Nel corso del programma “Serie A Live” in onda su Premium Sport, l’allenatore della Fiorentina Paulo Sousa dichiara: “Ci siamo sempre sentiti intrusi nella lotta per la Champions, ma è anche vero che in passato abbiamo fatto meglio di oggi: stiamo passando un momento delicato, che è cominciato con la sconfitta contro al Roma. Oggi non siamo stati vicini alle nostre abituali qualità di gioco: abbiamo pagato con due punti questo deficit. Forse ci manca anche un pizzico di fortuna, ma la cosa sicura è che dobbiamo lavorare per tornare noi stessi. Come allenatore devo sicuramente pensare al risultato, che da la dimensione del nostro lavoro, ma devo anche pensare a migliorare i giocatori, a farli integrare per aumentare il valore della squadra e del singolo: per questo oggi ho fatto delle scelte, lasciando fuori inizialmente Kalinic, ad esempio. Oggi pensavo di vincere schierando Babacar e Zarate. Possiamo dare più velocità al nostro gioco, le poche volte che lo abbiamo fatto il nostro avversario è andato in difficoltà. Problemi di testa? È un insieme di fattori: a volte, avere in campo determinati giocatori, ci allontana un filo dai nostri principi di gioco. Ma lo sappiamo e dobbiamo comportarci di conseguenza: oggi siamo stati molto lontani dalle nostre caratteristiche. La lotta per il terzo posto? Noi vogliamo sempre essere competitivi, a me interessa aumentare il carattere e la mentalità di questo gruppo: dobbiamo continuare a lavorare e crederci. Per creare una cultura bisogna passare anche attraverso questi momenti.”
di Napoli Magazine
13/03/2016 - 17:50
Nel corso del programma “Serie A Live” in onda su Premium Sport, l’allenatore della Fiorentina Paulo Sousa dichiara: “Ci siamo sempre sentiti intrusi nella lotta per la Champions, ma è anche vero che in passato abbiamo fatto meglio di oggi: stiamo passando un momento delicato, che è cominciato con la sconfitta contro al Roma. Oggi non siamo stati vicini alle nostre abituali qualità di gioco: abbiamo pagato con due punti questo deficit. Forse ci manca anche un pizzico di fortuna, ma la cosa sicura è che dobbiamo lavorare per tornare noi stessi. Come allenatore devo sicuramente pensare al risultato, che da la dimensione del nostro lavoro, ma devo anche pensare a migliorare i giocatori, a farli integrare per aumentare il valore della squadra e del singolo: per questo oggi ho fatto delle scelte, lasciando fuori inizialmente Kalinic, ad esempio. Oggi pensavo di vincere schierando Babacar e Zarate. Possiamo dare più velocità al nostro gioco, le poche volte che lo abbiamo fatto il nostro avversario è andato in difficoltà. Problemi di testa? È un insieme di fattori: a volte, avere in campo determinati giocatori, ci allontana un filo dai nostri principi di gioco. Ma lo sappiamo e dobbiamo comportarci di conseguenza: oggi siamo stati molto lontani dalle nostre caratteristiche. La lotta per il terzo posto? Noi vogliamo sempre essere competitivi, a me interessa aumentare il carattere e la mentalità di questo gruppo: dobbiamo continuare a lavorare e crederci. Per creare una cultura bisogna passare anche attraverso questi momenti.”