Calcio
CALCIO, IL PUNTO SUL NAPOLI DI VINCENZO PETRAZZUOLO: IL CONGEDO
06.04.2012 04:47 di Napoli Magazine
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Il Napoli vince contro il Siena 2-1, ma poco importa. Il Napoli divorzia da Pierpaolo Marino. La rivoluzione in atto era stata iniziata, prima un pò in sordina e successivamente sempre più in maniera incalzante, dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Si apre un vuoto abissale sul futuro del club azzurro, una vera e propria voragine. Viene a mancare il personaggio più influente, al pari del presidente. E' stato un atto coraggioso e di sfida a se stesso che De Laurentiis ha deciso di intraprendere. Un atto dalle mille incognite, perchè ci si sentirà orfani della esperienza di un vero uomo di calcio, che in soli 5 anni è riuscito a far raggiungere al Napoli traguardi importanti, partendo dalla serie C. Il passato non va mai dimenticato troppo in fretta, anzi bisognerebbe farne tesoro. Le vere motivazioni di questo divorzio resteranno nei meandri più reconditi. Sono certamente più numerosi i successi ottenuti dal dg che gli errori commessi in questi 5 anni di gioie e dolori. La frattura si aprì con l'esonero di Reja, l'arrivo di Donadoni fortemente voluto da De Laurentiis, e quel calo vistoso di rendimento da parte della squadra che pure aveva cominciato molto bene la prima parte del campionato scorso. Da uomo completamente a digiuno di calcio, De Laurentiis è come se avesse sostenuto un corso di apprendimento super accelerato, riuscendo ad imparare tutto in fretta, fino al punto di sentirsi in grado di poter prendere decisioni così importanti. Gli errori del direttore, più che riferiti ad aspetti manageriali, sono legati a certi acquisti che sinceramente hanno deluso le aspettattive. Acquisti di giocatori dai quali si attendeva un salto di qualità della squadra. La colpa di Pierpaolo Marino è stata forse quella di insistere troppo su giocatori prospettici e che necessitano di tempi di maturazione molto lunghi. Napoli e De Laurentiis hanno troppa fame di successi da ottenere nel più breve tempo possibile. Sarebbe stato estremamente più facile far cadere le scelte su giocatori testati, maturi, ma sinceramente molto più costosi. Se i bilanci economici del Napoli sono in ordine, va pure detto che Marino è stato sempre contrario a spese folli, con acquisti di giocatori dal costo di cartellino di svariate decine di milioni di euro e con ingaggi molto alti. E' facile accusare di provincialismo il direttore generale quando si hanno invece idee diverse della gestione societaria. Con Marino e De Laurentiis si è cresciuti troppo in fretta senza avere la necessaria pazienza di costruire, senza l'assillo della fretta. La crisi di risultati in questo campionato di serie A ha mandato tutti in confusione, Donadoni compreso. Lo stesso tecnico è fortemente a rischio e da lodare è l'atto d'amore e di riconoscenza di De Laurentiis nei confronti del saggio Reja. Le sfuriate possono provocare danni irreversibili, ma speriamo che non si arrivi a tanto. La gestione di un club non è cosa facile. Le componenti da esaminare sono tante. Il Napoli degli ultimi anni era un Napoli sereno, un Napoli dove regnava un equilibrio che pareva indistruttibile. Ora si dovrà ricominciare daccapo e non sarà facile come molti credono. Il mondo del calcio sembra essere semplice ma non lo è affatto. Per raggiungere determinati obiettivi non c'è solo bisogno di forti investimenti economici. Le componenti sono tantissime, ma la più importante è quella di evitare fratture interne. Più che un repulisti, c'è bisogno di saggezza e di tanta calma. Nessuno potrà negare al d.g. Pierpaolo Marino quanto di buono ha fatto. Ne è riconoscente lo stesso presidente, un tempo il suo "fratello gemello", ma lo saranno anche tutti i tifosi del Napoli. Grazie Pierpaolo ! Ti auguriamo successi sempre più alti e prestigiosi.


