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NAPOLI BASKET - Caruso e Baldasso a Radio CRC, l'azzurro: "Con Magro ottimo rapporto, felice se arriva Totè", l'esterno: "Per i miei tiri mi ispiro a Basile, Ale Buongiorno è un amico"
24.01.2026 14:15 di Napoli Magazine
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Guglielmo “Willie” Caruso, centro della Guerri Napoli Basketball, e Tommaso Baldasso, esterno in forza alla Bertram Tortona, sono intervenuti nel corso della puntata numero 15 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC. Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”. A seguire le loro principali dichiarazioni, in vista della sfida di questa sera alle 18.15, che vedrà i ragazzi di coach Magro impegnati contro la formazione piemontese sul parquet della Alcott Arena.

CARUSO, COSA CAMBIA PER L'IMPIEGO IN CAMPO VISTO L'ARRIVO DI TOTÈ - "Nel caso Leo dovesse arrivare sarei sicuramente felice perché è un giocatore molto molto bravo, lo sappiamo benissimo. Lo conosco anche abbastanza bene e sicuramente siamo un roster in una squadra in evoluzione, ci stiamo adattando un po' tutti e Leo secondo me è un giocatore molto molto simile a me per certe caratteristiche, quindi secondo me possiamo lavorare bene insieme, io sarei felicissimo e vedremo. Diciamo l'importante per me è quello di continuare a fare sempre un po' meglio, tornare a quello di prima e ovviamente la cosa più importante è fare bene di squadra, perché ogni prestazione vale di più o di meno in base ovviamente a quello che poi sarà il risultato della squadra. Tutto ciò che può rinforzarci a me fa solo piacere, poi vedremo anche come adattarci, se giocare insieme o meno, in che modalità di gioco possiamo essere compatibili, questo poi lo vedremo insieme al coach".

CARUSO, SE IL RENDIMENTO DIPENDE DAL MINUTAGGIO - "Diciamo che per un giocatore ovviamente è più facile performare al massimo quando sei in campo per più tempo. Sappiamo anche com'è il nostro uno sport, fatto di break, di momenti. Ci possono essere 2-3 minuti in cui un giocatore si accende o comunque produce tanto e magari per 4-5 minuti invece è un po' più anonimo, è il nostro sport che ce lo insegna, quindi sicuramente quello può essere un aspetto. La verità è che io ho approcciato la partita di Sassari con tutta la tranquillità del mondo, cercavo solo di entrare e cercare di aiutare la squadra, è andata bene perché da subito mi sono riuscite due-tre cose che poi mi hanno messo in partita e tutto dopo è in discesa da lì. Quando inizi con qualche canestro, una stoppata, qualche rimbalzo è come se dopo le cose ti riuscissero meglio, quindi è questa la sensazione che ho avuto a Sassari, per fortuna questa è arrivata insieme alla vittoria perché sennò sarebbe valsa la metà. Sono felice e speriamo di fare una buona partita che sarà contro una squadra molto tosta e molto solida".

CARUSO, LE DISCUSSIONI CON COACH MAGRO DURANTE LE PARTITE - "Io ho un ottimo rapporto col coach, a lui piace molto parlare e io in realtà sono molto simile a lui su questo. Mi piace il confronto, soprattutto quando ritorno in panchina, poi c'è gente che crea casi e situazioni inutili: la verità è che noi abbiamo un buon rapporto, ci confrontiamo in partita come fossimo in allenamento e questa è una cosa importante. Poi non avevamo mai lavorato insieme prima di questa stagione, quindi è una cosa fondamentale ed è importante continuare così".

