A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Eugenio Albarella, preparatore atletico: "Siamo diventati la città dei guelfi e ghibellini che, a priori, prendono posizioni senza avere capacità di analisi di quelle che possono essere cose visibili a tutti. Ultimamente ho avuto una discussione con dei docenti arbitri, i quali nell’affermazione di dire che le nuove regole sono per esperti di calcio, non mi sono trovato d’accordo. La forza di questo sport è quella di essere riuscito ad entrare dalle favelas alla gota dell’economia, mi rendo conto dell’evoluzione, ma bisogna rendere le cose comprensibili a tutti. La premessa è che io ho grande stima di Sarri e Spalletti, sono un estimatore dei maestri di calcio, ho avuto la fortuna di collaborare per tanti anni con dei veri maestri e riesco ad apprezzare chi, oltre a gestire delle risorse, riescono ad insegnare qualcosa. La partita di venerdì è stata un’ulteriore prova da parte di Sarri di essere un ottimo stratega, un segnale di maturità di un allenatore che ha fatto un percorso formativo importante, dando input importanti al calcio moderno. Lui sapeva benissimo che il problema numero uno era tenere lontano dall’area di rigore degli animali da gol e per farlo poteva solo alzare la sua area di difesa. Ha creato una linea dinamica, molto accorta che facesse modo di creare grande densità, hanno difeso di reparto, sono stati corti e difficilmente ci è passato uno spillo. Gabbia intorno a Lobotka? Una conseguenza della scelta tattica. Stessa lezione di Mourinho ad Allegri? No, è diverso".
di Napoli Magazine
06/03/2023 - 17:12
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Eugenio Albarella, preparatore atletico: "Siamo diventati la città dei guelfi e ghibellini che, a priori, prendono posizioni senza avere capacità di analisi di quelle che possono essere cose visibili a tutti. Ultimamente ho avuto una discussione con dei docenti arbitri, i quali nell’affermazione di dire che le nuove regole sono per esperti di calcio, non mi sono trovato d’accordo. La forza di questo sport è quella di essere riuscito ad entrare dalle favelas alla gota dell’economia, mi rendo conto dell’evoluzione, ma bisogna rendere le cose comprensibili a tutti. La premessa è che io ho grande stima di Sarri e Spalletti, sono un estimatore dei maestri di calcio, ho avuto la fortuna di collaborare per tanti anni con dei veri maestri e riesco ad apprezzare chi, oltre a gestire delle risorse, riescono ad insegnare qualcosa. La partita di venerdì è stata un’ulteriore prova da parte di Sarri di essere un ottimo stratega, un segnale di maturità di un allenatore che ha fatto un percorso formativo importante, dando input importanti al calcio moderno. Lui sapeva benissimo che il problema numero uno era tenere lontano dall’area di rigore degli animali da gol e per farlo poteva solo alzare la sua area di difesa. Ha creato una linea dinamica, molto accorta che facesse modo di creare grande densità, hanno difeso di reparto, sono stati corti e difficilmente ci è passato uno spillo. Gabbia intorno a Lobotka? Una conseguenza della scelta tattica. Stessa lezione di Mourinho ad Allegri? No, è diverso".