Calcio
Calcio femminile, Facchetti: "Percorso che dovrà portare al professionismo"
24.06.2019 19:00 di Napoli Magazine

Il treno del calcio femminile in Italia ha già programmato la sua prossima fermata: il professionismo. Ne è certa Barbara Facchetti, la capodelegazione della nazionale impegnata in Francia nel torneo Mondiale e attesa domani alla decisiva partita con la Cina. Facchetti, intervenuta a Radio anch'io sport, ha sottolineato che le azzurre sono pronte per la sfida di domani: "le vedo bene fisicamente e tutto lascia ben sperare". Ma il pensiero, dopo l'exploit della nazionale rosa, è al futuro: "Cosa resterà del Mondiale? l'avvio di un percorso -ha detto Facchetti- che dovrà portare al professionismo. Da noi tutto è iniziato da 4 anni, altri paesi europei sono più avanti di noi. In Francia si sono mossi già 8 anni fa e hanno centinaia di migliaia di tesserate. Negli Usa addirittura sono oltre 4 milioni. In Italia dobbiamo essere fiduciosi e recuperare il tempo perduto, anche diffondendo il calcio fin dalle scuole. E aprire al professionismo con tutto quel che ne consegue in termini previdenziali e salariali".

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Calcio femminile, Facchetti: "Percorso che dovrà portare al professionismo"

di Napoli Magazine

24/06/2024 - 19:00

Il treno del calcio femminile in Italia ha già programmato la sua prossima fermata: il professionismo. Ne è certa Barbara Facchetti, la capodelegazione della nazionale impegnata in Francia nel torneo Mondiale e attesa domani alla decisiva partita con la Cina. Facchetti, intervenuta a Radio anch'io sport, ha sottolineato che le azzurre sono pronte per la sfida di domani: "le vedo bene fisicamente e tutto lascia ben sperare". Ma il pensiero, dopo l'exploit della nazionale rosa, è al futuro: "Cosa resterà del Mondiale? l'avvio di un percorso -ha detto Facchetti- che dovrà portare al professionismo. Da noi tutto è iniziato da 4 anni, altri paesi europei sono più avanti di noi. In Francia si sono mossi già 8 anni fa e hanno centinaia di migliaia di tesserate. Negli Usa addirittura sono oltre 4 milioni. In Italia dobbiamo essere fiduciosi e recuperare il tempo perduto, anche diffondendo il calcio fin dalle scuole. E aprire al professionismo con tutto quel che ne consegue in termini previdenziali e salariali".