Calcio
Calcio, Parma, Donadoni: "Situazione paradossale"
08.03.2015 18:52 di Napoli Magazine
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L’allenatore del Parma Roberto Donadoni ha parlato ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Parma-Atalanta.



Che sensazioni hai vissuto oggi? 



È chiaro che è un po’ un effetto strano, però noi lavoriamo per andare in campo la domenica, non per stare lì a grattarci la pancia, anche perché comunque ci si allena sempre, anche nelle settimane in cui non abbiamo giocato, poi il sabato ci si è allenati, la domenica pure, quindi non è che si va in vacanza. È veramente una situazione che ha molto del paradossale, però bisogna imparare a convincerci, sperando, così come siamo convinti, che le cose possano e debbano migliorare, perché il motivo per cui oggi abbiamo deciso di andare in campo è perché siamo convinti che le parole che ci hanno detto, che ci ha detto il Presidente, Tavecchio, poi avranno un seguito positivo. Siamo fiduciosi di questo e cercheremo di lottare ancora fino in fondo per questo.



Dal punto di vista del risultato finale, va sottolineato il discorso mentale: dignità e rispetto.



Questi sono tutti discorsi veri, però è chiaro che poi, come ho detto in settimana, i giocatori sono prima di tutto degli esseri umani, come tutti quanti, quindi con delle sensazioni, con delle speranze, con delle aspettative, non sono delle macchine, dei robot che poi improvvisamente riaccendono l’interruttore e tutto riparte come prima, dimenticandosi quello che è accaduto in tutti questi mesi. Quindi, sotto il profilo mentale, è chiaramente uno sforzo importante, però ci hanno provato. Direi che la partita è stata giocata con grande volontà e forse si meritava anche qualcosa in più sul campo. Insomma, direi che è già un buon inizio e questo è fondamentale per il proseguo. Ora vedremo gli accadimenti della settimana.



Cosa ti lascia un’esperienza del genere, visto anche i rapporti che hai avuto con Federazione e Lega?



Non posso dire ancora cosa mi lascia perché vorrei che fosse tutto finito, ma purtroppo non è ancora finito nulla, quindi siamo ancora nel bel mezzo di tutto quanto. È chiaro che, come per i calciatori in primis, per il sottoscritto, così come per tutti i miei collaboratori, per lo staff medico, per tutti i nostri collaboratori all’interno dello spogliatoio, è veramente massacrante, perché è cercare di tirare fuori una goccia di sangue ogni volta da chi sangue ne ha poco, ne ha già versato molto, però non mi è mai piaciuto piangermi addosso e credo che questa sia comunque una situazione che non avrei mai voluto vivere, ma che comunque ci darà anche qualcosa di positivo, e bisogna essere bravi a tirar fuori sempre qualcosa di positivo in tutte le situazioni, augurandoci, come ho detto prima, che ognuno di noi, di coloro che hanno responsabilità, capiscano e cerchino veramente di fare qualcosa di positivo perché questo non deve più accadere, non solo in Serie A, ma né in Serie B, né in Serie C. Ci vogliono delle regole che vadano rispettate, noi in Italia forse siamo tutti bravi a cercare sempre le scappatoie o a metterci le classiche toppe nelle situazioni, ma non bastano più le toppe. Forse magari sui jeans sono di moda, ma per altre cose non sono più di moda ed è bene che si venga a capo di tutto.



Di chi vi fidate adesso?



Io qualche mese fa ho detto: ragazzi, noi dobbiamo ragionare in un modo, che è quello di sentirci noi proprietari di questa società, tutto il resto non dipenderà da noi. O meglio, fino a poco tempo fa non dipendeva da noi, adesso qualche cosa in più forse. Abbiamo questa responsabilità di fronte a tanta gente, che non è solo la gente di Parma, ma la gente che ama il calcio, che ama lo sport, perché io sento, e forse anche io qualche volta l’ho fatto, troppi che si riempiono la bocca con belle frasi, belle parole di circostanza, poi dopo, presi uno per uno, si fa poco, si fa troppo poco, si fa poco per le nuove generazioni, per i ragazzi che devono crescere, che devono avere degli esempi differenti da quelli che si hanno oggi.



Ci sono ancora contatti e promesse di Manenti?



Credetemi, io a volte so più da voi che da altri e questo per certi versi mi fa anche rabbia, però a me interessano poco le parole, adesso siamo al dunque, ci sono pochi giorni di mezzo e in questi giorni si dovrà decidere il futuro di tanta gente. Quindi, quando poi questo termine sarà scaduto, dirò o faremo tutte le considerazioni del caso. Adesso mettere in prigione chi ancora è stato magari solo accusato, ma non è stata provata nessuna colpevolezza, credo sia sbagliato, sbagliato per tutti quanti. È importante che se non lo facciamo nemmeno noi che siamo i diretti interessati, non lo facciano nemmeno coloro che gravitano intorno al nostro mondo.



