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FROSINONE - Raimondo: "C'è grande entusiasmo, la Nazionale? Un sogno e un obiettivo, se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente"
18.10.2026 10:47 di Napoli Magazine
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Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone, è primo nella classifica marcatori della Serie A. Ecco le sue emozioni raccontate a La Gazzetta dello Sport: "Mi sono addormentato verso le 6. Ho ripensato ai gol, sentivo ancora l’adrenalina. Messaggi? Tanti. Anche se le persone che mi vogliono bene erano allo stadio e hanno vissuto tutto dal vivo. C’è grande entusiasmo come è giusto che sia. Il nostro obiettivo è la salvezza come ci ha ribadito anche Alvini e quindi si torna al lavoro come e più di prima perché il nostro campionato comincia adesso. Dal primo contatto mi hanno subito fatto sentire importante, mi hanno fortemente voluto a cominciare dal direttore Castagnini e quando sono arrivato ho trovato un ambiente fantastico. Il mister ha anche un grande spessore umano. Sono subito entrato in sintonia con i compagni, il gruppo è speciale come il calcio che giochiamo. Alvini? Mi ha migliorato perché mi martella tutti i giorni insieme al suo staff. Mi ha fatto fare un salto di qualità nella continuità, nell’attacco dello spazio e nella protezione palla. Tanti piccoli dettagli che messi assieme ti fanno crescere. Ci ho sempre creduto nei momenti difficili, ho sempre cercato di dare il massimo anche quando le cose non andavano bene. Dirlo adesso sembra facile, ma non mollare mai per me è stato fondamentale. La resilienza è la chiave di tutto". Sul legame con Yamal e Raphinha: "Coincidenze numeriche, loro sono fuoriclasse, lasciamo perdere". Sull'esultanza: "È nata l’anno passato con amici di Salerno prima dell’ultima partita, ha portato bene e sto continuando a farla. La somiglianza con quella di Batistuta? Più o meno. Niente paragoni, per carità. Assomigliare a lui solo vagamente sarebbe già troppo". Suò legame con Sinisa Mihajlovic, che lo fece debuttare col Bologna: "Mihajlovic disse in conferenza che mi avrebbe fatto esordire. Avevo 17 anni e non mi sono nemmeno reso conto di quello che stava accadendo. Lo ringrazierò per tutta la vita per avermi lanciato. Ricordo anche quando mi fece giocare titolare contro il Genoa. Lui purtroppo stava già male. Lo incontrai nel corridoio di Casteldebole e non l’avevo riconosciuto perché era tutto incappucciato. Mi disse: 'Tieniti pronto perché ti farò giocare'. E così è successo". Su un possibile ritorno al Bologna alla fine del prestito: "Non sta a me deciderlo. Penso solo a fare bene con il Frosinone e poi vedremo". E poi il sogno Nazionale: "Posso solo rispondere che la Nazionale è un sogno e un obiettivo. Se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente".

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FROSINONE - Raimondo: "C'è grande entusiasmo, la Nazionale? Un sogno e un obiettivo, se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente"

di Napoli Magazine

18/10/2026 - 10:47

Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone, è primo nella classifica marcatori della Serie A. Ecco le sue emozioni raccontate a La Gazzetta dello Sport: "Mi sono addormentato verso le 6. Ho ripensato ai gol, sentivo ancora l’adrenalina. Messaggi? Tanti. Anche se le persone che mi vogliono bene erano allo stadio e hanno vissuto tutto dal vivo. C’è grande entusiasmo come è giusto che sia. Il nostro obiettivo è la salvezza come ci ha ribadito anche Alvini e quindi si torna al lavoro come e più di prima perché il nostro campionato comincia adesso. Dal primo contatto mi hanno subito fatto sentire importante, mi hanno fortemente voluto a cominciare dal direttore Castagnini e quando sono arrivato ho trovato un ambiente fantastico. Il mister ha anche un grande spessore umano. Sono subito entrato in sintonia con i compagni, il gruppo è speciale come il calcio che giochiamo. Alvini? Mi ha migliorato perché mi martella tutti i giorni insieme al suo staff. Mi ha fatto fare un salto di qualità nella continuità, nell’attacco dello spazio e nella protezione palla. Tanti piccoli dettagli che messi assieme ti fanno crescere. Ci ho sempre creduto nei momenti difficili, ho sempre cercato di dare il massimo anche quando le cose non andavano bene. Dirlo adesso sembra facile, ma non mollare mai per me è stato fondamentale. La resilienza è la chiave di tutto". Sul legame con Yamal e Raphinha: "Coincidenze numeriche, loro sono fuoriclasse, lasciamo perdere". Sull'esultanza: "È nata l’anno passato con amici di Salerno prima dell’ultima partita, ha portato bene e sto continuando a farla. La somiglianza con quella di Batistuta? Più o meno. Niente paragoni, per carità. Assomigliare a lui solo vagamente sarebbe già troppo". Suò legame con Sinisa Mihajlovic, che lo fece debuttare col Bologna: "Mihajlovic disse in conferenza che mi avrebbe fatto esordire. Avevo 17 anni e non mi sono nemmeno reso conto di quello che stava accadendo. Lo ringrazierò per tutta la vita per avermi lanciato. Ricordo anche quando mi fece giocare titolare contro il Genoa. Lui purtroppo stava già male. Lo incontrai nel corridoio di Casteldebole e non l’avevo riconosciuto perché era tutto incappucciato. Mi disse: 'Tieniti pronto perché ti farò giocare'. E così è successo". Su un possibile ritorno al Bologna alla fine del prestito: "Non sta a me deciderlo. Penso solo a fare bene con il Frosinone e poi vedremo". E poi il sogno Nazionale: "Posso solo rispondere che la Nazionale è un sogno e un obiettivo. Se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente".