Calcio
Calcio: blackout Napoli contro una super Udinese
06.04.2012 04:47 di Napoli Magazine Fonte: Il Mattino
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Per sua fortuna, il Napoli si presenta in casa Di Natale una volta a campionato. A Udine ieri è finita come il 7 febbraio: ko per 3-1 e tripletta di Totò, nuovo core ’ngrato che ha segnato praticamente da fermo. Un rigore, un angolo e una magia alla fine del primo tempo: pallonetto da 25 metri finito nell’angolo destro della porta di De Sanctis anche grazie alla collaborazione di Campagnaro che ha concesso al capitano tutto il tempo per aggiustarsi il pallone e mirare. Gli azzurri spesso corsari durante la gestione Mazzarri hanno subito la seconda consecutiva sconfitta fuori casa. La scena non è cambiata clamorosamente al vertice della classifica, il Napoli è rimasto in zona Champions. Ma quanto si è visto a Udine deve far riflettere in vista della partita di giovedì a Utrecht, dove sono in gioco le chance di qualificazione alla seconda fase di Europa League, e della riapertura del mercato. L’assenza di due affidabili riserve, gli infortunati Yebda e Sosa, ha obbligato Mazzarri a lanciare nella ripresa Vitale, Maiello e Dumitru, giovani forse di belle speranze ma inconsistenti. Se la squadra vuole pensare in grande (e può farlo), qualcosa deve accadere a gennaio. I difetti di organico non bastano a spiegare la sconfitta. L’Udinese è stata impeccabile: il genio di Di Natale, il dinamismo di Sanchez (campione vero) e la spinta di Isla e Armero hanno messo in ambasce la linea difensiva a tre. Guidolin ha impostato la partita perfetta perché inserendo Pinzi al posto di Floro Flores ha limitato i rischi sulle possibili ripartenze del Napoli. Peraltro, Lavezzi e Cavani erano in una giornata buia come il pomeriggio allo stadio Friuli. Non è bastata quella sassata sul 3-0 a salvare la prestazione di Hamsik, che ha prima compiuto un incredibile saltello sul palo favorendo il terzo centro di Di Natale e ha poi fallito il rigore contro Handanovic, uno specialista (quarto tiro dagli 11 metri parato su quattro in campionato dal gigante sloveno). L’errore dal dischetto di Marek è stato il più pesante perché avebbe potuto riaprire la partita, a poco meno di mezz’ora dalla fine. Invece, dopo quell’episodio, Guidolin ha considerato la vittoria al sicuro e ha concesso la passerella a Di Natale, anche per motivi diplomatici, dato che tra i due non c’è grande feeling. Il Napoli ha concesso all’Udinese la prima ora della partita, quella in cui i bianconeri hanno costruito il prezioso successo. La squadra aggressiva, in grado di incutere paura negli avversari, è rimasta negli auspici della vigilia di Mazzarri. Meglio non aggrapparsi agli episodi, come il rigore dopo 17’, cercato da Sanchez più che provocato da De Sanctis, che si è inginocchiato davanti all’arbitro Romeo, supplicandolo di tornare sulla sua decisione e non ammonirlo. Lavezzi, Cavani e Hamsik non hanno trovato varchi, l’Udinese si è coperta bene e ha saputo gestire molti dei palloni sprecati dagli azzurri, con quella serie di improbabili lanci. Se i tre assi stanno a guardare, c’è poco da fare. Il Matador ha girato intorno all’area avversaria, dove si è visto soltanto negli ultimi venti minuti, con un colpo di testa e un tiro a lato su servizio di Maggio, che ha avuto lampi di vitalità nella ripresa, quando Armero ha ridotto la spinta. L’Udinese non si è mai sentita in difficoltà, al contrario del Napoli, che dopo questo passo falso si prepara a vivere un intenso inizio di dicembre: in dieci giorni lo aspettano Utrecht, Palermo e Genoa. L’orgoglio di Mazzarri e degli azzurri per il riscatto.


