In fondo è soprattutto una partita di fútbol. Così, almeno, ha provato a descriverla il ct dell'Argentina Lionel Scaloni, cercando di abbassare i toni nel pre-partita della semifinale con l'Inghilterra (mercoledì 15 luglio alle 21 ora italiana) - con la speranza di allontanare almeno dai suoi giocatori il peso di una sfida percepita come un appuntamento con la storia. Il nuovo capitolo della sfida con gli inglesi ha però spinto la Federazione argentina ad affidarsi alla superstizione: la Fifa ha accettato la richiesta di giocare con la maglia blu, come nei precedenti incontri mondiali vinti nel 1986, nel 1998 e a dire il vero anche nel 1966, quando a imporsi furono i Tre Leoni. La "camiseta azul" è però considerata un portafortuna nelle grandi occasioni e il richiamo alla 'Mano de Dios' è inevitabile.
di Napoli Magazine
13/07/2026 - 18:12
In fondo è soprattutto una partita di fútbol. Così, almeno, ha provato a descriverla il ct dell'Argentina Lionel Scaloni, cercando di abbassare i toni nel pre-partita della semifinale con l'Inghilterra (mercoledì 15 luglio alle 21 ora italiana) - con la speranza di allontanare almeno dai suoi giocatori il peso di una sfida percepita come un appuntamento con la storia. Il nuovo capitolo della sfida con gli inglesi ha però spinto la Federazione argentina ad affidarsi alla superstizione: la Fifa ha accettato la richiesta di giocare con la maglia blu, come nei precedenti incontri mondiali vinti nel 1986, nel 1998 e a dire il vero anche nel 1966, quando a imporsi furono i Tre Leoni. La "camiseta azul" è però considerata un portafortuna nelle grandi occasioni e il richiamo alla 'Mano de Dios' è inevitabile.