Come riporta Il Corriere dello Sport, Gianluca Rocchi, presidente dell'AIA, ha tenuto una call con tutti gli arbitri al termine di una giornata molto difficile per il mondo arbitrale, viste le parole di un arbitro di Serie A a "Le Iene": "Il clima nel mondo arbitrale è quello della caccia alle streghe. Questo rischia di contagiare anche il gruppo della CAN, mosso da una sete di vendetta contro l’anonimo incappucciato che il designatore ha provato a smorzare: «Non molliamo un centimetro, io non mollo un centimetro, uno che sia uno da qui al 30 giugno. Non permetto a nessuno di infangare il lavoro nostro ma soprattutto non permetto a nessuno di infangare il lavoro vostro. Vi prego di guardare chi è accanto a voi come un fratello, anche se non lo è. Per me siete tutti innocenti, e se esiste il personaggio col cappuccio, verrà da me e dirà che ha fatto una cazzata. Possiamo andare avanti in un modo solo: mettiamo i coglioni tutti insieme. Andate in campo senza problemi, dritti e fate squadra. La nostra fiducia in voi è totale. Per fare una grande partita dovete essere in sei, non siete nessuno per giudicare». Molti erano delusi. Carbone, Mazzoleni e Orsato su tutti: «Chi dissente senza mostrare la faccia non può essere un uomo e dunque, non può essere un arbitro». La sostanza è che vorrebbero non arbitrare (o fare il VAR) più con questo o quello, perché la fiducia dopo quello che è successo è venuta meno".
di Napoli Magazine
25/01/2024 - 10:10
Come riporta Il Corriere dello Sport, Gianluca Rocchi, presidente dell'AIA, ha tenuto una call con tutti gli arbitri al termine di una giornata molto difficile per il mondo arbitrale, viste le parole di un arbitro di Serie A a "Le Iene": "Il clima nel mondo arbitrale è quello della caccia alle streghe. Questo rischia di contagiare anche il gruppo della CAN, mosso da una sete di vendetta contro l’anonimo incappucciato che il designatore ha provato a smorzare: «Non molliamo un centimetro, io non mollo un centimetro, uno che sia uno da qui al 30 giugno. Non permetto a nessuno di infangare il lavoro nostro ma soprattutto non permetto a nessuno di infangare il lavoro vostro. Vi prego di guardare chi è accanto a voi come un fratello, anche se non lo è. Per me siete tutti innocenti, e se esiste il personaggio col cappuccio, verrà da me e dirà che ha fatto una cazzata. Possiamo andare avanti in un modo solo: mettiamo i coglioni tutti insieme. Andate in campo senza problemi, dritti e fate squadra. La nostra fiducia in voi è totale. Per fare una grande partita dovete essere in sei, non siete nessuno per giudicare». Molti erano delusi. Carbone, Mazzoleni e Orsato su tutti: «Chi dissente senza mostrare la faccia non può essere un uomo e dunque, non può essere un arbitro». La sostanza è che vorrebbero non arbitrare (o fare il VAR) più con questo o quello, perché la fiducia dopo quello che è successo è venuta meno".