Avellino. Disorientati, delusi, amareggiati i tifosi dell’Us Avellino 1912. Con la certezza matematica che la squadra non parteciperà al prossimo campionato di Lega Pro, si aprono scenari al momento ancora poco definiti che lasciano spazio a dubbi, incertezze e che determinano una forte perplessità nella tifoseria, per di più al suo interno divisa. L’oggetto del contendere, infatti sembrerebbe quello di sostenere fino alla fine l’US Avellino 1912, cercando di strappare a Massimo Pugliese quanto meno l’iscrizione al campionato di serie D, oppure calvacare l’opportunità che le norme federali consentono, di ripartire dai Dilettanti con una società completamente nuova e, dunque priva di debiti. Questa situazione increspata, rappresenta una ulteriore difficoltà operativa per quelle realtà imprenditoriali che in quete ultime ore vogliono assumersi la responsabilità di rappresentare e continuare la tradizione calcistica del glorioso club. Dopo l’uscita di scena di Pasquale Casillo, oramai calatosi nell’avventura a Cava de’ Tirreni, restano in piedi sostanzialmente quattro candidature. La prima, rappresentata dal dottore commercialista avellinese Attilio Adinolfi che proprio in queste ore sta raccogliendo altre due adesioni alle due già certificate di imprenditori irpini per realizzare l’ambizioso progetto di riportare a breve tra i professionisti il nuovo Avellino. A questa srl (c’è già lo statuto e il capitale inziale: circa 2 milioni) si affiancano altre due iniziative. La seconda vede di nuovo in campo Antonio Sibilia, affezionato a quello che indipendentemente dal nome, vede come il «suo» giocattolo. Il commendatore sta lavorando attivamente, forte della collaborazione del suo staff di fiducia, sia sul versante amministrativo-burocratico che su quello sportivo. C’è poi anche la candidatura di Mario Nusco. L’ex patron del Nola che non ha mai reciso il cordone ombelicale col mondo del calcio è deciso a tornare in prima persona a gestire una società. E l’Avellino lo intriga non poco. Stesso effetto, paradossalmente, per Massimo Pugliese, che dopo aver affondato l’Us Avellino 1912 non iscrivendolo al campionato di Lega Pro, starebbe pensando di salvare il salvabile, sostenuto anche da una fetta di tifosi moderati e legati all’idea del sodalizo targato 1912, attivandosi per l’iscrizione del vecchio club nel CND. Ciò imporrebbe un costo ingente e quindi una valutazione attenta di quello che sarebbe l’impatto economico dell’intera operazione. A tutti, comunque, il Consiglio federale ha lanciato un assist importante, prorogando dall’iniziale 21 al successivo 27 luglio i termini per la presentazione della domanda di ammissione anche in sovrannumero (ex articolo 52, comma 9 delle Noif) al Campionato Nazionale Dilettanti.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
Avellino. Disorientati, delusi, amareggiati i tifosi dell’Us Avellino 1912. Con la certezza matematica che la squadra non parteciperà al prossimo campionato di Lega Pro, si aprono scenari al momento ancora poco definiti che lasciano spazio a dubbi, incertezze e che determinano una forte perplessità nella tifoseria, per di più al suo interno divisa. L’oggetto del contendere, infatti sembrerebbe quello di sostenere fino alla fine l’US Avellino 1912, cercando di strappare a Massimo Pugliese quanto meno l’iscrizione al campionato di serie D, oppure calvacare l’opportunità che le norme federali consentono, di ripartire dai Dilettanti con una società completamente nuova e, dunque priva di debiti. Questa situazione increspata, rappresenta una ulteriore difficoltà operativa per quelle realtà imprenditoriali che in quete ultime ore vogliono assumersi la responsabilità di rappresentare e continuare la tradizione calcistica del glorioso club. Dopo l’uscita di scena di Pasquale Casillo, oramai calatosi nell’avventura a Cava de’ Tirreni, restano in piedi sostanzialmente quattro candidature. La prima, rappresentata dal dottore commercialista avellinese Attilio Adinolfi che proprio in queste ore sta raccogliendo altre due adesioni alle due già certificate di imprenditori irpini per realizzare l’ambizioso progetto di riportare a breve tra i professionisti il nuovo Avellino. A questa srl (c’è già lo statuto e il capitale inziale: circa 2 milioni) si affiancano altre due iniziative. La seconda vede di nuovo in campo Antonio Sibilia, affezionato a quello che indipendentemente dal nome, vede come il «suo» giocattolo. Il commendatore sta lavorando attivamente, forte della collaborazione del suo staff di fiducia, sia sul versante amministrativo-burocratico che su quello sportivo. C’è poi anche la candidatura di Mario Nusco. L’ex patron del Nola che non ha mai reciso il cordone ombelicale col mondo del calcio è deciso a tornare in prima persona a gestire una società. E l’Avellino lo intriga non poco. Stesso effetto, paradossalmente, per Massimo Pugliese, che dopo aver affondato l’Us Avellino 1912 non iscrivendolo al campionato di Lega Pro, starebbe pensando di salvare il salvabile, sostenuto anche da una fetta di tifosi moderati e legati all’idea del sodalizo targato 1912, attivandosi per l’iscrizione del vecchio club nel CND. Ciò imporrebbe un costo ingente e quindi una valutazione attenta di quello che sarebbe l’impatto economico dell’intera operazione. A tutti, comunque, il Consiglio federale ha lanciato un assist importante, prorogando dall’iniziale 21 al successivo 27 luglio i termini per la presentazione della domanda di ammissione anche in sovrannumero (ex articolo 52, comma 9 delle Noif) al Campionato Nazionale Dilettanti.