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Calcio, Pasquale: "Velazquez sta dando la sua impronta, Zaza con Belotti? Sì, per domenica il cuore dice..."
13.09.2018 16:40 di Napoli Magazine Fonte: Europacalcio.it

Per i tifosi dell’Udinese, resterà per sempre “l’uomo di Anfield”. Giovanni Pasquale nel 2012  con un bellissimo gol regalò una delle più grandi imprese europee al calcio friulano, permettendo ai bianconeri di espugnare l’Anfield Road, fortino dei Redsdove negli anni precedenti erano cadute Roma, Juventus, Inter e Napoli. Quello dell’esterno piemontese è un gol storico anche per un altro motivo: grazie alla sua marcatura, quella resta l’ultima vittoria di una squadra italiana a Liverpool. La Roma nella scorsa Champions non è riuscita ad imitare i connazionali, venendo demolita sotto i colpi della squadra diKlopp, mentre quest’anno sarà il turno del Napoli, impegnato in Champions proprio contro i vice campioni d’Europa, provare a togliere all’ex giocatore di Inter, Torino e Udinese questo record.

 

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva, a pochi giorni dal fischio d’inizio di Udinese-Torino, un doppio ex molto particolare come Pasquale, nato a Venaria – vicino Torino – e attualmente allenatore e giocatore proprio della squadra della sua città, ma come ha confessato ai nostri microfoni, ancora molto legato al club friulano.

 

L’Udinese a Firenze ha diviso tifo e opinione pubblica, per alcuni la prestazione è stata vista come un passo indietro, per altri come passo verso la maturità, lei da che parte sta?

“L’Udinese ha disputato un ottima partita. Chi osserva e valuta deve avere una visione completa e mettere in conto che la squadra di Velazquez di fronte ha trovato una Fiorentina che gira a tremila e gioca molto bene. La partita si è sbloccata solamente con con un eurogol di Benassi, ma l’Udinese in questo avvio di campionato sta giocando bene, proponendo le proprie idee e cercando di giocare convincendo chi osserva le partite.”

 

Velazquez, nome nuovo e giovane, cosa pensa dell’idea dell’Udinese di avergli affidato una panchina tanto ambita?

“L’Udinese come filosofia ha sempre avuto questi colpi, questi numeri. Ha sempre cercato giovani da lanciare non solo in campo. Dico la verità: non conoscevo Velazquez, ma dalle prime uscite si nota come stia cercando di dare un carattere distintivo al suo gioco, le sue idee sono ottime e lo si vede anche da come le trasmette e da come sta cercando di far girare la squadra.”

 

Venendo alle ultime stagioni: cosa sta mancando all’Udinese?

“L’Udinese ha sempre avuto la forza di scovare giovani che permettevano di  fare il salto di qualità, ma non solo. La  forza del Club è sempre stata avere un  gruppo solido dentro lo spogliatoio, all’ interno del quale crescere questi giovani pieni di talento, ma senza mettere fretta. Negli anni è mancata la capacità di organizzare nuovamente uno zoccolo duro, un gruppo di persone capace di prendersi le colpe, di responsabilizzarsi, un gruppo che cerca le soluzioni a tutti i problemi all’interno dello spogliatoio. Ora sono tutti ragazzi che vengono da lontano, da posti diversi con bagagli culturali differenti, soffrono il distacco dalle famiglie, ai nostri tempi la priorità era quella di creare delle vere e proprie famiglie all’interno dello spogliatoio e creare un gruppo responsabile e alla ricerca del risultato.”

 

Se sulla panchina dell’Udinese siede il più giovane, su quella del Torino uno dei più esperti allenatori della Serie A, Mazzarri. 

“Seguo il Torino da inizio campionato e devo dire che sta mostrando un ottimo calcio.  Deve continuare a fare in modo semplice quello che ha fatto fino adesso, perché davanti ha giocatori importanti. Se continua ad applicare  gli insegnamenti trasmessi dall’allenatore, può giocarsela con tutte.”

 

Lottare per l’Europa League?

“Se guardo l’organico, dico di sì, ma bisogna fare un passo alla volta, trovare l’assetto giusto e cercare di non perdere punti come con la Roma: un punto poteva conquistarlo senza quel gol nel finale. Bisogna limare questi aspetti e magari essere più cinici davanti.”

 

 Zaza e Belotti possono convivere o uno è alternativa dell’altro?

“Zaza può fare reparto da solo, Belotti ha caratteristiche differenti, può svariare attorno a lui, cercare la profondità e inserirsi negli spazi: per me possono benissimo giocare assieme.”

 

A proposito di attaccanti: dall’altra parte Lasagna non sta vivendo il suo momento migliore.

“Può capitare, siamo all’inizio. Magari le gambe non girano al meglio, i suoi gol li ha sempre fatti e si sbloccherà.”

 

Pronostico secco.

“Il cuore mi dice Udinese, ma vivo a Torino… quindi dico: i punti servono a entrambe, non mi sbilancio, vedo un pareggio.”

 

Capitolo Nazionale: problemi e soluzioni?

“Se la squadra gira, il giovane fa bene, se non gira lo bruci. Il problema del calcio italiano è che non si ha la pazienza di aspettare i giovani perché bisogna vincere subito e ottenere obiettivi importanti. L’idea di sviluppare le seconde squadre può essere una soluzione per far crescere i giovani talenti, però bisogna puntare di più sui settori giovanili: è lì che si formano i giocatori, è lì che crescono e possono arrivare in prima squadra già pronti. Qualche italiano in più in campo farebbe bene a tutto il movimento, non parlo di una singola squadra ma di tutta la Serie A, magari un’idea potrebbe essere quella di mettere un numero fisso di italiani in rosa, da poter lanciare e far crescere.”

 

Come giudica il fatto che Mancini contro il Portogallo abbia cambiato 9/11 rispetto alla prima uscita con la Polonia?

“Mancini ha fatto degli esperimenti per vedere su chi poter contare. Ha voluto provare giocatori nuovi per vedere cosa possono dare a questo ciclo, ha avuto buone notizie da qualcuno, meno buone da altri.”

 

Cosa si attende da questa Serie A?

“Mi attendo tanto da Cristiano Ronaldo, credo che possa portare al calcio italiano qualcosa in più e che possa insegnare qualcosa sotto l’aspetto umano e professionale. A livello di squadra mi aspetto una bella lotta per la champions e dietro una battaglia fino all’ultimo perché ci sono tante squadre di pari livello.”

 

Una considerazione sul suo incarico al Venaria:  che obiettivi si pone sia personali che come squadra?

“Io ho iniziato qui a Venaria con i ragazzini per capire come funzionava il mondo delle giovanili, mi sono trovato bene e poi sono arrivato in prima squadra dove faccio l’allenatore-giocatore, anche per quest’anno. Sto cercando di capire come funziona il mondo visto da questo lato e vedere se riesco a portare la mia esperienza a questi ragazzi: per il momento ci sto riuscendo e mi piace, poi per il  futuro vedremo.”

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