Cinque linee, trentanove città (tre italiane), più di ventimila chilometri e stazioni ferroviarie nuove di zecca: si chiama Starline ed è l’idea di un think tank danese che vuole uniformare l’alta velocità del nostro continente, puntando anche su una forte identità visiva. L’ambizione federale e transnazionale dell’Europa passa anche dai trasporti, l’unico grande settore che dal 1990 ha visto aumentare il suo impatto sul clima e l’ambiente.
Per invertire la tendenza è necessario disincentivare l’uso di auto, furgoni e camion, limitare i voli a corto raggio (la Francia ha già vietato tre tratte interne che possono essere sostituite dai treni) e investire in linee ferroviarie in grado di varcare i confini in modo più rapido, flessibile ed economico rispetto alle soluzioni più inquinanti. La situazione odierna (in Italia) è la seguente. Il Frecciarossa Milano Centrale-Parigi di lunedì 8 settembre alle 6:25 costa ottantanove euro (circa un mese prima) e ha un tempo di percorrenza di sei ore e cinquantasette minuti; il volo EasyJet dello stesso giorno a un orario simile (8:10) da Milano Malpensa a Parigi Charles de Gaulle costa sessantuno euro e impiega poco più di novanta minuti, ma esistono soluzioni ancora più economiche e ugualmente competitive. Inoltre, ogni giorno partono solo due treni veloci dal capoluogo lombardo alla capitale francese: 6:25 e 15:53.
L’iniziativa più concreta per potenziare il trasporto ferroviario europeo è la rete TEN-T (Trans european network transport), una sorta di “ragnatela” transeuropea di strade e linee ferroviarie che punta a connettere i principali snodi del continente, ammodernando i collegamenti già esistenti. Secondo i critici, oltre a essere carente in termini di ambizione e branding, il piano non risolverebbe il peccato originale delle ferrovie europee: la frammentazione. Ingegneri da tutta Europa (e non solo) stanno cercando di risolvere l’arcano con le idee e i progetti più disparati da sottoporre ai membri delle istituzioni. Uno dei più interessanti si chiama Starline ed è stato presentato a marzo dal think tank danese 21st Europe, in collaborazione con lo studio di design Bakken & Bæck. L’obiettivo è creare una metropolitana europea che consenta ai cittadini di muoversi in modo più fluido e meno costoso da un Paese all’altro, senza fare troppi cambi e senza arrovellarsi tra reti ferroviarie incapaci di parlarsi: le stazioni sembrano scollegate tra loro, i treni sono tutti diversi, le tariffe cambiano a seconda dello Stato e il viaggio non è parte integrante dell’esperienza.
Fondata su infrastrutture esistenti o in fase di progettazione, Starline propone il modello per una nuova rete ferroviaria europea ad alta velocità. Il riferimento alla metropolitana è appunto legato alla sua efficienza e al design dei treni – contraddistinti da un colore blu acceso – e delle mappe, molto simili a quelle che si trovano nelle grandi città. Il progetto, si basa su una rete di ventiduemila chilometri (trentanove città raggiunte) divisa in cinque linee ben riconoscibili grazie ai colori. Starline vuole accogliere i treni all’interno di stazioni nuove di zecca, costruite nel centro delle città e ben collegate dal trasporto pubblico urbano preesistente (una stazione passante per città). L'iniziativa mira a trasformare le stazioni in centri culturali dotati di musei, sale concerti, impianti sportivi, spazi per eventi e ristoranti.
La prima linea della rete metropolitana europea Starline è la “gialla” (A), che collega Helsinki a Napoli (e viceversa) passando per i Paesi Baltici, l’Europa centrale, Zurigo, Milano e Roma, senza quindi fermarsi in città come Firenze e Bologna. In futuro saranno istituite alcune fermate. Verona, Padova e Venezia sarebbero le prossime candidate. Milano, Roma e Napoli sono le uniche tre città italiane servite della metropolitana europea, che termina quindi in Campania senza spingersi ancora più a sud, dove l'alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria è ancora una splendida utopia. Il capoluogo lombardo, stando alle carte del progetto, è l’unico centro urbano europeo insieme a Berlino a essere attraversato da tre linee Starline. Questo implicherà per il capoluogo lombardo la costruzione di due passanti ferroviari ed una nuova stazione dell'alta velocità a Milano Repubblica.
L'ipotesi più accreditata è quella di ripristinare in sotterranea il sistema ferroviario che la città meneghina aveva fino al 1931. Le altre due tratte che coinvolgono Milano sono la “rossa” (B) e la “marrone” (E). La prima parte da Lisbona e termina a Kyjiv, passando da Madrid, Bordeaux, Lione, Milano, Lubiana, Zagabria, Sarajevo, Tirana, Atene, Bucarest e Chi?inau. La seconda ha come capolinea Milano e Oslo, connesse da un treno ad alta velocità che tocca città come Monaco, Francoforte, Berlino, Amburgo, Copenaghen e Stoccolma. La capitale ucraina è il capolinea di un’ulteriore linea, la “verde” (D), che passa da Leopoli, Varsavia, Berlino, Amsterdam, Anversa, Bruxelles e Parigi, per poi percorrere la galleria della Manica e raggiungere Londra e Liverpool (con possibilità di allungare il percorso fino alla Scozia e all’Irlanda). Chiudiamo con la linea “arancione” (C), che parte da Madrid e termina addirittura a Istanbul, passando per il sud di Spagna e Francia per poi risalire verso Parigi, Francoforte, Vienna, Budapest, Belgrado e Sofia. L’alta velocità di Starline, si legge su Euronews, potrebbe collegare Helsinki a Berlino in circa cinque ore: oggi il viaggio su ferro tra le due capitali dura più o meno un giorno intero. Secondo le stime, questa metropolitana europea avrà tempi di percorrenza il trenta per cento più brevi rispetto agli attuali viaggi su strada e su rotaia. «La tratta Kyjiv-Berlino – prosegue il think tank – diventerebbe un viaggio senza interruzioni. La Milano-Monaco, oggi lenta e tortuosa, si trasformerebbe in un collegamento ad alta frequenza tra due dei principali poli economici del continente».
I percorsi sono definitivi. Starline - scrive la Commissione Europea – «è più di un sistema di trasporto: è una dichiarazione, un punto di riferimento dell’ambizione europea che offre un simbolo tangibile di progresso in un’epoca in cui l’unità può sembrare astratta». Insomma, Starline è un manifesto dalle idee molto chiare: permettere all’alta velocità di competere con gli aerei, che emettono fino al novanta per cento di CO2 in più rispetto ai treni. L'Unione Europea ha dato parere favorevole al progetto. Sarà anche necessario per la Lombardia quadruplicare la linea da Chiasso a Milano. Per ogni linea sono previsti 30 treni giornalieri (15 per senso di marcia) nell'arco di 20 ore d'esercizio. Il finanziamento dovrebbe avvenire anche grazie ai gruppi legati ad Elon Musk.
di Napoli Magazine
30/01/2026 - 12:14
Cinque linee, trentanove città (tre italiane), più di ventimila chilometri e stazioni ferroviarie nuove di zecca: si chiama Starline ed è l’idea di un think tank danese che vuole uniformare l’alta velocità del nostro continente, puntando anche su una forte identità visiva. L’ambizione federale e transnazionale dell’Europa passa anche dai trasporti, l’unico grande settore che dal 1990 ha visto aumentare il suo impatto sul clima e l’ambiente.
Per invertire la tendenza è necessario disincentivare l’uso di auto, furgoni e camion, limitare i voli a corto raggio (la Francia ha già vietato tre tratte interne che possono essere sostituite dai treni) e investire in linee ferroviarie in grado di varcare i confini in modo più rapido, flessibile ed economico rispetto alle soluzioni più inquinanti. La situazione odierna (in Italia) è la seguente. Il Frecciarossa Milano Centrale-Parigi di lunedì 8 settembre alle 6:25 costa ottantanove euro (circa un mese prima) e ha un tempo di percorrenza di sei ore e cinquantasette minuti; il volo EasyJet dello stesso giorno a un orario simile (8:10) da Milano Malpensa a Parigi Charles de Gaulle costa sessantuno euro e impiega poco più di novanta minuti, ma esistono soluzioni ancora più economiche e ugualmente competitive. Inoltre, ogni giorno partono solo due treni veloci dal capoluogo lombardo alla capitale francese: 6:25 e 15:53.
L’iniziativa più concreta per potenziare il trasporto ferroviario europeo è la rete TEN-T (Trans european network transport), una sorta di “ragnatela” transeuropea di strade e linee ferroviarie che punta a connettere i principali snodi del continente, ammodernando i collegamenti già esistenti. Secondo i critici, oltre a essere carente in termini di ambizione e branding, il piano non risolverebbe il peccato originale delle ferrovie europee: la frammentazione. Ingegneri da tutta Europa (e non solo) stanno cercando di risolvere l’arcano con le idee e i progetti più disparati da sottoporre ai membri delle istituzioni. Uno dei più interessanti si chiama Starline ed è stato presentato a marzo dal think tank danese 21st Europe, in collaborazione con lo studio di design Bakken & Bæck. L’obiettivo è creare una metropolitana europea che consenta ai cittadini di muoversi in modo più fluido e meno costoso da un Paese all’altro, senza fare troppi cambi e senza arrovellarsi tra reti ferroviarie incapaci di parlarsi: le stazioni sembrano scollegate tra loro, i treni sono tutti diversi, le tariffe cambiano a seconda dello Stato e il viaggio non è parte integrante dell’esperienza.
