Il nuovo governo ungherese guidato da Peter Magyar aprirà gli archivi dei servizi segreti dell'era comunista. Lo ha annunciato il futuro ministro a capo della cancelleria del premier, Balint Ruff, definendo l'operazione come il suo "compito numero uno". In un'intervista alla testata Valasz, Ruff - avvocato e consulente politico - ha spiegato che l'obiettivo è garantire agli storici un accesso libero agli archivi, senza pressioni politiche. "È un lavoro che spetta agli studiosi, ma il governo deve creare le condizioni perché la ricerca sia indipendente", ha evidenziato. A differenza di altri Paesi come Polonia e Repubblica ceca, Budapest non ha mai reso pubblica la lista dei collaboratori dei servizi segreti comunisti. Finora è stato possibile consultare solo i propri fascicoli personali, mentre resta precluso l'accesso ai documenti relativi ad altri individui, inclusi eventuali informatori.
di Napoli Magazine
23/04/2026 - 13:58
Il nuovo governo ungherese guidato da Peter Magyar aprirà gli archivi dei servizi segreti dell'era comunista. Lo ha annunciato il futuro ministro a capo della cancelleria del premier, Balint Ruff, definendo l'operazione come il suo "compito numero uno". In un'intervista alla testata Valasz, Ruff - avvocato e consulente politico - ha spiegato che l'obiettivo è garantire agli storici un accesso libero agli archivi, senza pressioni politiche. "È un lavoro che spetta agli studiosi, ma il governo deve creare le condizioni perché la ricerca sia indipendente", ha evidenziato. A differenza di altri Paesi come Polonia e Repubblica ceca, Budapest non ha mai reso pubblica la lista dei collaboratori dei servizi segreti comunisti. Finora è stato possibile consultare solo i propri fascicoli personali, mentre resta precluso l'accesso ai documenti relativi ad altri individui, inclusi eventuali informatori.