FIRENZE - Una vittoria di qualità. La Fiorentina supera 1-0 il Cesena e con il secondo successo nelle ultime tre partite risale un po' in una classifica molto corta. Vittoria di qualità, perchè a risolvere la partita ci pensa Gilardino con un bellissimo gol. Dopo che MIhajlovic aveva perso Mutu per stiramento a fine primo tempo. L'ennesima tegola. Senza il Gila probabilmente il Cesena avrebbe portato via lo 0-0. Però Ficcadenti non ha molto da recriminare. Ha una discreta squadra, cui manca qualcosa davanti e che dovrà costruire la sua salvezza in casa e puntando a prenderne uno in meno degli avversari.
SCELTE — Il tecnico romagnolo non deroga dal suo consueto 4-3-3, stretto parente di un 4-5-1 in fase difensiva. Gli uomini che trasformano il modulo sono gli esterni Jimenez e Giaccherini. A centrocampo Schelotto fa rifiatare Appiah. Mihajlovic sceglie Cerci sulla fascia destra. Per il resto le alternative sono poche. D'Agostino, vero uomo-chiave in mediana dopo l'infortunio di Montolivo, non ha i 90' e parte dalla panchina.
POCA QUALITA' — Il Cesena è squadra che anche in trasferta sa difendersi bene. Più di una volta ha perso 1-0 incassando il gol-condanna nei minuti di recupero. Ficcadenti sa disporre bene la sua squadra, molto brava a raddoppiare e a non allungarsi mai troppo. Difficile fare gioco per una Fiorentina senza il cervello Montolivo, con Cerci che va a sprazzi e con un Vargas poco incisivo.
ALTRO INFORTUNIO — Ci si mette anche la sfortuna, che ha già penalizzato Mihajlovic più volte in questa stagione. Al 39' Mutu si tocca l'inguine. Deve uscire. Dentro Ljajic. Purtroppo infortuni muscolari dopo una lunga assenza sono da mettere in conto. Se sarà stiramento, come sembra da una prima diagnosi, Mutu potrebbe rivedersi solo nel 2011. In una squadra che ha già perso Frey, Montolivo e Jovetic.
POCA ROBA — Il primo tempo scorre senza troppi sussulti. Un paio di iniziative di Giaccherini, mai troppo preciso nelle conclusioni a rete. Il grande limite di questo esterno tra le novità più interessanti di questa stagione. Per i viola un colpo di testa di Gamberini, uno spreco di Cerci in avvio e poco altro. Giusto lo 0-0 del riposo.
SEMPRE GILA — La ripresa riparte con lo stesso copione. Ci vorrebbe una giocata per superare questo Cesena. Squadra non di fenomeni. Ma difficile da affrontare. E, viste le numerose defezioni, l'uomo della svolta non può che essere Gilardino. Che dopo una gara di sacrificio ma poco visibile addomestica il cross deviato dalla destra di Cerci, si gira da vero centravanti e di sinistro non dà scampo ad Antonioli. Un gran gol. Uno dei suoi.
CESENA PIATTO — I viola, agevolati dagli spazi che i romagnoli devono inevitabilmente concedere e anche dalla qualità di D'Agostino, entrato per Santana, sfiorano il raddoppio con Ljajic. Comotto sfiora il 2-0 di testa. Il Cesena? Niente di che. Ficcadenti è uno dei tecnici che meno si fidano della panchina. Più o meno giocano sempre gli stessi. E sono stanchi dopo tre partite in sette giorni. Inoltre Bogdani, unico vero terminale offensivo, non combina nulla tra Kroldrup e Gamberini. Niente fantasmi per Boruc dopo l'erroraccio dell'Olimpico. E la Fiorentina respira.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
FIRENZE - Una vittoria di qualità. La Fiorentina supera 1-0 il Cesena e con il secondo successo nelle ultime tre partite risale un po' in una classifica molto corta. Vittoria di qualità, perchè a risolvere la partita ci pensa Gilardino con un bellissimo gol. Dopo che MIhajlovic aveva perso Mutu per stiramento a fine primo tempo. L'ennesima tegola. Senza il Gila probabilmente il Cesena avrebbe portato via lo 0-0. Però Ficcadenti non ha molto da recriminare. Ha una discreta squadra, cui manca qualcosa davanti e che dovrà costruire la sua salvezza in casa e puntando a prenderne uno in meno degli avversari.
SCELTE — Il tecnico romagnolo non deroga dal suo consueto 4-3-3, stretto parente di un 4-5-1 in fase difensiva. Gli uomini che trasformano il modulo sono gli esterni Jimenez e Giaccherini. A centrocampo Schelotto fa rifiatare Appiah. Mihajlovic sceglie Cerci sulla fascia destra. Per il resto le alternative sono poche. D'Agostino, vero uomo-chiave in mediana dopo l'infortunio di Montolivo, non ha i 90' e parte dalla panchina.
POCA QUALITA' — Il Cesena è squadra che anche in trasferta sa difendersi bene. Più di una volta ha perso 1-0 incassando il gol-condanna nei minuti di recupero. Ficcadenti sa disporre bene la sua squadra, molto brava a raddoppiare e a non allungarsi mai troppo. Difficile fare gioco per una Fiorentina senza il cervello Montolivo, con Cerci che va a sprazzi e con un Vargas poco incisivo.
ALTRO INFORTUNIO — Ci si mette anche la sfortuna, che ha già penalizzato Mihajlovic più volte in questa stagione. Al 39' Mutu si tocca l'inguine. Deve uscire. Dentro Ljajic. Purtroppo infortuni muscolari dopo una lunga assenza sono da mettere in conto. Se sarà stiramento, come sembra da una prima diagnosi, Mutu potrebbe rivedersi solo nel 2011. In una squadra che ha già perso Frey, Montolivo e Jovetic.
POCA ROBA — Il primo tempo scorre senza troppi sussulti. Un paio di iniziative di Giaccherini, mai troppo preciso nelle conclusioni a rete. Il grande limite di questo esterno tra le novità più interessanti di questa stagione. Per i viola un colpo di testa di Gamberini, uno spreco di Cerci in avvio e poco altro. Giusto lo 0-0 del riposo.
SEMPRE GILA — La ripresa riparte con lo stesso copione. Ci vorrebbe una giocata per superare questo Cesena. Squadra non di fenomeni. Ma difficile da affrontare. E, viste le numerose defezioni, l'uomo della svolta non può che essere Gilardino. Che dopo una gara di sacrificio ma poco visibile addomestica il cross deviato dalla destra di Cerci, si gira da vero centravanti e di sinistro non dà scampo ad Antonioli. Un gran gol. Uno dei suoi.
CESENA PIATTO — I viola, agevolati dagli spazi che i romagnoli devono inevitabilmente concedere e anche dalla qualità di D'Agostino, entrato per Santana, sfiorano il raddoppio con Ljajic. Comotto sfiora il 2-0 di testa. Il Cesena? Niente di che. Ficcadenti è uno dei tecnici che meno si fidano della panchina. Più o meno giocano sempre gli stessi. E sono stanchi dopo tre partite in sette giorni. Inoltre Bogdani, unico vero terminale offensivo, non combina nulla tra Kroldrup e Gamberini. Niente fantasmi per Boruc dopo l'erroraccio dell'Olimpico. E la Fiorentina respira.