In occasione del sessantesimo compleanno di Zico, domenica Sportal.it ha raggiunto in esclusiva Attilio Tesser. L'allenatore veneto fu compagno della leggenda del calcio brasiliano nei suoi due anni di permanenza all'Udinese.
"Intanto voglio porgere i miei auguri più sinceri a Zico - ha dichiarato Tesser -. Giusto pochi giorni fa ho avuto l'occasione di incontrare un grande campione transitato dal Friuli in quegli anni, Ivica Surjak. Mi piacerebbe moltissimo rivedere anche Zico e Edinho".
I ricordi della convivenza in bianconero sono splendidi. "Sono stati due anni indimenticabili. Al di là delle doti tecniche del calciatore, su cui c'è poco da aggiungere - ha proseguito l'ex allenatore del Novara -, Zico era un vero e proprio campione per la sua umanità, per il suo modo di essere, sia sul campo che fuori. Ricordo che il suo atteggiamento era sempre perfetto, esemplare nei comportamenti, tanto con gli avversari quanto con i compagni. Anche se spesso noi non gli passavamo la palla".
L'ex terzino dei friulani ha poi confrontato la sua Udinese con quella dei giorni nostri. "Oggi quella bianconera è una realtà che grazie al grande lavoro di Pozzo si è affermata come solida e duratura anche grazie a diverse qualificazioni alle coppe europee. Trent'anni fa invece - ha ricordato - venivamo da stagioni difficili, grandi lotte per salvarci. L'Udinese era una piccola realtà, fu molto abile Franco Dal Cin ad acquistare giocatori del calibro di Causio, Virdis e dei campioni stranieri di cui parlavamo poc'anzi. Di fatto l'Udinese di dimensione continentale dei Pozzo è stata messa in moto nell'epoca di Dal Cin".
L'arrivo di Zico a Udine comunque non fu scontato, a causa di alcuni problemi estivi con il transfer dell'asso carioca. "I tifosi scrissero 'O Zico o Austria', ma la preoccupazione era dei nostri sostenitori, che vissero quella trattativa con un sentimento di autentico trasporto. Noi del gruppo, invece, eravamo tranquilli. Ci fidavamo della società ed eravamo certi che alla fine Zico sarebbe arrivato. E con il suo arrivo avrebbe regalato un grande apporto non solo a Udine, ma a tutto il calcio italiano. E così è stato", ha concluso Tesser.
di Napoli Magazine
03/03/2013 - 21:22
In occasione del sessantesimo compleanno di Zico, domenica Sportal.it ha raggiunto in esclusiva Attilio Tesser. L'allenatore veneto fu compagno della leggenda del calcio brasiliano nei suoi due anni di permanenza all'Udinese.
"Intanto voglio porgere i miei auguri più sinceri a Zico - ha dichiarato Tesser -. Giusto pochi giorni fa ho avuto l'occasione di incontrare un grande campione transitato dal Friuli in quegli anni, Ivica Surjak. Mi piacerebbe moltissimo rivedere anche Zico e Edinho".
I ricordi della convivenza in bianconero sono splendidi. "Sono stati due anni indimenticabili. Al di là delle doti tecniche del calciatore, su cui c'è poco da aggiungere - ha proseguito l'ex allenatore del Novara -, Zico era un vero e proprio campione per la sua umanità, per il suo modo di essere, sia sul campo che fuori. Ricordo che il suo atteggiamento era sempre perfetto, esemplare nei comportamenti, tanto con gli avversari quanto con i compagni. Anche se spesso noi non gli passavamo la palla".
L'ex terzino dei friulani ha poi confrontato la sua Udinese con quella dei giorni nostri. "Oggi quella bianconera è una realtà che grazie al grande lavoro di Pozzo si è affermata come solida e duratura anche grazie a diverse qualificazioni alle coppe europee. Trent'anni fa invece - ha ricordato - venivamo da stagioni difficili, grandi lotte per salvarci. L'Udinese era una piccola realtà, fu molto abile Franco Dal Cin ad acquistare giocatori del calibro di Causio, Virdis e dei campioni stranieri di cui parlavamo poc'anzi. Di fatto l'Udinese di dimensione continentale dei Pozzo è stata messa in moto nell'epoca di Dal Cin".
L'arrivo di Zico a Udine comunque non fu scontato, a causa di alcuni problemi estivi con il transfer dell'asso carioca. "I tifosi scrissero 'O Zico o Austria', ma la preoccupazione era dei nostri sostenitori, che vissero quella trattativa con un sentimento di autentico trasporto. Noi del gruppo, invece, eravamo tranquilli. Ci fidavamo della società ed eravamo certi che alla fine Zico sarebbe arrivato. E con il suo arrivo avrebbe regalato un grande apporto non solo a Udine, ma a tutto il calcio italiano. E così è stato", ha concluso Tesser.