CARUSO, COSA VA DIMENTICATO DELLA PARTITA DI ANDATA A TORTONA E SUI FALLI - "Il nostro modo di giocare, soprattutto difensivamente, è molto aggressivo, perché comunque attacchiamo spesso la palla sul pick and roll. Però la scelta tecnica è questa, sicuramente devo essere in certe situazioni un po' più intelligente, magari a far vedere di meno le mani e non farmi prendere dalla voglia di rubare palla, però questa è una cosa che comunque deriva dalla nostra idea di gioco e della nostra idea di difesa. E' quello che dobbiamo fare contro Tortona: essere fisici, non pensare a fare troppi falli, perché loro sono una squadra molto grossa sia in taglia che attualmente parlando sono molto bravi, sono allo stesso tempo molto ordinati nell'eseguire i giochi ed è quello che dobbiamo limitarli. Dobbiamo rompergli gli allineamenti e non soffrire la lotta a rimbalzo, e soprattutto perdere poche palle, perché se non mi sbaglio ne abbiamo perse 17 all'andata, che è stato forse il nostro peggior dato stagionale. Infine dobbiamo condividere la palla in attacco, che è la cosa principale, perché se prendiamo dei buoni tiri abbiamo più possibilità di avere una buona transizione difensiva, possiamo arrivare fino in fondo contro una squadra che decisamente si merita il posto in classifica in questo momento e noi siamo lì dietro, li vogliamo inseguire, li vogliamo prendere e per farlo dobbiamo vincere".

CARUSO, LA TENTAZIONE DI TIRARE DALLA MEDIA E DA TRE - "Diciamo che io sono consapevole di questa possibilità di tirare. È ovvio che il tutto va adattato a un sistema di gioco, nel senso che noi lunghi, soprattutto, non avendo la palla, non essendo quelli che creano, abbiamo bisogno di, più che altro, finalizzare. Raramente quest'anno ho avuto l'opportunità di metterlo in pratica, di mettere in pratica il tiro della media piuttosto che il tiro dei tre punti, o comunque l'attaccare da fuori, che è una cosa che so che posso fare in certe situazioni. Però non è una cosa che mi limita: io provo a fare quello che mi viene chiesto, Provo a sfruttare le situazioni che mi vengono offerte dalle nostre guardie, dal sistema di gioco. Non si può sempre giocare nello stesso modo ogni stagione, per adesso queste sono soluzioni che raramente mi capitano tra le mani".

CARUSO, ALLE FINAL EIGHT PUO' SUCCEDERE DI TUTTO - "Credo di sapere benissimo cosa siano le Final Eight, avendo perso per due anni di fila la finale con Milano, e sono sempre un punto interrogativo. Molte squadre possono arrivare limitate fisicamente o con qualche giocatore non disponibile. Poi sono partite secche, in un campo neutro, può succedere di tutto. Sicuramente ci sono delle squadre che per roster e altre caratteristiche arrivano favorite, ma la verità è che noi andiamo lì a giocarci nelle nostre carte. Abbiamo visto come questo sia un campionato molto competitivo quest'anno, dove tutte le squadre possono perdere contro tutte. Le Final Eight saranno una questione molto mentale, molto anche di chi ci arriva meglio fisicamente e più in fiducia. Saranno poche partite in pochi giorni, quindi noi andiamo lì giocando con la Virtus Bologna, che sappiamo essere una grande squadra, ma siamo anche consapevoli che non siamo quelli della prima giornata, di quando le abbiamo affrontati. Quindi andiamo lì con la voglia di dimostrare, di fare, poi alzeremo la testa al quarantesimo e vedremo".

CARUSO, LA PRESSIONE DELL'ESSERE NAPOLETANO - "Penso che in generale, a prescindere da dove si giochi, dopo due anni a Milano, un po' di pressione ci sta. Magari me la metto anche da solo, perché comunque c'è voglia di fare, voglia di giocare dopo aver avuto poca costanza, quindi si parte da lì. Poi ovviamente a Napoli ce n'è ancora di più, perché è una piazza che richiede tanto, io poi sono di Napoli, c'è un progetto nuovo, quindi è normale. Devo dire la verità: inizialmente l'ho accusata un po' di più, però adesso sta andando decisamente meglio. Spero di continuare così, spero di ritrovare il ritmo e essere in grado di essere più costante con le prestazioni e in questo modo sicuramente posso dare una mano in più alla squadra".

CARUSO, I RITUALI PRE-PARTITA - "Diciamo che sono molto semplice, nel senso che mi piace ascoltare soprattutto mentre vado alla partita, non tanto in spogliatoio ma in bus, in macchina. Un po' di musica per caricarmi o comunque per non pensare troppo. E poi ho delle cose che dico tra me e me per concentrarmi durante l'inno, cerco di isolarmi, visualizzare il campo".

