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ON AIR - Zangrillo: "Se la crisi in Medio Oriente continua, l'Europa riveda il Patto di stabilità, non possiamo tagliare le accise all’infinito, Tajani è leader indiscusso di Forza Italia"
02.04.2026 12:36 di Napoli Magazine
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Paolo Zangrillo, Ministro della Pubblica Amministrazione, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24:  "È evidente che questi provvedimenti cercano di dare una risposta emergenziale. È chiaro che, se la crisi in Medio Oriente, con particolare riferimento all'Iran, dovesse proseguire, penserei che a questo punto ci sia la necessità di ragionamenti più allargati. Mi riferisco alla necessità che l'Europa incominci a prendere in considerazione misure intese a venire incontro ai paesi, perché la situazione si farebbe molto più complicata. Bisognerà fare qualche riflessione sul Patto di stabilità: è evidente che, in una situazione di questa gravità e profondità, non possiamo pensare che il singolo Paese trovi da solo le soluzioni. Abbiamo la necessità di tutelare i conti dello Stato, ed è evidente che bisogna pensare a una misura trasversale, che riguardi tutti i paesi del continente. Non possiamo pensare di continuare con i tagli delle accise. Le risorse non sono infinite, è vero che con l'incremento dei prezzi dei prodotti petroliferi abbiamo più risorse incamerate dall'IVA, però, insomma, non è che possiamo pensare... Questa è una misura emergenziale ed è una misura che il Governo ha il dovere di ricercare e di attuare perché dobbiamo dare una risposta alle categorie produttive, dobbiamo dare una risposta ai cittadini. Però, ripeto, non possiamo pensare di andare avanti in questo modo. L'attuale ‘CEO’ di Forza Italia è Antonio Tajani, ed è il nostro indiscusso leader. Lui ci accompagnerà alle elezioni politiche del 2027 e noi dovremo accompagnarlo, cercando di realizzare l'obiettivo che si è dato: arrivare al 20%. Non ho mai sentito che Antonio Tajani fosse in discussione. Tajani non è in discussione: è saldamente il nostro segretario nazionale. È una straordinaria persona, che sta facendo un mestiere molto difficile nell'epoca che viviamo e, nonostante ciò, sta facendo bene anche da segretario nazionale. Non c'è alcun motivo per metterlo in discussione. Il fatto che ci siano degli incontri tra lui (Antonio Tajani ndr) e la famiglia Berlusconi, tra alcuni dirigenti del partito e la famiglia Berlusconi, io lo trovo assolutamente un fatto normale. Mi sembra assolutamente normale che Antonio Tajani si confronti con la figlia di colui che ha creato il partito alla cui guida oggi c'è Antonio. Marina insoddisfatta? Anche noi non siamo tanto soddisfatti della situazione attuale, nel senso che oggi noi ci troviamo in una posizione intorno al 9-10% e riteniamo che ci siano le condizioni nel nostro partito per valere molto di più. E quindi anche noi abbiamo l'ambizione di andare oltre la situazione attuale. Stiamo lavorando insieme per cercare di trovare l'alchimia giusta per effettivamente poter contare sempre di più nel contesto della nostra coalizione di centrodestra. La sollecitazione di Roberto Occhiuto, ad occuparci di temi come i diritti civili, io li condivido pienamente e penso che a partire dallo stesso Roberto, che è un importante dirigente del partito ci sia una possibilità di esprimere delle idee, di confrontarsi e di cercare di orientare al meglio la linea. Certamente uno dei temi fondamentali che noi dobbiamo affrontare è come gestire la nostra relazione con il mondo dei giovani e con le nuove generazioni. Io credo che uno dei motivi per il quale il referendum non ci ha dato soddisfazione e non ci ha dato esito positivo è che non siamo stati capaci di parlare in modo efficace al mondo dei giovani che è un mondo che oggi ha ritmi, dinamiche e linguaggi diversi rispetto al nostro e su questo noi dobbiamo fare un grande sforzo per capire come dialogare con loro e capire le loro esigenze. Il governo arriva a fine legislatura? Assolutamente sì. Ho letto in questi giorni una serie di ricostruzioni che suggerirebbero, diciamo, delle riflessioni sulla tenuta del governo. Non dobbiamo confondere l'esito referendario con la tenuta del governo. Questo governo gode ancora di un amplissimo consenso e questo governo sta continuando a lavorare per realizzare gli obiettivi che si è dato. Quello che è successo ieri con la firma dei contratti è esattamente in linea con quello che sto dicendo. Io sto continuando a lavorare. Non è che siccome il referendum è andato male, allora non rinnoviamo più i contratti dei dipendenti pubblici. Siamo andati avanti, continuiamo a fare il nostro lavoro, lo facciamo con un ampio consenso da parte dei cittadini italiani, perché poi dobbiamo anche saper leggere i numeri del referendum. No? Perché se andiamo a vedere, quelli che hanno votato sì sono più di quelli che hanno dato il consenso al Governo attualmente in carica dal punto di vista proprio numerologico. Per cui non vedo motivo per il quale dovremmo pensare di interrompere questa legislatura”. Conclude così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, a 24 Mattino su Radio 24.

