato anche dalla premeditazione e occultamento di cadavere.

"Questo non è stato un delitto di impeto" e "Samson non si è mai pentito per quanto compiuto continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine". È quanto ha affermato in aula, nel corso delle repliche, la pm Maria Perna nell'udienza del processo per il femminicidio avvenuto a Roma il 25 marzo del 2025.

La procura ha chiesto l'ergastolo contestando all'imputato l'omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, oltre a quelle dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima e l'occultamento di cadavere. Oggi è attesa la sentenza

"Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto", ha aggiunto la rappresentante dell'accusa. 

"Il dolore che avete provato non si può spiegare, vedersi portare via l'unica cosa per cui vale la pena vivere: una figlia. Ma tutto questo dolore non è vano, è una forza che deve essere trasformata in giustizia, che deve far ricordare il nome di Ilaria, che risuona nei vostri e nostri cuori ogni giorno". Lo scrivono gli studenti della Sapienza in una missiva inviata ai genitori di Ilaria Sula. 

"Quando si ha un figlio l'unica cosa che conta è tenerlo al sicuro, stringerlo tra le braccia, odorandone il profumo, sfiorando quelle piccole dita, promettendogli che tutto andrà bene. Ilaria era tante cose - si afferma nella lettera - grazie a voi tutti sanno che era una ragazza splendida, gentile, solare, una brava figlia e una studentessa diligente. Questo è quello che conta, non l'immagine distorta che la società pensa di conoscere, ma la vostra bambina". L'Ateneo, di cui Sula era studente, si è costituita parte civile nel processo.

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NEWS - Femminicidio di Ilaria Sula, Mark Samson condannato all'ergastolo

di Napoli Magazine

27/10/2026 - 17:54

La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'all'ergastolo Mark Antony Samson, il giovane che nel marzo del 2025 uccise a coltellate la ex llaria Sula e gettò i cadavere - chiuso in un sacco - da un dirupo.

L'imputato, reo confesso, è accusato di omicidio aggravato anche dalla premeditazione e occultamento di cadavere.

"Questo non è stato un delitto di impeto" e "Samson non si è mai pentito per quanto compiuto continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine". È quanto ha affermato in aula, nel corso delle repliche, la pm Maria Perna nell'udienza del processo per il femminicidio avvenuto a Roma il 25 marzo del 2025.

La procura ha chiesto l'ergastolo contestando all'imputato l'omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, oltre a quelle dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima e l'occultamento di cadavere. Oggi è attesa la sentenza

"Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto", ha aggiunto la rappresentante dell'accusa. 

"Il dolore che avete provato non si può spiegare, vedersi portare via l'unica cosa per cui vale la pena vivere: una figlia. Ma tutto questo dolore non è vano, è una forza che deve essere trasformata in giustizia, che deve far ricordare il nome di Ilaria, che risuona nei vostri e nostri cuori ogni giorno". Lo scrivono gli studenti della Sapienza in una missiva inviata ai genitori di Ilaria Sula. 

"Quando si ha un figlio l'unica cosa che conta è tenerlo al sicuro, stringerlo tra le braccia, odorandone il profumo, sfiorando quelle piccole dita, promettendogli che tutto andrà bene. Ilaria era tante cose - si afferma nella lettera - grazie a voi tutti sanno che era una ragazza splendida, gentile, solare, una brava figlia e una studentessa diligente. Questo è quello che conta, non l'immagine distorta che la società pensa di conoscere, ma la vostra bambina". L'Ateneo, di cui Sula era studente, si è costituita parte civile nel processo.