Paolo Condò, giornalista, ha omaggiato Beppe Savoldi, scomparso all'età di 79 anni, a Sky Sport: "Una notizia che mi tocca in maniera particolare. Quando ero bambino ero tifoso del Bologna, ed era il periodo in cui Savoldi era il centravanti, veniva dall'Atalanta ed era un mio beniamino. Gianni Brera a inizio carriera lo chiamava il centravanti dai piedi di faggio, per dire che la tecnica non era il suo forte. Col lavoro seppe diventare un grande attaccante, era uno straordinario realizzatore. Ricordo il clamore del suo trasferimento al Napoli, che pagò 2 miliardi per lui. Fu il primo giocatore a toccare quel limite, all'epoca sembrò uno sproposito. E' stato sempre lontano dai grandi club, ma resta un grandissimo realizzatore. Me ne facevo una malattia del fatto che non venisse chiamato regolarmente in Nazionale. Il mio cuore ha battuto per Beppe Savoldi".
di Napoli Magazine
26/03/2026 - 17:00
Paolo Condò, giornalista, ha omaggiato Beppe Savoldi, scomparso all'età di 79 anni, a Sky Sport: "Una notizia che mi tocca in maniera particolare. Quando ero bambino ero tifoso del Bologna, ed era il periodo in cui Savoldi era il centravanti, veniva dall'Atalanta ed era un mio beniamino. Gianni Brera a inizio carriera lo chiamava il centravanti dai piedi di faggio, per dire che la tecnica non era il suo forte. Col lavoro seppe diventare un grande attaccante, era uno straordinario realizzatore. Ricordo il clamore del suo trasferimento al Napoli, che pagò 2 miliardi per lui. Fu il primo giocatore a toccare quel limite, all'epoca sembrò uno sproposito. E' stato sempre lontano dai grandi club, ma resta un grandissimo realizzatore. Me ne facevo una malattia del fatto che non venisse chiamato regolarmente in Nazionale. Il mio cuore ha battuto per Beppe Savoldi".