BALDASSO, COSA SERVE PER VINCERE A NAPOLI - "Negli anni hanno dimostrato che sono cresciuti come società, che hanno costruito squadre molto solide. È un campo complicato perché comunque quando giocano in casa hanno un'energia diversa, molti giocatori hanno numeri completamente diversi dalle partite in casa rispetto a quelle fuori. Succede a tutti, qui è un dato evidente, ma serve una partita solida perché incontriamo una squadra forte, ben allenata e quindi servirà una partita solida di carattere sapendo che andiamo incontro a una squadra molto preparata e molto buona".

BALDASSO, L'ISPIRAZIONE PER I TIRI DA GIANLUCA BASILE - "Essere anche soltanto accostato a Gianluca Basile, a cui forse non posso neanche allacciare le scarpe, è una bellissima cosa. Dico la verità: è un giocatore che abbiamo studiato molto nella transizione da playmaker a guardia perché io non avevo mai fatto questo ruolo. Con coach Ramondino e l'assistente Rabolini avevamo lavorato per cercare di capire come sfruttare al meglio le uscite dai blocchi, cercavamo dei giocatori che potessero darci degli spunti e questo era uno di questi giocatori. Lui è sicuramente una fonte di grande ispirazione per me, questo sicuramente".

BALDASSO, I CAMBIAMENTI CON COACH FIORETTI - "Coach Fioretti ha portato grande serietà, grande capacità di lavorare sui dettagli. E' un ottimo lavoratore, poi è stato anche in questo suo primo anno da head coach a circondarsi di persone giuste. E' molto preparato, avendo giocato all'Olimpia lui è stato una risorsa incredibile. Lo ammiro per il modo in cui comunque ama stare in palestra, per la cura dei dettagli, la precisione".

BALDASSO, LA DIFFICOLTA' DI VINCERE CONTRO LE BIG - "Non mi piace analizzare il nostro percorso pensando semplicemente che vinciamo con quelle sotto e perdiamo con quelle sopra. Credo comunque che giocare a Bologna o affrontare in casa Milano sia sempre complicato. Sicuramente ci è mancato quel pizzico di solidità per portare a casa queste partite, abbiamo commesso diversi errori. Penso poi che a Brescia le motivazioni sono state anche un po' differenti, ma non mi va di parlare di questo perché secondo me ci sono stati altri motivi, ma non è un problema. Sicuramente abbiamo le nostre responsabilità e dovremo cercare nel tempo, che ormai inizia a essere non troppo, di cercare di essere più solidi possibili per cercare di migliorare, di essere una squadra migliore quando affronta squadre più forti".

BALDASSO, LA GESTIONE DEGLI ITALIANI NELLE SQUADRE - "Io credo che la presenza di sei stranieri in partenza sia sicuramente è uno stimolo, nel senso che alla fine nella vita teoricamente dovrebbe essere che chi è più bravo merita una cosa e quindi gioca di più in questo caso qui, perché si tratta di sport. A volte però questa cosa non capita sempre per una serie di motivi: non credo che si debba addossare la colpa a qualcuno per questo, non credo che ci sia un colpevole, ma credo che comunque se si riuscisse non dico a tutelare, ma a dare una chance in più a certi giocatori italiani, secondo me potrebbe essere non oggi ma un domani un investimento prezioso per il movimento. Questa è la mia opinione, rimane una personalissima opinione che non vuole assolutamente accusare nessuno, però può essere una buona soluzione".

BALDASSO, IL RAPPORTO DI AMICIZIA CON ALESSANDRO BUONGIORNO - "Alessandro come si sa giocava al Torino, io sono molto amico del medico sociale del Toro. Essendo un appassionato di basket, è venuto a vedere qualche partita, si è portato dietro Alessandro e da quel momento abbiamo iniziato a vederci più volte, siamo riusciti ad andare a cena, siamo riusciti a conoscerci. Ho trovato una persona, oltre che uno sportivo, gigante, perché secondo Buongio è un gigante: è un ragazzo spettacolare, un ragazzo di un'umiltà incredibile, un grande lavoratore, uno che tiene a quello che fa e quindi sono contento che l'anno scorso si sia riuscito a togliere una grande soddisfazione. Gli auguro di togliersene ancora tante altre, con la maglia del Napoli o con qualsiasi altra maglia che vestirà, perché per la persona che è onestamente gli auguro veramente il meglio".

