Calcio
Calcio, Parma: Ghirardi al veleno contro il Napoli
06.04.2012 04:47 di Napoli Magazine Fonte: Il Mattino
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Pallone e business, rancori e retrocessioni. E quella storia delle Genoveffe... Parma e Napoli non è mai una partita come le altre. Non lo è mai stata. Anche ieri è andata così. Lo sfogo di Tommaso Ghirardi, presidente dei ducali, prende spunto dalla parole pronunciate da De Laurentiis pochi giorni fa. Ed è un affondo duro: «Complimenti al mio amico Aurelio, ce l'ha fatta: se prima le Genoveffe erano tre, ora sono diventate quattro - è la frecciata ironica - Adesso noi ci facciamo una A2 di sedici Cenerentole, io mi tengo questa classifica del cavolo e loro si fanno una A1 con quattro Genoveffe», che di Cenerentola era la sorellastra. Poi lo sfogo continua: «Questo sistema porta le persone serie ad allontanarsi dal calcio. Devo cambiare hobby, questo non va più bene». Il Parma urla per il fuorigioco di Hamsik nel gol del pari e per l'espulsione di Galloppa. Due errori che per Ghirardi consegnano il Napoli tra le grandi. Povero Parma, costretto ora a lottare per non retrocedere in B e messo nei guai ancora una volta dal vecchio club che tante volte ha salvato dal naufragio. C'era un alone fiabesco nelle imprese del Parma degli anni '90. E un asse speciale tra il suo padre-padrone Calisto Tanzi e l'ingegnere Ferlaino. Il club azzurro era assediato dai debiti mentre in Emilia brindavano a due coppe Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa, due secondi posti in campionato e tre Coppe Italia. Il signor Parmalat finì poi in carcere nel 2004, schiacciato da uno dei crac finanziari più gravi della storia italiana. Ma tra le due società , per sette anni, dal 1993 al 2000, hanno viaggiato una cinquantina di miliardi delle vecchie lire. Tra giocatori e sponsorizzazioni. Ventitrè calciatori si scambiarono la maglia. Il ventiquatresimo doveva essere Filippo Inzaghi. Affare fatto ma Boskov sentenziò: «Uno come lui non mi serve». Tutte operazione che servirono, dicono i bilanci dell'epoca, a scongiurare il fallimento del Napoli. Per almeno due volte: nel '93 quando Tanzi pagò a peso d'oro Gianfranco Zola e Massimo Crippa, e tre anni dopo quando il cavaliere prese Fabio Cannavaro. Con l'addio dell'ingegnere i rapporti tra i due club si sono incrinati: prima una lite sull'argentino Husain (che il Napoli riscattò alle buste pensando che fosse invece il Parma a farlo), poi per le accuse di combine di Corbelli per un presunta sconfitta «a tavolino» del Parma a Verona. Con il ritorno in serie A del Napoli le sfide del Tardini sono state sempre all'insegna del rancore. come quella di ieri. Nell'aprile del 2008 lo stadio del Parma si trasforma in un ring: Domizzi e Bogliacino ribaltano il vantaggio iniziale di Budan, il Napoli vinse e condannò praticamente alla B il Parma. Vendetta è servita, pensò qualcuno. Nervosismo e gioco duro: l'arbitro mandò negli spogliatoi 4 giocatori più il tecnico Reja. Gli azzurri vinsero in 10 contro 8.
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Calcio, Parma: Ghirardi al veleno contro il Napoli

di Napoli Magazine

06/04/2012 - 04:47

Pallone e business, rancori e retrocessioni. E quella storia delle Genoveffe... Parma e Napoli non è mai una partita come le altre. Non lo è mai stata. Anche ieri è andata così. Lo sfogo di Tommaso Ghirardi, presidente dei ducali, prende spunto dalla parole pronunciate da De Laurentiis pochi giorni fa. Ed è un affondo duro: «Complimenti al mio amico Aurelio, ce l'ha fatta: se prima le Genoveffe erano tre, ora sono diventate quattro - è la frecciata ironica - Adesso noi ci facciamo una A2 di sedici Cenerentole, io mi tengo questa classifica del cavolo e loro si fanno una A1 con quattro Genoveffe», che di Cenerentola era la sorellastra. Poi lo sfogo continua: «Questo sistema porta le persone serie ad allontanarsi dal calcio. Devo cambiare hobby, questo non va più bene». Il Parma urla per il fuorigioco di Hamsik nel gol del pari e per l'espulsione di Galloppa. Due errori che per Ghirardi consegnano il Napoli tra le grandi. Povero Parma, costretto ora a lottare per non retrocedere in B e messo nei guai ancora una volta dal vecchio club che tante volte ha salvato dal naufragio. C'era un alone fiabesco nelle imprese del Parma degli anni '90. E un asse speciale tra il suo padre-padrone Calisto Tanzi e l'ingegnere Ferlaino. Il club azzurro era assediato dai debiti mentre in Emilia brindavano a due coppe Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa, due secondi posti in campionato e tre Coppe Italia. Il signor Parmalat finì poi in carcere nel 2004, schiacciato da uno dei crac finanziari più gravi della storia italiana. Ma tra le due società , per sette anni, dal 1993 al 2000, hanno viaggiato una cinquantina di miliardi delle vecchie lire. Tra giocatori e sponsorizzazioni. Ventitrè calciatori si scambiarono la maglia. Il ventiquatresimo doveva essere Filippo Inzaghi. Affare fatto ma Boskov sentenziò: «Uno come lui non mi serve». Tutte operazione che servirono, dicono i bilanci dell'epoca, a scongiurare il fallimento del Napoli. Per almeno due volte: nel '93 quando Tanzi pagò a peso d'oro Gianfranco Zola e Massimo Crippa, e tre anni dopo quando il cavaliere prese Fabio Cannavaro. Con l'addio dell'ingegnere i rapporti tra i due club si sono incrinati: prima una lite sull'argentino Husain (che il Napoli riscattò alle buste pensando che fosse invece il Parma a farlo), poi per le accuse di combine di Corbelli per un presunta sconfitta «a tavolino» del Parma a Verona. Con il ritorno in serie A del Napoli le sfide del Tardini sono state sempre all'insegna del rancore. come quella di ieri. Nell'aprile del 2008 lo stadio del Parma si trasforma in un ring: Domizzi e Bogliacino ribaltano il vantaggio iniziale di Budan, il Napoli vinse e condannò praticamente alla B il Parma. Vendetta è servita, pensò qualcuno. Nervosismo e gioco duro: l'arbitro mandò negli spogliatoi 4 giocatori più il tecnico Reja. Gli azzurri vinsero in 10 contro 8.
Fonte: Il Mattino