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Calcio: Tar Lazio, incompetente sul ricorso del Parma
27.06.2014 14:50 di Napoli Magazine
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Il Tar del Lazio si è dichiarato incompetente a decidere sul ricorso con il quale il Parma contesta il no alla licenza Uefa per la stagione sportiva 2014-2015 a causa del ritardato pagamento Irpef per alcuni tesserati. Respinta dai giudici amministrativi anche la richiesta risarcitoria avanzata dalla società. Secondo i giudici la competenza è del Tas di Losanna, al quale il Parma ha già fatto ricorso. Ecco il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Parma: "Gli Avvocati Pierluigi Giammaria, Paolo Rodella e Federico Tedeschini comunicano che, in data odierna, il TAR del Lazio ha declinato la propria giurisdizione sulla controversia che oppone il Parma FC alla FIGC ed al CONI in ordine al mancato rilascio della licenza UEFA.

Il collegio difensivo comunica altresì che presenterà immediatamente appello al Consiglio di Stato, ritenendo che tale decisione sia perlomeno in contrasto con i principi e le regole dell'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo".


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Calcio: Tar Lazio, incompetente sul ricorso del Parma

di Napoli Magazine

27/06/2014 - 14:50

Il Tar del Lazio si è dichiarato incompetente a decidere sul ricorso con il quale il Parma contesta il no alla licenza Uefa per la stagione sportiva 2014-2015 a causa del ritardato pagamento Irpef per alcuni tesserati. Respinta dai giudici amministrativi anche la richiesta risarcitoria avanzata dalla società. Secondo i giudici la competenza è del Tas di Losanna, al quale il Parma ha già fatto ricorso. Ecco il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Parma: "Gli Avvocati Pierluigi Giammaria, Paolo Rodella e Federico Tedeschini comunicano che, in data odierna, il TAR del Lazio ha declinato la propria giurisdizione sulla controversia che oppone il Parma FC alla FIGC ed al CONI in ordine al mancato rilascio della licenza UEFA.

Il collegio difensivo comunica altresì che presenterà immediatamente appello al Consiglio di Stato, ritenendo che tale decisione sia perlomeno in contrasto con i principi e le regole dell'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo".