A “4-4-2”, il programma trasmesso in live streaming sul sito www.sportmediaset.it tutti i giorni dal lunedì al venerdì, è intervenuto l’ex presidente della Fiorentina Niccolò Pontello. Pontello dichiara: “La decisione dei Della Valle di mettere in vendita la Fiorentina? Mi aspettavo che i Della Valle pensassero a una cessione ma non mi aspettavo un comunicato di questo tipo che complica un po’ tutto perché presti il fianco a ogni situazione negativa. Dal giocatore che non viene a Firenze perché le prospettive non sono chiare, a quelli sul mercato che vanno via a prezzi più bassi. Ma mi sembra di capire che è più una sorta di sfida a Firenze, all’imprenditoria fiorentina a subentrare a questa società: è un comunicato molto indirizzato alla città di Firenze. Fare calcio a Firenze non è semplice, così come ormai non lo è in tutta Italia. C’è bisogno di grandi capitali, poi Firenze è una città particolare perché è tutta votata all’amore verso la Fiorentina, a differenza di altre città in cui ci sono due squadre. Non dico che la città vive anche per la Fiorentina ma poco ci manca. E se non si entra in questa mentalità è difficile farsi amare dai tifosi, anche senza vittorie. Da che parte sto in questa sfida tra la proprietà e i tifosi? Io sto dalla parte del buon senso, se mi svesto dalle vesti di ex proprietario, con il cuore sto dalla parte dei tifosi. Però mi rendo conto che 15 anni alla guida del club Viola sono molti, è stato il periodo più lungo di una presidenza alla Fiorentina. Mercato ancora più bloccato? La politica della società era già chiara da un paio di anni e si basava sull’autofinanziamento: cedere per comprare. I Della Valle hanno lasciato nella bravura e nelle capacità dei dirigenti il mercato. Le intenzioni erano di costruire una squadra di prospettiva che diventasse competitiva nell’arco di due-tre anni, poi non so se è cambiato qualcosa. Credo che la decisione di cedere i pezzi migliori per puntare sui giovani fosse stata già presa da qualche tempo. Chi comprerà la Fiorentina? Credo che Firenze non ci sia nessuno pronto a rilevare la Fiorentina per qualsiasi cifra. Quando c’ero io trovammo Cecchi Gori dopo tre anni e dopo lunghe trattative. La situazione non è cambiata, bisogna orientarsi verso altre città o all’estero anche perché non è facile investire nel calcio in Italia”.
di Napoli Magazine
27/06/2017 - 16:00
A “4-4-2”, il programma trasmesso in live streaming sul sito www.sportmediaset.it tutti i giorni dal lunedì al venerdì, è intervenuto l’ex presidente della Fiorentina Niccolò Pontello. Pontello dichiara: “La decisione dei Della Valle di mettere in vendita la Fiorentina? Mi aspettavo che i Della Valle pensassero a una cessione ma non mi aspettavo un comunicato di questo tipo che complica un po’ tutto perché presti il fianco a ogni situazione negativa. Dal giocatore che non viene a Firenze perché le prospettive non sono chiare, a quelli sul mercato che vanno via a prezzi più bassi. Ma mi sembra di capire che è più una sorta di sfida a Firenze, all’imprenditoria fiorentina a subentrare a questa società: è un comunicato molto indirizzato alla città di Firenze. Fare calcio a Firenze non è semplice, così come ormai non lo è in tutta Italia. C’è bisogno di grandi capitali, poi Firenze è una città particolare perché è tutta votata all’amore verso la Fiorentina, a differenza di altre città in cui ci sono due squadre. Non dico che la città vive anche per la Fiorentina ma poco ci manca. E se non si entra in questa mentalità è difficile farsi amare dai tifosi, anche senza vittorie. Da che parte sto in questa sfida tra la proprietà e i tifosi? Io sto dalla parte del buon senso, se mi svesto dalle vesti di ex proprietario, con il cuore sto dalla parte dei tifosi. Però mi rendo conto che 15 anni alla guida del club Viola sono molti, è stato il periodo più lungo di una presidenza alla Fiorentina. Mercato ancora più bloccato? La politica della società era già chiara da un paio di anni e si basava sull’autofinanziamento: cedere per comprare. I Della Valle hanno lasciato nella bravura e nelle capacità dei dirigenti il mercato. Le intenzioni erano di costruire una squadra di prospettiva che diventasse competitiva nell’arco di due-tre anni, poi non so se è cambiato qualcosa. Credo che la decisione di cedere i pezzi migliori per puntare sui giovani fosse stata già presa da qualche tempo. Chi comprerà la Fiorentina? Credo che Firenze non ci sia nessuno pronto a rilevare la Fiorentina per qualsiasi cifra. Quando c’ero io trovammo Cecchi Gori dopo tre anni e dopo lunghe trattative. La situazione non è cambiata, bisogna orientarsi verso altre città o all’estero anche perché non è facile investire nel calcio in Italia”.