Fondata su infrastrutture esistenti o in fase di progettazione, Starline propone il modello per una nuova rete ferroviaria europea ad alta velocità. Il riferimento alla metropolitana è appunto legato alla sua efficienza e al design dei treni – contraddistinti da un colore blu acceso – e delle mappe, molto simili a quelle che si trovano nelle grandi città. Il progetto, si basa su una rete di ventiduemila chilometri (trentanove città raggiunte) divisa in cinque linee ben riconoscibili grazie ai colori. Starline vuole accogliere i treni all’interno di stazioni nuove di zecca, costruite nel centro delle città e ben collegate dal trasporto pubblico urbano preesistente (una stazione passante per città). L'iniziativa mira a trasformare le stazioni in centri culturali dotati di musei, sale concerti, impianti sportivi, spazi per eventi e ristoranti.
La prima linea della rete metropolitana europea Starline è la “gialla” (A), che collega Helsinki a Napoli (e viceversa) passando per i Paesi Baltici, l’Europa centrale, Zurigo, Milano e Roma, senza quindi fermarsi in città come Firenze e Bologna. In futuro saranno istituite alcune fermate. Verona, Padova e Venezia sarebbero le prossime candidate. Milano, Roma e Napoli sono le uniche tre città italiane servite della metropolitana europea, che termina quindi in Campania senza spingersi ancora più a sud, dove l'alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria è ancora una splendida utopia. Il capoluogo lombardo, stando alle carte del progetto, è l’unico centro urbano europeo insieme a Berlino a essere attraversato da tre linee Starline. Questo implicherà per il capoluogo lombardo la costruzione di due passanti ferroviari ed una nuova stazione dell'alta velocità a Milano Repubblica.
L'ipotesi più accreditata è quella di ripristinare in sotterranea il sistema ferroviario che la città meneghina aveva fino al 1931. Le altre due tratte che coinvolgono Milano sono la “rossa” (B) e la “marrone” (E). La prima parte da Lisbona e termina a Kyjiv, passando da Madrid, Bordeaux, Lione, Milano, Lubiana, Zagabria, Sarajevo, Tirana, Atene, Bucarest e Chi?inau. La seconda ha come capolinea Milano e Oslo, connesse da un treno ad alta velocità che tocca città come Monaco, Francoforte, Berlino, Amburgo, Copenaghen e Stoccolma. La capitale ucraina è il capolinea di un’ulteriore linea, la “verde” (D), che passa da Leopoli, Varsavia, Berlino, Amsterdam, Anversa, Bruxelles e Parigi, per poi percorrere la galleria della Manica e raggiungere Londra e Liverpool (con possibilità di allungare il percorso fino alla Scozia e all’Irlanda). Chiudiamo con la linea “arancione” (C), che parte da Madrid e termina addirittura a Istanbul, passando per il sud di Spagna e Francia per poi risalire verso Parigi, Francoforte, Vienna, Budapest, Belgrado e Sofia. L’alta velocità di Starline, si legge su Euronews, potrebbe collegare Helsinki a Berlino in circa cinque ore: oggi il viaggio su ferro tra le due capitali dura più o meno un giorno intero. Secondo le stime, questa metropolitana europea avrà tempi di percorrenza il trenta per cento più brevi rispetto agli attuali viaggi su strada e su rotaia. «La tratta Kyjiv-Berlino – prosegue il think tank – diventerebbe un viaggio senza interruzioni. La Milano-Monaco, oggi lenta e tortuosa, si trasformerebbe in un collegamento ad alta frequenza tra due dei principali poli economici del continente».
I percorsi sono definitivi. Starline - scrive la Commissione Europea – «è più di un sistema di trasporto: è una dichiarazione, un punto di riferimento dell’ambizione europea che offre un simbolo tangibile di progresso in un’epoca in cui l’unità può sembrare astratta». Insomma, Starline è un manifesto dalle idee molto chiare: permettere all’alta velocità di competere con gli aerei, che emettono fino al novanta per cento di CO2 in più rispetto ai treni. L'Unione Europea ha dato parere favorevole al progetto. Sarà anche necessario per la Lombardia quadruplicare la linea da Chiasso a Milano. Per ogni linea sono previsti 30 treni giornalieri (15 per senso di marcia) nell'arco di 20 ore d'esercizio. Il finanziamento dovrebbe avvenire anche grazie ai gruppi legati ad Elon Musk.