La prima stagione con la maglia del Bologna per Torbjørn Heggem è stata tutto sommato positiva, ma quello che il difensore sta vivendo con la nazionale norvegese è su un altro livello. Nel corso della lunga intervista concessa a zerocinquantuno.it, Heggem ha parlato anche della grande cavalcata della Norvegia, tornata al Mondiale dopo 28 anni: "Sono passato dal non aver mai visto la Norvegia in campo ad un Mondiale a essere parte della squadra che lo disputerà: è qualcosa di incredibile, un sogno ad occhi aperti, e sentiamo forte la spinta del nostro popolo. La maglia della Nazionale è un privilegio che devo guadagnarmi ogni giorno tramite il lavoro che svolgo col Bologna, voglio migliorare sempre di più le mie prestazioni qui per arrivare in ottima forma a questo appuntamento memorabile".
Cosa rende così competitivo il movimento calcistico norvegese?
"Pur non avendo nel calcio le stesse risorse economiche di altri Paesi europei, negli ultimi anni sono stati fatti dei grandi passi avanti nelle metodologie d’allenamento, sia a livello di prime squadre che di settori giovanili, la fotografia più recente è rappresentata dagli ottimi percorsi nelle coppe di Bodø/Glimt e Brann. Il nostro non è un campionato top ma serve a formare e lanciare i giovani, e la forza della Nazionale credo stia soprattutto nella fisicità e nelle performance atletiche: siamo tosti e andiamo sempre a mille all’ora".
di Napoli Magazine
22/04/2026 - 22:54
La prima stagione con la maglia del Bologna per Torbjørn Heggem è stata tutto sommato positiva, ma quello che il difensore sta vivendo con la nazionale norvegese è su un altro livello. Nel corso della lunga intervista concessa a zerocinquantuno.it, Heggem ha parlato anche della grande cavalcata della Norvegia, tornata al Mondiale dopo 28 anni: "Sono passato dal non aver mai visto la Norvegia in campo ad un Mondiale a essere parte della squadra che lo disputerà: è qualcosa di incredibile, un sogno ad occhi aperti, e sentiamo forte la spinta del nostro popolo. La maglia della Nazionale è un privilegio che devo guadagnarmi ogni giorno tramite il lavoro che svolgo col Bologna, voglio migliorare sempre di più le mie prestazioni qui per arrivare in ottima forma a questo appuntamento memorabile".
Cosa rende così competitivo il movimento calcistico norvegese?
"Pur non avendo nel calcio le stesse risorse economiche di altri Paesi europei, negli ultimi anni sono stati fatti dei grandi passi avanti nelle metodologie d’allenamento, sia a livello di prime squadre che di settori giovanili, la fotografia più recente è rappresentata dagli ottimi percorsi nelle coppe di Bodø/Glimt e Brann. Il nostro non è un campionato top ma serve a formare e lanciare i giovani, e la forza della Nazionale credo stia soprattutto nella fisicità e nelle performance atletiche: siamo tosti e andiamo sempre a mille all’ora".