Due anni al Parma con 62 presenze e 15 gol in gialloblu. Bernardo Corradi è uno di quegli ex che non hanno dimenticato nè la città nè tanto meno i tifosi di una delle squadre italiane più titolate a livello europeo. La redazione diLazioPress.it lo ha intervistato a proposito della notizia del giorno: il fallimento e la successiva ripartenza dalla categoria dilettantistica del PARMA FC.
Lei ha giocato due anni con i gialloblu, cosa vuol dire per uno come lei che ha avuto l’onore di giocare per una società storica come questa, vederla fallire dopo anni di vittorie anche a livello europeo?
“Purtroppo il Parma non sarà ne la prima ne l’ultima società che andrà incontro a queste cose. Dico ‘purtroppo’ perché il nostro sistema calcio è molto indietro rispetto agli altri paesi europei in termini di pressioni fiscali e di controlli. Non siamo decisamente un paese all’avanguardia e, per questo, può capitare che di punto in bianco le società, anche con un passato importantissimo come quello del Parma, si ritrovino con delle spade di Damocle di debiti sportivi che portano al successivo fallimento. Credo sia stato fatto molto per riuscire a salvare la società ma alla fine l’impresa non è riuscita”.
Per lei chi è il colpevole principale dell’accaduto?
“Credo che, nella valutazione complessiva, le colpe siano da dividere. Se è vero che il presidente possa aver fatto degli investimenti sbagliati, è anche vero che c’è stato qualcuno che lo ha permesso. Questa situazione l’ho vissuta anche a Siena, che è la mia città. Era una società che giocava in Serie A ormai da dieci anni, raggiunta dopo aver fatto tanti sacrifici. Il Parma deve avere la forza di rialzarsi subito partendo dai dilettanti e lottare per riprendersi quelle categorie che gli spettano”.
Cosa si aspetta dai tifosi del Parma?
“I tifosi del Parma si sono sempre distinti da tanti altri tifosi per l’affetto che ogni domenica trasmettevano alla squadra, esattamente come il Siena. Questo è uno dei tanti punti in comune tra le due società, chiaramente i gialloblu hanno un passato diverso. Però vedendo il Siena Calcio che è ripartito dalla Serie D con 4500 abbonati e vincere il campionato, quando raggiungi questo numero di tifosi c’è sempre quella spinta in più che le altre squadre non possono permettersi. Sono sicuro che la città di Parma risponderà presente”.
di Napoli Magazine
22/06/2015 - 20:26
Due anni al Parma con 62 presenze e 15 gol in gialloblu. Bernardo Corradi è uno di quegli ex che non hanno dimenticato nè la città nè tanto meno i tifosi di una delle squadre italiane più titolate a livello europeo. La redazione diLazioPress.it lo ha intervistato a proposito della notizia del giorno: il fallimento e la successiva ripartenza dalla categoria dilettantistica del PARMA FC.
Lei ha giocato due anni con i gialloblu, cosa vuol dire per uno come lei che ha avuto l’onore di giocare per una società storica come questa, vederla fallire dopo anni di vittorie anche a livello europeo?
“Purtroppo il Parma non sarà ne la prima ne l’ultima società che andrà incontro a queste cose. Dico ‘purtroppo’ perché il nostro sistema calcio è molto indietro rispetto agli altri paesi europei in termini di pressioni fiscali e di controlli. Non siamo decisamente un paese all’avanguardia e, per questo, può capitare che di punto in bianco le società, anche con un passato importantissimo come quello del Parma, si ritrovino con delle spade di Damocle di debiti sportivi che portano al successivo fallimento. Credo sia stato fatto molto per riuscire a salvare la società ma alla fine l’impresa non è riuscita”.
Per lei chi è il colpevole principale dell’accaduto?
“Credo che, nella valutazione complessiva, le colpe siano da dividere. Se è vero che il presidente possa aver fatto degli investimenti sbagliati, è anche vero che c’è stato qualcuno che lo ha permesso. Questa situazione l’ho vissuta anche a Siena, che è la mia città. Era una società che giocava in Serie A ormai da dieci anni, raggiunta dopo aver fatto tanti sacrifici. Il Parma deve avere la forza di rialzarsi subito partendo dai dilettanti e lottare per riprendersi quelle categorie che gli spettano”.
Cosa si aspetta dai tifosi del Parma?
“I tifosi del Parma si sono sempre distinti da tanti altri tifosi per l’affetto che ogni domenica trasmettevano alla squadra, esattamente come il Siena. Questo è uno dei tanti punti in comune tra le due società, chiaramente i gialloblu hanno un passato diverso. Però vedendo il Siena Calcio che è ripartito dalla Serie D con 4500 abbonati e vincere il campionato, quando raggiungi questo numero di tifosi c’è sempre quella spinta in più che le altre squadre non possono permettersi. Sono sicuro che la città di Parma risponderà presente”.