A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto Sergio Roncelli, presidente CONI Campania. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”: “Malagò ha sintetizzato il suo pensiero che è poi quello di molti. Sono stato per decenni presidente di Federazioni e i presidenti hanno compiti e doveri ben precisi per cui se accade qualcosa come è accaduto, è il primo responsabile. Per ripartire ci vogliono idee e politiche nuove. Occorre che il calcio capisca che bisogna uscire da certe logiche di danari e guadagni per puntare sul nostro settore, sui settori giovanili e sul calcio italiano. Ci sono troppi stranieri e pochi italiani che giocano per cui il calcio deve fare una scelta ben precisa come politica generale e ritornare ai grandi centri giovanili, puntare sui giovani e farli crescere per avere un futuro nel calcio italiano. La logica delle società non è parallela a quella della Nazionale e degli interessi dell’Italia. Occorre una politica forte che faccia ritornare nei giusti binari il mondo del calcio oppure nuove svolte e incentivi magari prevedendo altre competizioni che permettano di far crescere i nostri giovani. I nostri presidenti comprano sempre all’estero e mentre lì si continuano a curare i settori giovanili, in Italia li abbiamo abbandonati. Curare i settori giovanili significa investire”.
di Napoli Magazine
15/11/2017 - 13:56
A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto Sergio Roncelli, presidente CONI Campania. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”: “Malagò ha sintetizzato il suo pensiero che è poi quello di molti. Sono stato per decenni presidente di Federazioni e i presidenti hanno compiti e doveri ben precisi per cui se accade qualcosa come è accaduto, è il primo responsabile. Per ripartire ci vogliono idee e politiche nuove. Occorre che il calcio capisca che bisogna uscire da certe logiche di danari e guadagni per puntare sul nostro settore, sui settori giovanili e sul calcio italiano. Ci sono troppi stranieri e pochi italiani che giocano per cui il calcio deve fare una scelta ben precisa come politica generale e ritornare ai grandi centri giovanili, puntare sui giovani e farli crescere per avere un futuro nel calcio italiano. La logica delle società non è parallela a quella della Nazionale e degli interessi dell’Italia. Occorre una politica forte che faccia ritornare nei giusti binari il mondo del calcio oppure nuove svolte e incentivi magari prevedendo altre competizioni che permettano di far crescere i nostri giovani. I nostri presidenti comprano sempre all’estero e mentre lì si continuano a curare i settori giovanili, in Italia li abbiamo abbandonati. Curare i settori giovanili significa investire”.