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24/01/2026 - 14:15

Guglielmo “Willie” Caruso, centro della Guerri Napoli Basketball, e Tommaso Baldasso, esterno in forza alla Bertram Tortona, sono intervenuti nel corso della puntata numero 15 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC. Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”. A seguire le loro principali dichiarazioni, in vista della sfida di questa sera alle 18.15, che vedrà i ragazzi di coach Magro impegnati contro la formazione piemontese sul parquet della Alcott Arena.

CARUSO, COSA CAMBIA PER L'IMPIEGO IN CAMPO VISTO L'ARRIVO DI TOTÈ - "Nel caso Leo dovesse arrivare sarei sicuramente felice perché è un giocatore molto molto bravo, lo sappiamo benissimo. Lo conosco anche abbastanza bene e sicuramente siamo un roster in una squadra in evoluzione, ci stiamo adattando un po' tutti e Leo secondo me è un giocatore molto molto simile a me per certe caratteristiche, quindi secondo me possiamo lavorare bene insieme, io sarei felicissimo e vedremo. Diciamo l'importante per me è quello di continuare a fare sempre un po' meglio, tornare a quello di prima e ovviamente la cosa più importante è fare bene di squadra, perché ogni prestazione vale di più o di meno in base ovviamente a quello che poi sarà il risultato della squadra. Tutto ciò che può rinforzarci a me fa solo piacere, poi vedremo anche come adattarci, se giocare insieme o meno, in che modalità di gioco possiamo essere compatibili, questo poi lo vedremo insieme al coach".

CARUSO, SE IL RENDIMENTO DIPENDE DAL MINUTAGGIO - "Diciamo che per un giocatore ovviamente è più facile performare al massimo quando sei in campo per più tempo. Sappiamo anche com'è il nostro uno sport, fatto di break, di momenti. Ci possono essere 2-3 minuti in cui un giocatore si accende o comunque produce tanto e magari per 4-5 minuti invece è un po' più anonimo, è il nostro sport che ce lo insegna, quindi sicuramente quello può essere un aspetto. La verità è che io ho approcciato la partita di Sassari con tutta la tranquillità del mondo, cercavo solo di entrare e cercare di aiutare la squadra, è andata bene perché da subito mi sono riuscite due-tre cose che poi mi hanno messo in partita e tutto dopo è in discesa da lì. Quando inizi con qualche canestro, una stoppata, qualche rimbalzo è come se dopo le cose ti riuscissero meglio, quindi è questa la sensazione che ho avuto a Sassari, per fortuna questa è arrivata insieme alla vittoria perché sennò sarebbe valsa la metà. Sono felice e speriamo di fare una buona partita che sarà contro una squadra molto tosta e molto solida".

CARUSO, LE DISCUSSIONI CON COACH MAGRO DURANTE LE PARTITE - "Io ho un ottimo rapporto col coach, a lui piace molto parlare e io in realtà sono molto simile a lui su questo. Mi piace il confronto, soprattutto quando ritorno in panchina, poi c'è gente che crea casi e situazioni inutili: la verità è che noi abbiamo un buon rapporto, ci confrontiamo in partita come fossimo in allenamento e questa è una cosa importante. Poi non avevamo mai lavorato insieme prima di questa stagione, quindi è una cosa fondamentale ed è importante continuare così".

CARUSO, COSA VA DIMENTICATO DELLA PARTITA DI ANDATA A TORTONA E SUI FALLI - "Il nostro modo di giocare, soprattutto difensivamente, è molto aggressivo, perché comunque attacchiamo spesso la palla sul pick and roll. Però la scelta tecnica è questa, sicuramente devo essere in certe situazioni un po' più intelligente, magari a far vedere di meno le mani e non farmi prendere dalla voglia di rubare palla, però questa è una cosa che comunque deriva dalla nostra idea di gioco e della nostra idea di difesa. E' quello che dobbiamo fare contro Tortona: essere fisici, non pensare a fare troppi falli, perché loro sono una squadra molto grossa sia in taglia che attualmente parlando sono molto bravi, sono allo stesso tempo molto ordinati nell'eseguire i giochi ed è quello che dobbiamo limitarli. Dobbiamo rompergli gli allineamenti e non soffrire la lotta a rimbalzo, e soprattutto perdere poche palle, perché se non mi sbaglio ne abbiamo perse 17 all'andata, che è stato forse il nostro peggior dato stagionale. Infine dobbiamo condividere la palla in attacco, che è la cosa principale, perché se prendiamo dei buoni tiri abbiamo più possibilità di avere una buona transizione difensiva, possiamo arrivare fino in fondo contro una squadra che decisamente si merita il posto in classifica in questo momento e noi siamo lì dietro, li vogliamo inseguire, li vogliamo prendere e per farlo dobbiamo vincere".

