NAPOLI – Che peccato, la squadra del cuore tradita… da Aronica che con la superficialità di un ingenuo, nel finale di partita – con il Napoli in vantaggio – ha confezionato al Parma un cadeau esagerato, un calcio di rigore – regalato anche dall’arbitro - per una trattenuta inutile su Lanzafame, rigore che Amoruso non ha avuto difficoltà a realizzare, facendo sfumare la vittoria degli azzurri.Che rabbia, sì. Roba da mangiarsi le mani giacchè il Napoli quei tre punti perduti li aveva strameritati attraverso una partita straordinaria, combattuta alla grande dai giocatori di Mazzarri in vantaggio con un bel gol di Denis e vanificata dalla ”stranezza” di Aronica. Cannavaro e gli altri, il Parma di Guidolin lo avevano strapazzato ripetutamente, sotto il profilo tattico e anche per la grande forza espressa dal collettivo: Napoli strapotente con Gargano e Pazienza a centrocampo, scatenato sulla fascia destra con Maggio, estremamente dannoso per gli emiliani con Hamsik sul centro destra e pericolosissimo con i ritrovati e formidabili Quagliarella e Denis in prima linea, senza Lavezzi. Nessun rimpianto, infatti, per l’assenza del Pocho che la squadra azzurra non ha affatto accusato. I suoi compagni hanno creato tali e tanti problemi al Parma da far sudare freddo Guidolin, messo in grosse difficoltà dalle trovate tattiche di Mazzarri. In realtà – soprattutto nella prima parte – gli emiliani hanno perso la tramontana sulle folate offensive di Hamsik e Maggio sulla destra del settore d’attacco del Napoli. Proprio Maggio (32’ pt) dopo una galoppata veloce serviva una palla deliziosa a Denis che incrociando di prima e al volo sull’appoggio del compagno, fulminava con freddezza il portiere Mirante. Per il Parma l’attaccante argentino (al secondo gol stagionale) non era l’unico problema, c’era anche Quagliarella – prima e dopo il gol azzurro ed anche nella seconda parte – a rendere dura la vita alla squadra gialloblù, in quella nuova e lusinghiera composizione del tandem offensivo napoletano, determinata dall’infortunio di Lavezzi.Va detto pure che il Napoli avrebbe meritato il raddoppio, malgrado una flessione all’inizio e nel corso della ripresa - che ha mandato in bestia Mazzarri - e al ritorno di fiamma del Parma, favorito dalle manovre leziose degli azzurri. A rovinare però la festa, annullando il terzo successo consecutivo in trasferta, è arrivato l’errore grottesco di Aronica, una ciabattata che ha salvato Guidolin e gli emiliani da una meritata sconfitta.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
NAPOLI – Che peccato, la squadra del cuore tradita… da Aronica che con la superficialità di un ingenuo, nel finale di partita – con il Napoli in vantaggio – ha confezionato al Parma un cadeau esagerato, un calcio di rigore – regalato anche dall’arbitro - per una trattenuta inutile su Lanzafame, rigore che Amoruso non ha avuto difficoltà a realizzare, facendo sfumare la vittoria degli azzurri.Che rabbia, sì. Roba da mangiarsi le mani giacchè il Napoli quei tre punti perduti li aveva strameritati attraverso una partita straordinaria, combattuta alla grande dai giocatori di Mazzarri in vantaggio con un bel gol di Denis e vanificata dalla ”stranezza” di Aronica. Cannavaro e gli altri, il Parma di Guidolin lo avevano strapazzato ripetutamente, sotto il profilo tattico e anche per la grande forza espressa dal collettivo: Napoli strapotente con Gargano e Pazienza a centrocampo, scatenato sulla fascia destra con Maggio, estremamente dannoso per gli emiliani con Hamsik sul centro destra e pericolosissimo con i ritrovati e formidabili Quagliarella e Denis in prima linea, senza Lavezzi. Nessun rimpianto, infatti, per l’assenza del Pocho che la squadra azzurra non ha affatto accusato. I suoi compagni hanno creato tali e tanti problemi al Parma da far sudare freddo Guidolin, messo in grosse difficoltà dalle trovate tattiche di Mazzarri. In realtà – soprattutto nella prima parte – gli emiliani hanno perso la tramontana sulle folate offensive di Hamsik e Maggio sulla destra del settore d’attacco del Napoli. Proprio Maggio (32’ pt) dopo una galoppata veloce serviva una palla deliziosa a Denis che incrociando di prima e al volo sull’appoggio del compagno, fulminava con freddezza il portiere Mirante. Per il Parma l’attaccante argentino (al secondo gol stagionale) non era l’unico problema, c’era anche Quagliarella – prima e dopo il gol azzurro ed anche nella seconda parte – a rendere dura la vita alla squadra gialloblù, in quella nuova e lusinghiera composizione del tandem offensivo napoletano, determinata dall’infortunio di Lavezzi.Va detto pure che il Napoli avrebbe meritato il raddoppio, malgrado una flessione all’inizio e nel corso della ripresa - che ha mandato in bestia Mazzarri - e al ritorno di fiamma del Parma, favorito dalle manovre leziose degli azzurri. A rovinare però la festa, annullando il terzo successo consecutivo in trasferta, è arrivato l’errore grottesco di Aronica, una ciabattata che ha salvato Guidolin e gli emiliani da una meritata sconfitta.