Come rispondi a Lugaresi che è stato critico anche nei vostri confronti?



L’errore è sempre questo, che spesso e volentieri noi ci troviamo a dover rispondere a qualcosa che qualcun altro dice. Se uno dice qualcosa è giusto che ne risponda. Io non ho bisogno di rispondere a nessuno, o meglio se ho da dire qualcosa al Presidente del Cesena mi faccio dare dalla nostra addetta stampa, che è qui presente, il numero di telefono, lo chiamo e dico quello che penso. Non voglio passare attraverso i media e creare ancora più confusione di quella che c’è, perché non mi interessa. Chi sta fuori non conosce, non sa cosa abbiamo vissuto. Dire le cose è semplice. Io potrei dire tante cose su altre persone, ma se io non vivo una realtà, una situazione, perché devo permettermi di…? Allora, lui faccia il Presidente, io faccio l’allenatore, c’è chi deve fare il giocatore e basta. Io non gli ho chiesto nulla e non pretendo nessuna risposta da lui e non voglio dare nessuna risposta a lui che probabilmente si è sentito nel diritto di dire qualcosa, che non voglio commentare, non mi interessa proprio.



Dopo due settimane di rinvii il Parma è tornato a giocare bloccando sullo 0-0 l'Atalanta: "E' una situazione paradossale - ha commentato il tecnico Donadoni -, ma dobbiamo imparare a conviverci. I ragazzi però non sono robot. Abbiamo provato a vincere, ma adesso vedremo cosa accadrà questa settimana". Le disavventure fuori dal campo però logorano: "Non è ancora finita. Questa situazione è massacrante, ma diamo fiducia alle parole di Tavecchio". Il Parma ha giocato, ha mosso la classifica, ma sul futuro resta un punto di domanda enorme. "Ho detto ai ragazzi di sentirci proprietari del club - ha continuato Donadoni -. Abbiamo tante responsabilità davanti alle persone di Parma, ma anche a tutti gli amanti del calcio ma tutto questo non è ancora finito. Per i calciatori, per me e i dipendenti è massacrante ma dobbiamo imparare a convivere con questa situazione paradossale. Manenti? Le parole mi interessano poco, faremo le considerazioni del caso ma dovremo tirare fuori qualcosa di positivo da noi stessi". La risposta a Lugaresi del Cesena, invece, non arriva: "Chi sta fuori non sa cosa abbiamo vissuto. Se avrò qualcosa da dirgli, gli telefonerò".


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Calcio, Parma, Donadoni: "Situazione paradossale"

di Napoli Magazine

08/03/2015 - 18:52

L’allenatore del Parma Roberto Donadoni ha parlato ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Parma-Atalanta.



Che sensazioni hai vissuto oggi? 



È chiaro che è un po’ un effetto strano, però noi lavoriamo per andare in campo la domenica, non per stare lì a grattarci la pancia, anche perché comunque ci si allena sempre, anche nelle settimane in cui non abbiamo giocato, poi il sabato ci si è allenati, la domenica pure, quindi non è che si va in vacanza. È veramente una situazione che ha molto del paradossale, però bisogna imparare a convincerci, sperando, così come siamo convinti, che le cose possano e debbano migliorare, perché il motivo per cui oggi abbiamo deciso di andare in campo è perché siamo convinti che le parole che ci hanno detto, che ci ha detto il Presidente, Tavecchio, poi avranno un seguito positivo. Siamo fiduciosi di questo e cercheremo di lottare ancora fino in fondo per questo.



Dal punto di vista del risultato finale, va sottolineato il discorso mentale: dignità e rispetto.



Questi sono tutti discorsi veri, però è chiaro che poi, come ho detto in settimana, i giocatori sono prima di tutto degli esseri umani, come tutti quanti, quindi con delle sensazioni, con delle speranze, con delle aspettative, non sono delle macchine, dei robot che poi improvvisamente riaccendono l’interruttore e tutto riparte come prima, dimenticandosi quello che è accaduto in tutti questi mesi. Quindi, sotto il profilo mentale, è chiaramente uno sforzo importante, però ci hanno provato. Direi che la partita è stata giocata con grande volontà e forse si meritava anche qualcosa in più sul campo. Insomma, direi che è già un buon inizio e questo è fondamentale per il proseguo. Ora vedremo gli accadimenti della settimana.



Cosa ti lascia un’esperienza del genere, visto anche i rapporti che hai avuto con Federazione e Lega?