CARUSO, LA TENTAZIONE DI TIRARE DALLA MEDIA E DA TRE - "Diciamo che io sono consapevole di questa possibilità di tirare. È ovvio che il tutto va adattato a un sistema di gioco, nel senso che noi lunghi, soprattutto, non avendo la palla, non essendo quelli che creano, abbiamo bisogno di, più che altro, finalizzare. Raramente quest'anno ho avuto l'opportunità di metterlo in pratica, di mettere in pratica il tiro della media piuttosto che il tiro dei tre punti, o comunque l'attaccare da fuori, che è una cosa che so che posso fare in certe situazioni. Però non è una cosa che mi limita: io provo a fare quello che mi viene chiesto, Provo a sfruttare le situazioni che mi vengono offerte dalle nostre guardie, dal sistema di gioco. Non si può sempre giocare nello stesso modo ogni stagione, per adesso queste sono soluzioni che raramente mi capitano tra le mani".

CARUSO, ALLE FINAL EIGHT PUO' SUCCEDERE DI TUTTO - "Credo di sapere benissimo cosa siano le Final Eight, avendo perso per due anni di fila la finale con Milano, e sono sempre un punto interrogativo. Molte squadre possono arrivare limitate fisicamente o con qualche giocatore non disponibile. Poi sono partite secche, in un campo neutro, può succedere di tutto. Sicuramente ci sono delle squadre che per roster e altre caratteristiche arrivano favorite, ma la verità è che noi andiamo lì a giocarci nelle nostre carte. Abbiamo visto come questo sia un campionato molto competitivo quest'anno, dove tutte le squadre possono perdere contro tutte. Le Final Eight saranno una questione molto mentale, molto anche di chi ci arriva meglio fisicamente e più in fiducia. Saranno poche partite in pochi giorni, quindi noi andiamo lì giocando con la Virtus Bologna, che sappiamo essere una grande squadra, ma siamo anche consapevoli che non siamo quelli della prima giornata, di quando le abbiamo affrontati. Quindi andiamo lì con la voglia di dimostrare, di fare, poi alzeremo la testa al quarantesimo e vedremo".

CARUSO, LA PRESSIONE DELL'ESSERE NAPOLETANO - "Penso che in generale, a prescindere da dove si giochi, dopo due anni a Milano, un po' di pressione ci sta. Magari me la metto anche da solo, perché comunque c'è voglia di fare, voglia di giocare dopo aver avuto poca costanza, quindi si parte da lì. Poi ovviamente a Napoli ce n'è ancora di più, perché è una piazza che richiede tanto, io poi sono di Napoli, c'è un progetto nuovo, quindi è normale. Devo dire la verità: inizialmente l'ho accusata un po' di più, però adesso sta andando decisamente meglio. Spero di continuare così, spero di ritrovare il ritmo e essere in grado di essere più costante con le prestazioni e in questo modo sicuramente posso dare una mano in più alla squadra".

CARUSO, I RITUALI PRE-PARTITA - "Diciamo che sono molto semplice, nel senso che mi piace ascoltare soprattutto mentre vado alla partita, non tanto in spogliatoio ma in bus, in macchina. Un po' di musica per caricarmi o comunque per non pensare troppo. E poi ho delle cose che dico tra me e me per concentrarmi durante l'inno, cerco di isolarmi, visualizzare il campo".

