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CALCIO
FIFA - Insulti omofobi ai portieri avversari, i tifosi messicani rischiano uno stop di 5 anni
18.01.2022 23:53 di Napoli Magazine

La Federcalcio messicana (Fmf) ha annunciato che i tifosi locali rischiano di essere banditi dagli stadi per cinque anni in base a nuove regole volte a reprimere un insulto anti-gay spesso ascoltato negli stadi di tutto il paese. Con una nota diffusa oggi, l'ente calcistico messicano ha ribadito il proprio approccio di tolleranza zero nei confronti del linguaggio "offensivo o discriminatorio" all'interno degli stadi di calcio del Paese. Il Messico e' stato ripetutamente sanzionato nel corso degli anni (15 volte dal 2015) dalla Fifa a causa dei tifosi che urlavano insulti omofobi ai portieri. La stessa Fifa ha sanzionato il Messico punendolo con due partite casalinghe a porte chiuse dopo che il coro che dava dell'omosessuale ai portieri avversari, nel momento in cui rinviano, era stato ascoltato nelle partite delle eliminatorie mondiali contro la Repubblica Dominicana e gli Stati Uniti. Il canto in questione - "puto" - significa prostituto maschile, ma nello spagnolo parlato in Messico si traduce approssimativamente come "fro..." ed e' ampiamente usato per insultare la mascolinita' di qualcuno. I tifosi messicani (ma non solo loro, accade anche in vari stadi italiani) usano abitualmente questa parola mentre i portieri si accingono a battere il calcio di rinvio. In base alle nuove misure varate oggi, il presidente della Federcalcio messicana Yon de Luisa ha affermato che gli sforzi per sradicare il coro comporteranno un maggiore numero di steward e guardie addestrate per identificare e espellere dagli stadi le persone sorprese a fare questi canti. Per meglio identificarli verra' anche utilizzato il sistema della registrazione online del biglietto. Chiunque venga sorpreso a fare insulti omofobi ai portieri sara' bandito dagli stadi del Messico per cinque anni. "Con queste misure, aggiunte agli sforzi precedenti, che continueremo a portare avanti, cerchiamo di porre fine agli atti discriminatori, di smettere di colpire la nostra nazionale e di punire i responsabili e non la maggior parte dei nostri tifosi - ha detto de Luisa -. Non possiamo tollerare atti discriminatori, non possiamo giocare in stadi vuoti, non possiamo mettere le autorita' calcistiche a rischio di portare via punti o di compromettere le nostre prestazioni sportive".

 

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