Non posso dire ancora cosa mi lascia perché vorrei che fosse tutto finito, ma purtroppo non è ancora finito nulla, quindi siamo ancora nel bel mezzo di tutto quanto. È chiaro che, come per i calciatori in primis, per il sottoscritto, così come per tutti i miei collaboratori, per lo staff medico, per tutti i nostri collaboratori all’interno dello spogliatoio, è veramente massacrante, perché è cercare di tirare fuori una goccia di sangue ogni volta da chi sangue ne ha poco, ne ha già versato molto, però non mi è mai piaciuto piangermi addosso e credo che questa sia comunque una situazione che non avrei mai voluto vivere, ma che comunque ci darà anche qualcosa di positivo, e bisogna essere bravi a tirar fuori sempre qualcosa di positivo in tutte le situazioni, augurandoci, come ho detto prima, che ognuno di noi, di coloro che hanno responsabilità, capiscano e cerchino veramente di fare qualcosa di positivo perché questo non deve più accadere, non solo in Serie A, ma né in Serie B, né in Serie C. Ci vogliono delle regole che vadano rispettate, noi in Italia forse siamo tutti bravi a cercare sempre le scappatoie o a metterci le classiche toppe nelle situazioni, ma non bastano più le toppe. Forse magari sui jeans sono di moda, ma per altre cose non sono più di moda ed è bene che si venga a capo di tutto.



Di chi vi fidate adesso?



Io qualche mese fa ho detto: ragazzi, noi dobbiamo ragionare in un modo, che è quello di sentirci noi proprietari di questa società, tutto il resto non dipenderà da noi. O meglio, fino a poco tempo fa non dipendeva da noi, adesso qualche cosa in più forse. Abbiamo questa responsabilità di fronte a tanta gente, che non è solo la gente di Parma, ma la gente che ama il calcio, che ama lo sport, perché io sento, e forse anche io qualche volta l’ho fatto, troppi che si riempiono la bocca con belle frasi, belle parole di circostanza, poi dopo, presi uno per uno, si fa poco, si fa troppo poco, si fa poco per le nuove generazioni, per i ragazzi che devono crescere, che devono avere degli esempi differenti da quelli che si hanno oggi.



Ci sono ancora contatti e promesse di Manenti?



Credetemi, io a volte so più da voi che da altri e questo per certi versi mi fa anche rabbia, però a me interessano poco le parole, adesso siamo al dunque, ci sono pochi giorni di mezzo e in questi giorni si dovrà decidere il futuro di tanta gente. Quindi, quando poi questo termine sarà scaduto, dirò o faremo tutte le considerazioni del caso. Adesso mettere in prigione chi ancora è stato magari solo accusato, ma non è stata provata nessuna colpevolezza, credo sia sbagliato, sbagliato per tutti quanti. È importante che se non lo facciamo nemmeno noi che siamo i diretti interessati, non lo facciano nemmeno coloro che gravitano intorno al nostro mondo.



Come rispondi a Lugaresi che è stato critico anche nei vostri confronti?



L’errore è sempre questo, che spesso e volentieri noi ci troviamo a dover rispondere a qualcosa che qualcun altro dice. Se uno dice qualcosa è giusto che ne risponda. Io non ho bisogno di rispondere a nessuno, o meglio se ho da dire qualcosa al Presidente del Cesena mi faccio dare dalla nostra addetta stampa, che è qui presente, il numero di telefono, lo chiamo e dico quello che penso. Non voglio passare attraverso i media e creare ancora più confusione di quella che c’è, perché non mi interessa. Chi sta fuori non conosce, non sa cosa abbiamo vissuto. Dire le cose è semplice. Io potrei dire tante cose su altre persone, ma se io non vivo una realtà, una situazione, perché devo permettermi di…? Allora, lui faccia il Presidente, io faccio l’allenatore, c’è chi deve fare il giocatore e basta. Io non gli ho chiesto nulla e non pretendo nessuna risposta da lui e non voglio dare nessuna risposta a lui che probabilmente si è sentito nel diritto di dire qualcosa, che non voglio commentare, non mi interessa proprio.



Dopo due settimane di rinvii il Parma è tornato a giocare bloccando sullo 0-0 l'Atalanta: "E' una situazione paradossale - ha commentato il tecnico Donadoni -, ma dobbiamo imparare a conviverci. I ragazzi però non sono robot. Abbiamo provato a vincere, ma adesso vedremo cosa accadrà questa settimana". Le disavventure fuori dal campo però logorano: "Non è ancora finita. Questa situazione è massacrante, ma diamo fiducia alle parole di Tavecchio". Il Parma ha giocato, ha mosso la classifica, ma sul futuro resta un punto di domanda enorme. "Ho detto ai ragazzi di sentirci proprietari del club - ha continuato Donadoni -. Abbiamo tante responsabilità davanti alle persone di Parma, ma anche a tutti gli amanti del calcio ma tutto questo non è ancora finito. Per i calciatori, per me e i dipendenti è massacrante ma dobbiamo imparare a convivere con questa situazione paradossale. Manenti? Le parole mi interessano poco, faremo le considerazioni del caso ma dovremo tirare fuori qualcosa di positivo da noi stessi". La risposta a Lugaresi del Cesena, invece, non arriva: "Chi sta fuori non sa cosa abbiamo vissuto. Se avrò qualcosa da dirgli, gli telefonerò".