Vincenzo Petrazzuolo


Napoli Magazine


Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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CALCIO, IL PUNTO SUL NAPOLI DI VINCENZO PETRAZZUOLO: IL CONGEDO

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06/04/2012 - 04:47

Il Napoli vince contro il Siena 2-1, ma poco importa. Il Napoli divorzia da Pierpaolo Marino. La rivoluzione in atto era stata iniziata, prima un pò in sordina e successivamente sempre più in maniera incalzante, dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Si apre un vuoto abissale sul futuro del club azzurro, una vera e propria voragine. Viene a mancare il personaggio più influente, al pari del presidente. E' stato un atto coraggioso e di sfida a se stesso che De Laurentiis ha deciso di intraprendere. Un atto dalle mille incognite, perchè ci si sentirà orfani della esperienza di un vero uomo di calcio, che in soli 5 anni è riuscito a far raggiungere al Napoli traguardi importanti, partendo dalla serie C. Il passato non va mai dimenticato troppo in fretta, anzi bisognerebbe farne tesoro. Le vere motivazioni di questo divorzio resteranno nei meandri più reconditi. Sono certamente più numerosi i successi ottenuti dal dg che gli errori commessi in questi 5 anni di gioie e dolori. La frattura si aprì con l'esonero di Reja, l'arrivo di Donadoni fortemente voluto da De Laurentiis, e quel calo vistoso di rendimento da parte della squadra che pure aveva cominciato molto bene la prima parte del campionato scorso. Da uomo completamente a digiuno di calcio, De Laurentiis è come se avesse sostenuto un corso di apprendimento super accelerato, riuscendo ad imparare tutto in fretta, fino al punto di sentirsi in grado di poter prendere decisioni così importanti. Gli errori del direttore, più che riferiti ad aspetti manageriali, sono legati a certi acquisti che sinceramente hanno deluso le aspettattive. Acquisti di giocatori dai quali si attendeva un salto di qualità della squadra. La colpa di Pierpaolo Marino è stata forse quella di insistere troppo su giocatori prospettici e che necessitano di tempi di maturazione molto lunghi. Napoli e De Laurentiis hanno troppa fame di successi da ottenere nel più breve tempo possibile. Sarebbe stato estremamente più facile far cadere le scelte su giocatori testati, maturi, ma sinceramente molto più costosi. Se i bilanci economici del Napoli sono in ordine, va pure detto che Marino è stato sempre contrario a spese folli, con acquisti di giocatori dal costo di cartellino di svariate decine di milioni di euro e con ingaggi molto alti. E' facile accusare di provincialismo il direttore generale quando si hanno invece idee diverse della gestione societaria. Con Marino e De Laurentiis si è cresciuti troppo in fretta senza avere la necessaria pazienza di costruire, senza l'assillo della fretta. La crisi di risultati in questo campionato di serie A ha mandato tutti in confusione, Donadoni compreso. Lo stesso tecnico è fortemente a rischio e da lodare è l'atto d'amore e di riconoscenza di De Laurentiis nei confronti del saggio Reja. Le sfuriate possono provocare danni irreversibili, ma speriamo che non si arrivi a tanto. La gestione di un club non è cosa facile. Le componenti da esaminare sono tante. Il Napoli degli ultimi anni era un Napoli sereno, un Napoli dove regnava un equilibrio che pareva indistruttibile. Ora si dovrà ricominciare daccapo e non sarà facile come molti credono. Il mondo del calcio sembra essere semplice ma non lo è affatto. Per raggiungere determinati obiettivi non c'è solo bisogno di forti investimenti economici. Le componenti sono tantissime, ma la più importante è quella di evitare fratture interne. Più che un repulisti, c'è bisogno di saggezza e di tanta calma. Nessuno potrà negare al d.g. Pierpaolo Marino quanto di buono ha fatto. Ne è riconoscente lo stesso presidente, un tempo il suo "fratello gemello", ma lo saranno anche tutti i tifosi del Napoli. Grazie Pierpaolo ! Ti auguriamo successi sempre più alti e prestigiosi.


Vincenzo Petrazzuolo


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