Due sconfitte consecutive, otto gol subiti e l’ombra del fallimento sia in chiave scudetto che in chiave Champions. In due partite l’Inter di Leonardo si è come sgretolata, scivolando al terzo posto in campionato a cinque punti dal Milan e a due dal Napoli, e ormai incapace di difendere il titolo europeo a meno di improbabili miracoli nel ritorno con lo Schalke 04 di mercoledì prossimo. In attesa della sfida di mercoledì prossimo, oggi pomeriggio i nerazzurri provano a rilanciare le loro ambizioni in campionato affrontando al Meazza il Chievo. Squadra che all’andata sorprese la formazione allora di Benitez e causò la squalifica per tre gare a Eto’o per un brutto fallo su Cesar rilevato dalla prova tv. Partita importante per Leonardo e i suoi uomini se vogliono davvero ancora lottare con Milan e Napoli per lo scudetto. Ma più che della partita con il Chievo, ieri ad Appiano Gentile si è discusso soprattutto del futuro di Leonardo. Che ha tenuto a chiarire la sua posizione: «Ho sempre detto - sono le sue parole - di voler fare solo l’allenatore, quando finirò di farlo qui, all’Inter, non ci sarà più niente, non ho mai avuto idee dirigenziali. È molto chiaro, sono felicissimo di questa esperienza, c’è ancora la possibilità di continuare il lavoro comune ma quando finirà in panchina, non ci sarà più nulla. Ho letto anche che avrei voluto dare le dimissioni, pensate che non avevo voce...». Le critiche non lo impensieriscono, le considera fisiologiche in un gioco che ha un alto dosaggio di passione e emotività. Ma la sua richiesta è un’altra: «Voglio essere giudicato semplicemente come allenatore dell’Inter. Tutta questa storia del dirigente, delle etichette non mi interessa. Penso alla mia vita. Il rapporto con la società e con Moratti gode di buona salute: il colloquio del dopo Schalke è stato tutt’altro che burrascoso. Si è parlato - racconta Leonardo - delle ultime due partite con estrema lucidità e con la serenità giusta per quel momento. Le condizioni per andare avanti ci sono». Quindi fa notare: «Siamo ancora in corsa per tutto». Per poi scherzare ancora sul tormentone allenatore-dirigente. «So che non è facile capire che ormai sono un allenatore, spesso capita anche a me di gestire le cose da dirigente. La situazione a mio avviso è molto ricca anche se a volte mi caccerei...». E allora, Leonardo dirigente cosa avrebbe detto a se stesso allenatore dopo la scivolata contro lo Schalke? «Sarei stato meno bravo di Moratti». Serata importante anche per l’Udinese di Guidolin, che vuole ripartire dopo la scivolata di Lecce e blindare il quarto posto utile per la Champions prima della trasferta di Napoli di domenica prossima. I friulani, che dovranno fare a meno di Sanchez e con un Di Natale in cattive condizioni fisiche, affronteranno la Roma che si gioca una delle ultime carte per rientrare nel giro Champions. E lo fa senza Borriello in attacco, escluso ancora una volta da Montella.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
Due sconfitte consecutive, otto gol subiti e l’ombra del fallimento sia in chiave scudetto che in chiave Champions. In due partite l’Inter di Leonardo si è come sgretolata, scivolando al terzo posto in campionato a cinque punti dal Milan e a due dal Napoli, e ormai incapace di difendere il titolo europeo a meno di improbabili miracoli nel ritorno con lo Schalke 04 di mercoledì prossimo. In attesa della sfida di mercoledì prossimo, oggi pomeriggio i nerazzurri provano a rilanciare le loro ambizioni in campionato affrontando al Meazza il Chievo. Squadra che all’andata sorprese la formazione allora di Benitez e causò la squalifica per tre gare a Eto’o per un brutto fallo su Cesar rilevato dalla prova tv. Partita importante per Leonardo e i suoi uomini se vogliono davvero ancora lottare con Milan e Napoli per lo scudetto. Ma più che della partita con il Chievo, ieri ad Appiano Gentile si è discusso soprattutto del futuro di Leonardo. Che ha tenuto a chiarire la sua posizione: «Ho sempre detto - sono le sue parole - di voler fare solo l’allenatore, quando finirò di farlo qui, all’Inter, non ci sarà più niente, non ho mai avuto idee dirigenziali. È molto chiaro, sono felicissimo di questa esperienza, c’è ancora la possibilità di continuare il lavoro comune ma quando finirà in panchina, non ci sarà più nulla. Ho letto anche che avrei voluto dare le dimissioni, pensate che non avevo voce...». Le critiche non lo impensieriscono, le considera fisiologiche in un gioco che ha un alto dosaggio di passione e emotività. Ma la sua richiesta è un’altra: «Voglio essere giudicato semplicemente come allenatore dell’Inter. Tutta questa storia del dirigente, delle etichette non mi interessa. Penso alla mia vita. Il rapporto con la società e con Moratti gode di buona salute: il colloquio del dopo Schalke è stato tutt’altro che burrascoso. Si è parlato - racconta Leonardo - delle ultime due partite con estrema lucidità e con la serenità giusta per quel momento. Le condizioni per andare avanti ci sono». Quindi fa notare: «Siamo ancora in corsa per tutto». Per poi scherzare ancora sul tormentone allenatore-dirigente. «So che non è facile capire che ormai sono un allenatore, spesso capita anche a me di gestire le cose da dirigente. La situazione a mio avviso è molto ricca anche se a volte mi caccerei...». E allora, Leonardo dirigente cosa avrebbe detto a se stesso allenatore dopo la scivolata contro lo Schalke? «Sarei stato meno bravo di Moratti». Serata importante anche per l’Udinese di Guidolin, che vuole ripartire dopo la scivolata di Lecce e blindare il quarto posto utile per la Champions prima della trasferta di Napoli di domenica prossima. I friulani, che dovranno fare a meno di Sanchez e con un Di Natale in cattive condizioni fisiche, affronteranno la Roma che si gioca una delle ultime carte per rientrare nel giro Champions. E lo fa senza Borriello in attacco, escluso ancora una volta da Montella.