"Sono molto felice. È bastato guardare negli occhi Preziosi per metterci d'accordo. Lui mi conosce e sa come sono, io lo conosco abbastanza bene: devo ringraziarlo per questa opportunità ed è un onore per me oggi poter allenare il Genoa". Così il neo allenatore dei 'Grifoni', Thiago Motta in un'intervista a Dazn in cui parla anche dell'ormai 'famoso' modulo 2-7-2: "Preferisco parlare delle caratteristiche dei giocatori piuttosto che dei moduli con cui può giocare la squadra - spiega l'ex centrocampista rossoblù - Per me identità di squadra significa difendere tutti quando si difende e attaccare tutti quando si attacca. La cosa più difficile è fare un calcio semplice. Voglio essere me stesso. Nel calcio moderno non ci si può permettere di non difendere e di non attaccare. Il portiere, in tutte le squadre, partecipa moltissimo anche con i piedi e per questo voglio dai miei attaccanti che siano i primi a difendere".
di Napoli Magazine
24/10/2019 - 20:26
"Sono molto felice. È bastato guardare negli occhi Preziosi per metterci d'accordo. Lui mi conosce e sa come sono, io lo conosco abbastanza bene: devo ringraziarlo per questa opportunità ed è un onore per me oggi poter allenare il Genoa". Così il neo allenatore dei 'Grifoni', Thiago Motta in un'intervista a Dazn in cui parla anche dell'ormai 'famoso' modulo 2-7-2: "Preferisco parlare delle caratteristiche dei giocatori piuttosto che dei moduli con cui può giocare la squadra - spiega l'ex centrocampista rossoblù - Per me identità di squadra significa difendere tutti quando si difende e attaccare tutti quando si attacca. La cosa più difficile è fare un calcio semplice. Voglio essere me stesso. Nel calcio moderno non ci si può permettere di non difendere e di non attaccare. Il portiere, in tutte le squadre, partecipa moltissimo anche con i piedi e per questo voglio dai miei attaccanti che siano i primi a difendere".