PARMA - Rieccolo, Lavezzi. L'uomo della rimonta del Napoli. Il folletto che sa essere devastante, che trascina la squadra, la prende per mano quando il Parma è in vantaggio di un gol. Prima l'assist per Hamsik, poi il tocco dolce verso la porta di Mirante. Uno-due in cinque minuti, il Napoli porta a casa l'ottava vittoria in trasferta e tre punti importanti per mantenere saldo il terzo posto in classifica. Ci pensa Maggio ad anticipare la festa col terzo gol quando mancano cinque minuti alla fine della partita. L'avvio non era stato dei migliori, anzi. Il Napoli aveva dovuto contenere per oltre quaranta minuti l'assalto a viso aperto dei padroni di casa, scesi in campo con il piglio di una squadra che ha maledettamente bisogno dei tre punti, col coraggio e l'energia per mettere in difficoltà gli ospiti blasonati. Palladino vivacissimo nei primi due minuti di gioco, realizza il gol (meritato) al minuto ventotto.
Per il Napoli la partita è in salita e non soltanto per il gol di svantaggio, ma perchè non riesce a ragionare e spezzare il ritmo alto che il Parma ha dato alla gara. Frustalupi si sbraccia in panchina, ma la sua squadra ha difficoltà a trovare il bandolo della matassa. Riparte in contropiede, ma il Parma ha sempre l'uomo in più piazzato davanti alla porta di Mirante. L'occasione di Cavani - minuto 42' - viene vanificata da un anticipo perfetto di Alessandro Lucarelli. Si va al riposo, sperando evidentemente che il Parma non regga il ritmo del primo tempo, provando a salire in cattedra col sostegno degli oltre cinquemila napoletani che affollano la curva ospite. Mazzarri è in tribuna incollato al cellulare, Lavezzi prepara la rimonta. Che ci sarà nell'arco di cinque minuti e iscriverà ancora una volta il Napoli alla volata scudetto. Serve Hamsik che sottoporta e probabilmente anche al di là della linea dei difensori avversari, non sbaglia. E poi da solo inventa il cucchiaio morbido per il raddoppio. Il Milan e l'Inter avevano pareggiato, il Napoli riesce a guadagnare due punti d'oro sulle prime posizioni e tiene a distanza l'Udinese che vincendo a Cagliari si era portata a pari punti. Rinasce il Napoli nella ripresa, grazie al suo uomo squadra. A quel Lavezzi che forse oggi più di ieri può recriminare su quello sputo di Roma. Può rammarcicarsi per aver lasciato la squadra da sola nel momento più difficile. "Mi è dispiaciuto non esserci in quei momenti - dice a fine gara - ma l'importante è aver ritrovato la vittoria e continuare a lottare per traguardi importanti". E' tornato l'argentino e poco male se quella al Tardini non è la serata in cui il matador sia particolarmente ispirato. Va bene se a far gol ci pensano lui, Hamsik e anche Maggio.
L'importante era risollevarsi dopo il ko col Milan a San Siro e il pareggio casalingo contro il Brescia. Il Napoli gioca il secondo tempo con assoluta padronanza, forte anche dell'espulsione di Galloppa per fallo su Hamsik. Per Morganti è rosso diretto, per i dirigenti del Parma è occasione per sparare a zero contro gli arbitri. Ma al di là dell'inferiorità numerica, il Napoli riesce a mandare in bambola i padroni di casa, non pronti evidentemente ad una rimonta lampo. Non capaci di tenere alta la testa per tutti e novanta minuti. C'è l'occasione per una goleada, ma Zuniga non calibra bene l'assist per Cavani tutto solo e poi si fa intercettare un tiro forte da Mirante. Il Napoli lascia il Tardini vittorioso e, questa volta, non ci sarà nessuna polemica con la direzione di Morganti. La legge della compensazione nel campionato italiano ha la sua valenza.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
PARMA - Rieccolo, Lavezzi. L'uomo della rimonta del Napoli. Il folletto che sa essere devastante, che trascina la squadra, la prende per mano quando il Parma è in vantaggio di un gol. Prima l'assist per Hamsik, poi il tocco dolce verso la porta di Mirante. Uno-due in cinque minuti, il Napoli porta a casa l'ottava vittoria in trasferta e tre punti importanti per mantenere saldo il terzo posto in classifica. Ci pensa Maggio ad anticipare la festa col terzo gol quando mancano cinque minuti alla fine della partita. L'avvio non era stato dei migliori, anzi. Il Napoli aveva dovuto contenere per oltre quaranta minuti l'assalto a viso aperto dei padroni di casa, scesi in campo con il piglio di una squadra che ha maledettamente bisogno dei tre punti, col coraggio e l'energia per mettere in difficoltà gli ospiti blasonati. Palladino vivacissimo nei primi due minuti di gioco, realizza il gol (meritato) al minuto ventotto.
Per il Napoli la partita è in salita e non soltanto per il gol di svantaggio, ma perchè non riesce a ragionare e spezzare il ritmo alto che il Parma ha dato alla gara. Frustalupi si sbraccia in panchina, ma la sua squadra ha difficoltà a trovare il bandolo della matassa. Riparte in contropiede, ma il Parma ha sempre l'uomo in più piazzato davanti alla porta di Mirante. L'occasione di Cavani - minuto 42' - viene vanificata da un anticipo perfetto di Alessandro Lucarelli. Si va al riposo, sperando evidentemente che il Parma non regga il ritmo del primo tempo, provando a salire in cattedra col sostegno degli oltre cinquemila napoletani che affollano la curva ospite. Mazzarri è in tribuna incollato al cellulare, Lavezzi prepara la rimonta. Che ci sarà nell'arco di cinque minuti e iscriverà ancora una volta il Napoli alla volata scudetto. Serve Hamsik che sottoporta e probabilmente anche al di là della linea dei difensori avversari, non sbaglia. E poi da solo inventa il cucchiaio morbido per il raddoppio. Il Milan e l'Inter avevano pareggiato, il Napoli riesce a guadagnare due punti d'oro sulle prime posizioni e tiene a distanza l'Udinese che vincendo a Cagliari si era portata a pari punti. Rinasce il Napoli nella ripresa, grazie al suo uomo squadra. A quel Lavezzi che forse oggi più di ieri può recriminare su quello sputo di Roma. Può rammarcicarsi per aver lasciato la squadra da sola nel momento più difficile. "Mi è dispiaciuto non esserci in quei momenti - dice a fine gara - ma l'importante è aver ritrovato la vittoria e continuare a lottare per traguardi importanti". E' tornato l'argentino e poco male se quella al Tardini non è la serata in cui il matador sia particolarmente ispirato. Va bene se a far gol ci pensano lui, Hamsik e anche Maggio.
L'importante era risollevarsi dopo il ko col Milan a San Siro e il pareggio casalingo contro il Brescia. Il Napoli gioca il secondo tempo con assoluta padronanza, forte anche dell'espulsione di Galloppa per fallo su Hamsik. Per Morganti è rosso diretto, per i dirigenti del Parma è occasione per sparare a zero contro gli arbitri. Ma al di là dell'inferiorità numerica, il Napoli riesce a mandare in bambola i padroni di casa, non pronti evidentemente ad una rimonta lampo. Non capaci di tenere alta la testa per tutti e novanta minuti. C'è l'occasione per una goleada, ma Zuniga non calibra bene l'assist per Cavani tutto solo e poi si fa intercettare un tiro forte da Mirante. Il Napoli lascia il Tardini vittorioso e, questa volta, non ci sarà nessuna polemica con la direzione di Morganti. La legge della compensazione nel campionato italiano ha la sua valenza.