Calcio
FIORENTINA - Vlahovic: "Ibra è il mio idolo, che emozione quando mi diede una sua maglia autografata"
02.01.2022 22:19 di Napoli Magazine
aA

Dusan Vlahovic, attaccante della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN durante il format "Piedi per terra": "I miei idoli? Bhe sono mio papà, mia mamma, mia sorella (sorride, ndr). Poi se parliamo di giocatori mi piaceva sicuramente di più Ibra per il suo carattere, la sua voglia di non mollare mai. Quello che ha fatto l’ha fatto da solo. Stiamo parlando di un giocatore e una persona… Sappiamo tutti com’è. Non permette mai a nessuno di comandarlo, poi ha delle giocate mostruose. Ci ho parlato. Quando perdemmo 3-2 e lui fece gol, a fine partita ho pensato che potesse essere felice per la vittoria e che era il momento giusto per chiedergli la maglietta. Giocando con Ribery ho capito che i giocatori grandi anche quando vincono la partita non sono soddisfatti se non hanno fatto tutto quello che volevano. Sono andato subito davanti allo spogliatoio del Milan, Ibra come faccio sempre anche io stava facendo tutto lentamente, l’ho aspettato e mi ha dato la maglia e abbiamo fatto la foto. La cosa che mi ha colpito di più è che mi ha scritto la dedica nella nostra lingua. Mi ha fatto un grandissimo effetto, un grandissimo piacere. Mi ha detto di continuare così e non mollare mai. Poi io non sono molto bravo quando incontro persone del genere, mi blocco. Dicevo: “Grazie grazie grazie grazie (ride, ndr)”. Non è che parlavo tanto. Sono andato a casa, con la maglietta quasi addosso”.

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
FIORENTINA - Vlahovic: "Ibra è il mio idolo, che emozione quando mi diede una sua maglia autografata"

di Napoli Magazine

02/01/2022 - 22:19

Dusan Vlahovic, attaccante della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN durante il format "Piedi per terra": "I miei idoli? Bhe sono mio papà, mia mamma, mia sorella (sorride, ndr). Poi se parliamo di giocatori mi piaceva sicuramente di più Ibra per il suo carattere, la sua voglia di non mollare mai. Quello che ha fatto l’ha fatto da solo. Stiamo parlando di un giocatore e una persona… Sappiamo tutti com’è. Non permette mai a nessuno di comandarlo, poi ha delle giocate mostruose. Ci ho parlato. Quando perdemmo 3-2 e lui fece gol, a fine partita ho pensato che potesse essere felice per la vittoria e che era il momento giusto per chiedergli la maglietta. Giocando con Ribery ho capito che i giocatori grandi anche quando vincono la partita non sono soddisfatti se non hanno fatto tutto quello che volevano. Sono andato subito davanti allo spogliatoio del Milan, Ibra come faccio sempre anche io stava facendo tutto lentamente, l’ho aspettato e mi ha dato la maglia e abbiamo fatto la foto. La cosa che mi ha colpito di più è che mi ha scritto la dedica nella nostra lingua. Mi ha fatto un grandissimo effetto, un grandissimo piacere. Mi ha detto di continuare così e non mollare mai. Poi io non sono molto bravo quando incontro persone del genere, mi blocco. Dicevo: “Grazie grazie grazie grazie (ride, ndr)”. Non è che parlavo tanto. Sono andato a casa, con la maglietta quasi addosso”.