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CALCIO
IL COMMENTO - Bargiggia: "Diritti tv a Dazn, ADL era a favore di Sky ma non voleva i fondi"
17.08.2022 08:30 di Napoli Magazine

Paolo Bargiggia, giornalista, ha spiegato sul proprio sito la questione relativa ai diritti tv assegnati a DAZN: "L’inizio della fine del calcio italiano ha una data e dei colpevoli. Questi ultimi rispondono ai nomi di Claudio Lotito, Steven Zhang e Andrea Agnelli; il periodo nero invece prende forma nel gennaio del 2021. Un Lotito smanioso di potere ma, per la prima volta veramente fuori dai giochi, cominciò il boicottaggio dei Fondi di Investimento per non perdere ulteriore terreno e Dazn, diventò lo sciagurato grimaldello per vincere quella battaglia. Già, perché allora, il prode presidente della Lazio stava davvero messo male dentro ai principi innovatori portati avanti dalla maggior parte dei club di A. Un giorno sì e l’altro pure si faceva vettore delle offerte di Infront per la gestione dei diritti tv che dovevano essere assegnati di li a poco. E, ogni volta, l’ad De Siervo, con evidenti ragioni glieli rispediva al mittente. Forte di un Progetto e di un gruppo di lavoro rappresentato dai vari Fienga, ad della Roma di allora, Cairo, Preziosi, Ferrero, Scaroni per il Milan e Saputo per il Bologna che stava lavorando per l’innovazione ed il futuro del calcio italiano. I Fondi proposti da Dal Pino sarebbero stata la svolta per uscire dal provincialismo e dalla mediocrità. Al punto tale che proprio nei mesi successivi in quel progetto si inserì la Liga chiudendo con quei fondi un accordo che portò tanti soldi e idee per il nuovo corso. Insomma, ancora a bocce ferme, c’erano 13 club di serie A che non volevano Dazn e altri 7 invece favorevoli. De Laurentiis, per esempio era pro Sky ma non voleva l’ingresso dei Fondi di Investimento. Anche lui, per non rischiare di perdere troppo il controllo del Giocattolo. Solo che per far precipitare tutto e ribaltare l’ordine delle cose, a volte basta poco. Allora, dietro front e voltafaccia di Juve e Inter che, improvvisamente, mollano il progetto Fondi e si alleano con Lotito e gli altri ribelli (Fiorentina, Verona, Atalanta, Napoli, Lazio) che ribaltano gli equilibri di forza e fanno saltare il progetto per un loro interesse superiore e. ovviamente di Lotito che non vede l’ora di ritrovarsi con numeri e alleati simili. Da li, l’offerta migliorativa di Dazn su Sky. All’incirca 60/70 milioni in più, facilmente colmabili e superabili se solo si fosse creata la Media Company. Con il calcio italiano che a quel punto si butta nelle mani della improbabile piattaforma streaming, usata nel frattempo per fare la guerra ai Fondi ed alla proposta del presidente di Lega Dal Pino che, ad inizio febbraio di quest’anno, decide di lasciare, trasferirsi in California con la famiglia, non prima di lanciare un severo monito al calcio italiano, accusato di non “essere aperto alle innovazioni e al cambiamento…”.

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