Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria contro gli Hearts: "Credo che il nostro problema da iniziò stagione siano i gol. Soprattutto oggi ero curioso di vedere la reazione dei ragazzi. Oggi è andato tutto bene, ma non esistono partite facili. Bravi noi a farla diventare molto più semplice di come poteva essere. Serve continuare a credere in ciò che si fa. Oggi i ragazzi lo hanno riproposto dopo tre giorni difficili, questo vuol dire che hanno orgoglio. Rigore battuto da Nico Gonzalez? Continuiamo a non essere lucidi dal dischetto, lui è il rigorista designato. Quando lui è in campo deve tornare questa gerarchia. Iniziamo a dargli minuti e fiducia, ha caratteristiche diverse dagli altri. Impegni ravvicinati? C’è troppo poco tempo per preparare le partite. Giocando dopo due-tre giorni c’è difficoltà ad arrivare alla partita di campionato. Ma così affronti squadre che vanno forte e ti danno filo da torcere. Un po’ ti toglie ma dall’altra parte ti dà tanto. Critiche? Fa male, non c’è memoria, non ci si ricorda di niente. Ci sono abituato, bisogna convivere con questo che fa parte del nostro mestiere. Dobbiamo cercare di ribaltare quei fischi”.
di Napoli Magazine
13/10/2022 - 21:15
Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria contro gli Hearts: "Credo che il nostro problema da iniziò stagione siano i gol. Soprattutto oggi ero curioso di vedere la reazione dei ragazzi. Oggi è andato tutto bene, ma non esistono partite facili. Bravi noi a farla diventare molto più semplice di come poteva essere. Serve continuare a credere in ciò che si fa. Oggi i ragazzi lo hanno riproposto dopo tre giorni difficili, questo vuol dire che hanno orgoglio. Rigore battuto da Nico Gonzalez? Continuiamo a non essere lucidi dal dischetto, lui è il rigorista designato. Quando lui è in campo deve tornare questa gerarchia. Iniziamo a dargli minuti e fiducia, ha caratteristiche diverse dagli altri. Impegni ravvicinati? C’è troppo poco tempo per preparare le partite. Giocando dopo due-tre giorni c’è difficoltà ad arrivare alla partita di campionato. Ma così affronti squadre che vanno forte e ti danno filo da torcere. Un po’ ti toglie ma dall’altra parte ti dà tanto. Critiche? Fa male, non c’è memoria, non ci si ricorda di niente. Ci sono abituato, bisogna convivere con questo che fa parte del nostro mestiere. Dobbiamo cercare di ribaltare quei fischi”.