BALDASSO, COSA SERVE PER VINCERE A NAPOLI - "Negli anni hanno dimostrato che sono cresciuti come società, che hanno costruito squadre molto solide. È un campo complicato perché comunque quando giocano in casa hanno un'energia diversa, molti giocatori hanno numeri completamente diversi dalle partite in casa rispetto a quelle fuori. Succede a tutti, qui è un dato evidente, ma serve una partita solida perché incontriamo una squadra forte, ben allenata e quindi servirà una partita solida di carattere sapendo che andiamo incontro a una squadra molto preparata e molto buona".

BALDASSO, L'ISPIRAZIONE PER I TIRI DA GIANLUCA BASILE - "Essere anche soltanto accostato a Gianluca Basile, a cui forse non posso neanche allacciare le scarpe, è una bellissima cosa. Dico la verità: è un giocatore che abbiamo studiato molto nella transizione da playmaker a guardia perché io non avevo mai fatto questo ruolo. Con coach Ramondino e l'assistente Rabolini avevamo lavorato per cercare di capire come sfruttare al meglio le uscite dai blocchi, cercavamo dei giocatori che potessero darci degli spunti e questo era uno di questi giocatori. Lui è sicuramente una fonte di grande ispirazione per me, questo sicuramente".

BALDASSO, I CAMBIAMENTI CON COACH FIORETTI - "Coach Fioretti ha portato grande serietà, grande capacità di lavorare sui dettagli. E' un ottimo lavoratore, poi è stato anche in questo suo primo anno da head coach a circondarsi di persone giuste. E' molto preparato, avendo giocato all'Olimpia lui è stato una risorsa incredibile. Lo ammiro per il modo in cui comunque ama stare in palestra, per la cura dei dettagli, la precisione".

BALDASSO, LA DIFFICOLTA' DI VINCERE CONTRO LE BIG - "Non mi piace analizzare il nostro percorso pensando semplicemente che vinciamo con quelle sotto e perdiamo con quelle sopra. Credo comunque che giocare a Bologna o affrontare in casa Milano sia sempre complicato. Sicuramente ci è mancato quel pizzico di solidità per portare a casa queste partite, abbiamo commesso diversi errori. Penso poi che a Brescia le motivazioni sono state anche un po' differenti, ma non mi va di parlare di questo perché secondo me ci sono stati altri motivi, ma non è un problema. Sicuramente abbiamo le nostre responsabilità e dovremo cercare nel tempo, che ormai inizia a essere non troppo, di cercare di essere più solidi possibili per cercare di migliorare, di essere una squadra migliore quando affronta squadre più forti".

BALDASSO, LA GESTIONE DEGLI ITALIANI NELLE SQUADRE - "Io credo che la presenza di sei stranieri in partenza sia sicuramente è uno stimolo, nel senso che alla fine nella vita teoricamente dovrebbe essere che chi è più bravo merita una cosa e quindi gioca di più in questo caso qui, perché si tratta di sport. A volte però questa cosa non capita sempre per una serie di motivi: non credo che si debba addossare la colpa a qualcuno per questo, non credo che ci sia un colpevole, ma credo che comunque se si riuscisse non dico a tutelare, ma a dare una chance in più a certi giocatori italiani, secondo me potrebbe essere non oggi ma un domani un investimento prezioso per il movimento. Questa è la mia opinione, rimane una personalissima opinione che non vuole assolutamente accusare nessuno, però può essere una buona soluzione".

BALDASSO, IL RAPPORTO DI AMICIZIA CON ALESSANDRO BUONGIORNO - "Alessandro come si sa giocava al Torino, io sono molto amico del medico sociale del Toro. Essendo un appassionato di basket, è venuto a vedere qualche partita, si è portato dietro Alessandro e da quel momento abbiamo iniziato a vederci più volte, siamo riusciti ad andare a cena, siamo riusciti a conoscerci. Ho trovato una persona, oltre che uno sportivo, gigante, perché secondo Buongio è un gigante: è un ragazzo spettacolare, un ragazzo di un'umiltà incredibile, un grande lavoratore, uno che tiene a quello che fa e quindi sono contento che l'anno scorso si sia riuscito a togliere una grande soddisfazione. Gli auguro di togliersene ancora tante altre, con la maglia del Napoli o con qualsiasi altra maglia che vestirà, perché per la persona che è onestamente gli auguro veramente il meglio".