A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Su Massimiliano Allegri c'è un plebiscito di no. Mi lascia molto perplesso. Credo sia il solito specchietto delle allodole. Vero che Allegri è stato contattato. La conferenza tra De Laurentiis e Conte non l'avrei fatta. Era coerente presentare il mister a Palazzo Reale, ma non coerente congedarlo in un postpartita. Mi sembrano delle scelte poco coerenti. Parlavano due lingue diverse in conferenza. Conte dopo Bologna si è isolato completamente, raggiungendo il risultato. Si parlava di mare in tempesta. Conte ha vinto la partita della comunicazioni. I veleni della piazza? Sono stati ridicoli. Un allenatore di questo tipo non si lascia condizionare da qualche critica. La conferenza è stata come la serie tv: Le verità non dette. C'è stata insoddisfazione totale per il comportamento in Champions o i tanti infortuni. Non è stata detta. Situazione in casa Milan? Il calcio italiano è al de profundis. Si gioca male. Non compete da nessuna parte. Ci sederemo davanti alla tv tra poco per il Mondiale. Non si è risolto nulla. Non credo che Abete e Malagò avranno il coraggio di rivoluzionare il mondo del calcio italiano. Punteggi bassi, anche in classifica".
di Napoli Magazine
25/05/2026 - 16:34
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Su Massimiliano Allegri c'è un plebiscito di no. Mi lascia molto perplesso. Credo sia il solito specchietto delle allodole. Vero che Allegri è stato contattato. La conferenza tra De Laurentiis e Conte non l'avrei fatta. Era coerente presentare il mister a Palazzo Reale, ma non coerente congedarlo in un postpartita. Mi sembrano delle scelte poco coerenti. Parlavano due lingue diverse in conferenza. Conte dopo Bologna si è isolato completamente, raggiungendo il risultato. Si parlava di mare in tempesta. Conte ha vinto la partita della comunicazioni. I veleni della piazza? Sono stati ridicoli. Un allenatore di questo tipo non si lascia condizionare da qualche critica. La conferenza è stata come la serie tv: Le verità non dette. C'è stata insoddisfazione totale per il comportamento in Champions o i tanti infortuni. Non è stata detta. Situazione in casa Milan? Il calcio italiano è al de profundis. Si gioca male. Non compete da nessuna parte. Ci sederemo davanti alla tv tra poco per il Mondiale. Non si è risolto nulla. Non credo che Abete e Malagò avranno il coraggio di rivoluzionare il mondo del calcio italiano. Punteggi bassi, anche in classifica".