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02/04/2026 - 12:36

Paolo Zangrillo, Ministro della Pubblica Amministrazione, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24:  "È evidente che questi provvedimenti cercano di dare una risposta emergenziale. È chiaro che, se la crisi in Medio Oriente, con particolare riferimento all'Iran, dovesse proseguire, penserei che a questo punto ci sia la necessità di ragionamenti più allargati. Mi riferisco alla necessità che l'Europa incominci a prendere in considerazione misure intese a venire incontro ai paesi, perché la situazione si farebbe molto più complicata. Bisognerà fare qualche riflessione sul Patto di stabilità: è evidente che, in una situazione di questa gravità e profondità, non possiamo pensare che il singolo Paese trovi da solo le soluzioni. Abbiamo la necessità di tutelare i conti dello Stato, ed è evidente che bisogna pensare a una misura trasversale, che riguardi tutti i paesi del continente. Non possiamo pensare di continuare con i tagli delle accise. Le risorse non sono infinite, è vero che con l'incremento dei prezzi dei prodotti petroliferi abbiamo più risorse incamerate dall'IVA, però, insomma, non è che possiamo pensare... Questa è una misura emergenziale ed è una misura che il Governo ha il dovere di ricercare e di attuare perché dobbiamo dare una risposta alle categorie produttive, dobbiamo dare una risposta ai cittadini. Però, ripeto, non possiamo pensare di andare avanti in questo modo. L'attuale ‘CEO’ di Forza Italia è Antonio Tajani, ed è il nostro indiscusso leader. Lui ci accompagnerà alle elezioni politiche del 2027 e noi dovremo accompagnarlo, cercando di realizzare l'obiettivo che si è dato: arrivare al 20%. Non ho mai sentito che Antonio Tajani fosse in discussione. Tajani non è in discussione: è saldamente il nostro segretario nazionale. È una straordinaria persona, che sta facendo un mestiere molto difficile nell'epoca che viviamo e, nonostante ciò, sta facendo bene anche da segretario nazionale. Non c'è alcun motivo per metterlo in discussione. Il fatto che ci siano degli incontri tra lui (Antonio Tajani ndr) e la famiglia Berlusconi, tra alcuni dirigenti del partito e la famiglia Berlusconi, io lo trovo assolutamente un fatto normale. Mi sembra assolutamente normale che Antonio Tajani si confronti con la figlia di colui che ha creato il partito alla cui guida oggi c'è Antonio. Marina insoddisfatta? Anche noi non siamo tanto soddisfatti della situazione attuale, nel senso che oggi noi ci troviamo in una posizione intorno al 9-10% e riteniamo che ci siano le condizioni nel nostro partito per valere molto di più. E quindi anche noi abbiamo l'ambizione di andare oltre la situazione attuale. Stiamo lavorando insieme per cercare di trovare l'alchimia giusta per effettivamente poter contare sempre di più nel contesto della nostra coalizione di centrodestra. La sollecitazione di Roberto Occhiuto, ad occuparci di temi come i diritti civili, io li condivido pienamente e penso che a partire dallo stesso Roberto, che è un importante dirigente del partito ci sia una possibilità di esprimere delle idee, di confrontarsi e di cercare di orientare al meglio la linea. Certamente uno dei temi fondamentali che noi dobbiamo affrontare è come gestire la nostra relazione con il mondo dei giovani e con le nuove generazioni. Io credo che uno dei motivi per il quale il referendum non ci ha dato soddisfazione e non ci ha dato esito positivo è che non siamo stati capaci di parlare in modo efficace al mondo dei giovani che è un mondo che oggi ha ritmi, dinamiche e linguaggi diversi rispetto al nostro e su questo noi dobbiamo fare un grande sforzo per capire come dialogare con loro e capire le loro esigenze. Il governo arriva a fine legislatura? Assolutamente sì. Ho letto in questi giorni una serie di ricostruzioni che suggerirebbero, diciamo, delle riflessioni sulla tenuta del governo. Non dobbiamo confondere l'esito referendario con la tenuta del governo. Questo governo gode ancora di un amplissimo consenso e questo governo sta continuando a lavorare per realizzare gli obiettivi che si è dato. Quello che è successo ieri con la firma dei contratti è esattamente in linea con quello che sto dicendo. Io sto continuando a lavorare. Non è che siccome il referendum è andato male, allora non rinnoviamo più i contratti dei dipendenti pubblici. Siamo andati avanti, continuiamo a fare il nostro lavoro, lo facciamo con un ampio consenso da parte dei cittadini italiani, perché poi dobbiamo anche saper leggere i numeri del referendum. No? Perché se andiamo a vedere, quelli che hanno votato sì sono più di quelli che hanno dato il consenso al Governo attualmente in carica dal punto di vista proprio numerologico. Per cui non vedo motivo per il quale dovremmo pensare di interrompere questa legislatura”. Conclude così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, a 24 Mattino su Radio 24.