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Calcio: blackout Napoli contro una super Udinese

di Napoli Magazine

06/04/2012 - 04:47


Per sua fortuna, il Napoli si presenta in casa Di Natale una volta a campionato. A Udine ieri è finita come il 7 febbraio: ko per 3-1 e tripletta di Totò, nuovo core ’ngrato che ha segnato praticamente da fermo. Un rigore, un angolo e una magia alla fine del primo tempo: pallonetto da 25 metri finito nell’angolo destro della porta di De Sanctis anche grazie alla collaborazione di Campagnaro che ha concesso al capitano tutto il tempo per aggiustarsi il pallone e mirare. Gli azzurri spesso corsari durante la gestione Mazzarri hanno subito la seconda consecutiva sconfitta fuori casa. La scena non è cambiata clamorosamente al vertice della classifica, il Napoli è rimasto in zona Champions. Ma quanto si è visto a Udine deve far riflettere in vista della partita di giovedì a Utrecht, dove sono in gioco le chance di qualificazione alla seconda fase di Europa League, e della riapertura del mercato. L’assenza di due affidabili riserve, gli infortunati Yebda e Sosa, ha obbligato Mazzarri a lanciare nella ripresa Vitale, Maiello e Dumitru, giovani forse di belle speranze ma inconsistenti. Se la squadra vuole pensare in grande (e può farlo), qualcosa deve accadere a gennaio. I difetti di organico non bastano a spiegare la sconfitta. L’Udinese è stata impeccabile: il genio di Di Natale, il dinamismo di Sanchez (campione vero) e la spinta di Isla e Armero hanno messo in ambasce la linea difensiva a tre. Guidolin ha impostato la partita perfetta perché inserendo Pinzi al posto di Floro Flores ha limitato i rischi sulle possibili ripartenze del Napoli. Peraltro, Lavezzi e Cavani erano in una giornata buia come il pomeriggio allo stadio Friuli. Non è bastata quella sassata sul 3-0 a salvare la prestazione di Hamsik, che ha prima compiuto un incredibile saltello sul palo favorendo il terzo centro di Di Natale e ha poi fallito il rigore contro Handanovic, uno specialista (quarto tiro dagli 11 metri parato su quattro in campionato dal gigante sloveno). L’errore dal dischetto di Marek è stato il più pesante perché avebbe potuto riaprire la partita, a poco meno di mezz’ora dalla fine. Invece, dopo quell’episodio, Guidolin ha considerato la vittoria al sicuro e ha concesso la passerella a Di Natale, anche per motivi diplomatici, dato che tra i due non c’è grande feeling. Il Napoli ha concesso all’Udinese la prima ora della partita, quella in cui i bianconeri hanno costruito il prezioso successo. La squadra aggressiva, in grado di incutere paura negli avversari, è rimasta negli auspici della vigilia di Mazzarri. Meglio non aggrapparsi agli episodi, come il rigore dopo 17’, cercato da Sanchez più che provocato da De Sanctis, che si è inginocchiato davanti all’arbitro Romeo, supplicandolo di tornare sulla sua decisione e non ammonirlo. Lavezzi, Cavani e Hamsik non hanno trovato varchi, l’Udinese si è coperta bene e ha saputo gestire molti dei palloni sprecati dagli azzurri, con quella serie di improbabili lanci. Se i tre assi stanno a guardare, c’è poco da fare. Il Matador ha girato intorno all’area avversaria, dove si è visto soltanto negli ultimi venti minuti, con un colpo di testa e un tiro a lato su servizio di Maggio, che ha avuto lampi di vitalità nella ripresa, quando Armero ha ridotto la spinta. L’Udinese non si è mai sentita in difficoltà, al contrario del Napoli, che dopo questo passo falso si prepara a vivere un intenso inizio di dicembre: in dieci giorni lo aspettano Utrecht, Palermo e Genoa. L’orgoglio di Mazzarri e degli azzurri per il riscatto.


Fonte: Il Mattino