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BASKET
Basket, Avellino, Vucinic: “Contro Brindisi match ostico, manterremo alta l’intensità”
04.01.2019 23:00 di Napoli Magazine

La penultima giornata del girone di andata vedrà la Sidigas Scandone Avellino impegnata in trasferta sul parquet dell’Happy Casa Brindisi, nel match valevole per il 14° turno di Legabasket Serie A. La palla a due è in programma domani 5 gennaio alle ore 20.45, con possibilità di seguire il match in diretta su Eurosport Player.

 

Queste le considerazioni di coach Nenad Vucinic nella conferenza stampa prepartita:

 

“Come tutte le partite di Serie A, anche quella di domani sarà difficile: Brindisi è una buona squadra, che esprime una pallacanestro di qualità e molto intensa, specialmente in casa. Loro vengono dalla bella vittoria contro Trieste e lottano per un posto tra le prime otto squadre del campionato. Ci aspettiamo una partita dura e fisica, ma ci concentriamo su noi stessi e sul nostro modo di giocare, cercando di migliorare l’esecuzione e di mantenere la stessa intensità avuta nelle ultime uscite stagionali. Dobbiamo inoltre integrare i giocatori che sono stati indisponibili per un po’, come Campani e Campogrande, e sarà una buona opportunità per loro per continuare il processo di miglioramento individuale.

 

Abbiamo avuto alti e bassi in termini di infortuni, con D’Ercole e Young che hanno accusato qualche problema e Sabatino che sarà out per almeno tre settimane per un infortunio al polso. È difficile anche allenarsi in queste condizioni: ieri, ad esempio, eravamo in sette. Siamo in emergenza ma dobbiamo convivere con la situazione che, speriamo, non duri a lungo. Speriamo di poter recuperare al più presto Hamady Ndiaye, che dovrebbe riaggregarsi presumibilmente entro la fine del mese, e che potremo presto aumentare le rotazioni. Su Costello non abbiamo ancora news certe riguardo i tempi di recupero, che potrebbero allungarsi ulteriormente.

 

Non siamo una squadra giovanissima e dobbiamo quindi fare attenzione ad approcciare ogni match e allenamento nel modo giusto e i viaggi lunghi e l’inverno non facilitano il tutto. Quello che mi importa di più come coach è vedere che la motivazione dei ragazzi è alta e lo spogliatoio è unito: gli alti e bassi sono fisiologici per ogni squadra e dobbiamo abituarci”.

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