Alessio De Giuseppe, giornalista e bordocampista di DAZN, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: "McTominay parla tantissimo con i compagni in campo. Lo ha fatto anche nel riscaldamento insieme a Di Lorenzo quando è girata quella foto in cui è stato elogiato in tutto il mondo per il suo stile d’abbigliamento. All’estero si dice anche che il suo arrivo al Napoli lo abbia abbellito. Bisogna chiedersi dove sarebbe stato il Napoli se li avesse tutti a disposizione. Credo che confrontando le rose al completo di Conte e Chivu, il Napoli se la sarebbe giocata con l’Inter per lo scudetto. Quando si va al VAR, spesso capita che le due panchine si chiedono anche per cosa vanno a guardare le azioni. È una situazione preoccupante, perché tra gli arbitri c’è confusione. Tutti si arrabbiano per la disparità di trattamento, anche nelle proteste vengono nominati episodi del passato. De Bruyne? Persone a lui vicine mi hanno detto che sta meglio oggi, rispetto a quando è arrivato a Dimaro la scorsa estate. E il suo processo di reinserimento negli schemi e nelle ripetute è stato naturale. Tutti se lo aspettavano più macchinoso, invece non è stato così. In un’azione dove spazza il pallone col Torino alzando il flessore lì ho capito che stava veramente bene. Nel primo tempo Vergara provava a pressare e a fare ciò che chiedeva Conte, ma andava a un quarto della velocità. Conte quindi si è girato verso la panchina e diceva: 'Ma cos’è che ha?'. Appena è arrivata la fine del primo tempo, Vergara si è tolto le scarpe e si disperava dal dolore, quasi arrivando alle lacrime. Bernardeschi è in una condizione straordinaria, è una delle più belle storie di questo campionato considerando che è stato anche fermo dopo l’addio al Toronto. Inizialmente ha avuto qualche problema di adattamento tattico alla Serie A, considerando come giocava in MLS. Poi si è riadattato. La cosa che mi ha stupito Alisson Santos è la confidenza che subito ha instaurato con la squadra. Viene coinvolto tanto dai suoi compagni in campo. Anche Conte ha confermato che non è più timido come i primissimi giorni. Quest’anno la partita che più mi ha colpito del Napoli è stata la vittoria contro il Sassuolo. Il Napoli vinse praticamente stremato, c’era un senso di disperazione sportiva. Continuavano ad arrivare infortuni uno dopo l’altro, Stellini e gli altri si guardavano intorno e si chiedevano come fosse possibile. Quella è la prova della resilienza del gruppo Napoli. Mentre nella prima giornata, sempre contro il Sassuolo, mi ha sorpreso lo strapotere tecnico che mi fece pensare a una stagione diversa rispetto a come poi è andata. Le parole di Kvaratskhelia? Ho avuto modo di conoscerlo, più di una volta gli ho detto di aprirsi un po’ di più. Lui non è mai riuscito a vedere il centro di Napoli, ma non mostrava così tanto interesse nel farlo, nemmeno la notte. Detto questo, continua ad avere grande riconoscenza per ciò che ha fatto".
di Napoli Magazine
13/03/2026 - 23:09
Alessio De Giuseppe, giornalista e bordocampista di DAZN, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: "McTominay parla tantissimo con i compagni in campo. Lo ha fatto anche nel riscaldamento insieme a Di Lorenzo quando è girata quella foto in cui è stato elogiato in tutto il mondo per il suo stile d’abbigliamento. All’estero si dice anche che il suo arrivo al Napoli lo abbia abbellito. Bisogna chiedersi dove sarebbe stato il Napoli se li avesse tutti a disposizione. Credo che confrontando le rose al completo di Conte e Chivu, il Napoli se la sarebbe giocata con l’Inter per lo scudetto. Quando si va al VAR, spesso capita che le due panchine si chiedono anche per cosa vanno a guardare le azioni. È una situazione preoccupante, perché tra gli arbitri c’è confusione. Tutti si arrabbiano per la disparità di trattamento, anche nelle proteste vengono nominati episodi del passato. De Bruyne? Persone a lui vicine mi hanno detto che sta meglio oggi, rispetto a quando è arrivato a Dimaro la scorsa estate. E il suo processo di reinserimento negli schemi e nelle ripetute è stato naturale. Tutti se lo aspettavano più macchinoso, invece non è stato così. In un’azione dove spazza il pallone col Torino alzando il flessore lì ho capito che stava veramente bene. Nel primo tempo Vergara provava a pressare e a fare ciò che chiedeva Conte, ma andava a un quarto della velocità. Conte quindi si è girato verso la panchina e diceva: 'Ma cos’è che ha?'. Appena è arrivata la fine del primo tempo, Vergara si è tolto le scarpe e si disperava dal dolore, quasi arrivando alle lacrime. Bernardeschi è in una condizione straordinaria, è una delle più belle storie di questo campionato considerando che è stato anche fermo dopo l’addio al Toronto. Inizialmente ha avuto qualche problema di adattamento tattico alla Serie A, considerando come giocava in MLS. Poi si è riadattato. La cosa che mi ha stupito Alisson Santos è la confidenza che subito ha instaurato con la squadra. Viene coinvolto tanto dai suoi compagni in campo. Anche Conte ha confermato che non è più timido come i primissimi giorni. Quest’anno la partita che più mi ha colpito del Napoli è stata la vittoria contro il Sassuolo. Il Napoli vinse praticamente stremato, c’era un senso di disperazione sportiva. Continuavano ad arrivare infortuni uno dopo l’altro, Stellini e gli altri si guardavano intorno e si chiedevano come fosse possibile. Quella è la prova della resilienza del gruppo Napoli. Mentre nella prima giornata, sempre contro il Sassuolo, mi ha sorpreso lo strapotere tecnico che mi fece pensare a una stagione diversa rispetto a come poi è andata. Le parole di Kvaratskhelia? Ho avuto modo di conoscerlo, più di una volta gli ho detto di aprirsi un po’ di più. Lui non è mai riuscito a vedere il centro di Napoli, ma non mostrava così tanto interesse nel farlo, nemmeno la notte. Detto questo, continua ad avere grande riconoscenza per ciò che ha fatto".