Calcio
IL PARERE - Cannella: "De Bruyne e Lukaku sono due giocatori straordinari, Vergara con Allegri potrà crescere ancora di più"
02.07.2026 12:05 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Peppe Cannella, agente ed intermediario calcistico. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Prima di iniziare il mercato estivo, si aspettava che il Milan avesse tutta questa liquidità e la forza di chiudere, già nei primi giorni, operazioni così importanti e per cifre così elevate? “I colpi migliori si fanno all'inizio del mercato, perché anticipi e bruci la concorrenza. Erano operazioni già programmate. Il Milan deve riscattare la delusione della scorsa stagione, quindi Cardinale è stato molto chiaro nell'impostazione del lavoro e soprattutto nell'indicare al proprio staff la strada da seguire. Poi è arrivato un allenatore nuovo e, come sempre, sarà il campo il giudice di tutto quello che è stato fatto per preparare la stagione.”

Direttore, la porto su Mattia Liberali. Su di lui, l'anno scorso, non c'era lo stesso interesse che c'è oggi. Il Como ha pagato la clausola rescissoria e lo ha portato via, nonostante ci fossero anche Milan e Juventus. Probabilmente sarà il vice di Nico Paz. Perché, secondo lei, c'è ancora tutta questa difficoltà nel valorizzare ragazzi così giovani ma di così grande talento?

“Perché c'è poca gente che capisce davvero di calcio. Oggi il calcio è diventato soprattutto un business e tante dinamiche sono cambiate. Quando trovi un dirigente come Carlo Polito, che mastica ancora il calcio di una volta, allora è diverso. Io appartengo a una generazione in cui bastavano cinque minuti per capire il valore di un calciatore. Poi, naturalmente, bisogna riuscire a concretizzare quel talento. Liberali era un ragazzo molto interessante, come tanti altri giovani passati da Catanzaro, Bari o Inter. Polito conosce la materia, io l'ho avuto come calciatore e so che percorso ha fatto. È cresciuto tantissimo come dirigente e quando hai una figura di questo livello diventa più semplice individuare il talento. Spero che Liberali rappresenti l'inizio di una nuova fase, sia per la Nazionale sia per i club. Come lui ce ne sono tanti. Il problema è avere il coraggio di farli giocare.”

Spostando il focus dai giovani ai campioni affermati, quale sarà secondo lei il futuro di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku? È un argomento rimandato a dopo il Mondiale, ma sembra che il Napoli e, nello specifico, Massimiliano Allegri, siano disposti ad ascoltare la volontà dei due calciatori. “Parliamo di due giocatori straordinari, che hanno una storia importante alle spalle. Basta guardare quello che ha fatto il Belgio e il contributo di Lukaku. Sono calciatori che, grazie alla loro classe e alla loro esperienza, riescono ancora a compensare la maggiore freschezza dei più giovani. Alla fine saranno loro a decidere il proprio destino. Allegri è un allenatore esperto, conosce perfettamente il valore di questi giocatori e, prima di privarsene, vorrà confrontarsi con loro e capire quali siano le loro intenzioni.”

Il Napoli ha dato spazio a Vergara, lasciando partire Eljif Elmas e non confermando altri elementi. È un ragazzo che ha appena dodici presenze in Serie A e dovrà confermare quanto di buono ha mostrato nelle poche apparizioni della scorsa stagione. Lo stesso discorso vale anche per Giuseppe Ambrosino e per tutti quei giovani che sono rientrati dai prestiti. Lei è d'accordo? “Assolutamente sì. Se vogliamo crescere dobbiamo dare spazio ai nostri giovani. Non ha senso continuare a prendere stranieri che, molto spesso, non valgono più dei ragazzi che abbiamo in casa. Puntare sui giovani ti permette anche di avere una rosa più sostenibile e di investire meglio sulle altre esigenze della squadra.”

Vergara si trova davanti a un bivio, restare al Napoli, ma con un minutaggio importante, oppure rischiare di vedere depauperato un altro talento italiano. È d'accordo? “Certo. Se resta al Napoli deve avere lo spazio per esprimersi. Il ragazzo ha dimostrato di avere qualità ed è anche molto determinato. Forse, quando è stato chiamato in causa, ha pagato un po' l'emozione e la poca esperienza, ma questo fa parte del percorso di crescita di un calciatore. Ha sempre dato tutto e qualche errore è normale. Allegri queste cose le conosce bene. Se gli darà fiducia, Vergara potrà crescere ancora di più.”

Direttore, Enzo Maresca non ha avuto modo di dimostrare pienamente il proprio valore in Italia, mentre oggi rappresenta un motivo di orgoglio per tutto il nostro calcio. È un rimpianto? “Maresca lo conosco da quando era ragazzino. Tantissimi anni fa fui avvisato da un osservatore che c'era un giovane molto interessante. Lo portai a Cagliari, rimase anche a casa mia e già allora si vedeva che aveva una testa superiore alla media. La carriera da calciatore la conoscete tutti. Da allenatore ha avuto il grande merito di affiancarsi a Pep Guardiola in Inghilterra, assimilando una mentalità vincente e una metodologia di altissimo livello. Guardiola è un comunicatore straordinario e un tecnico di grandissima intelligenza. In Italia, invece, spesso si pretende tutto e subito e non si concede il tempo necessario agli allenatori per crescere. E poi vi dico una cosa: è molto più facile allenare il Chelsea o il Manchester City che l'Ascoli. Fidatevi.”

Il Napoli ha quasi quaranta calciatori sotto contratto e avrà bisogno di vendere molto prima di poter acquistare. “Il mercato del Napoli è particolare. Ci sono tanti rientri dai prestiti, tanti mancati riscatti e moltissime situazioni da sistemare. Qui entra in gioco la bravura della società e dei dirigenti. Oggi il mercato passa anche attraverso i procuratori e bisogna sapersi affidare alle persone giuste. Serviranno preparazione, pazienza e anche un pizzico di fortuna. Non sarà un mercato semplice. Quando prendi Conte sai perfettamente a cosa vai incontro. È un allenatore che chiede determinati giocatori e costruisce le squadre secondo le proprie esigenze. Ha grandi qualità, ma come tutti gli allenatori ha anche aspetti positivi e negativi. Oggi è un tecnico con una carriera importante, ha vinto tanto anche all'estero ed è uno dei candidati per la Nazionale. Adesso toccherà al Napoli e a De Laurentiis sistemare le situazioni rimaste aperte.”

A proposito della Nazionale, Antonio Conte sembra il profilo ideale: esperienza, carisma e capacità di trasmettere immediatamente la propria mentalità. “Gli allenatori sono tutti bravi quando hanno a disposizione giocatori forti. Conte ha già dimostrato il proprio valore con la Nazionale e gode di grande credibilità. Si parla anche di Roberto Mancini, vedremo quale sarà la scelta. Però il problema resta sempre lo stesso: se non dai spazio a ragazzi come Vergara, Liberali e a tutti quei giovani italiani che meritano, continueremo a restare indietro rispetto alle altre nazioni.” Sembra una corsa a due tra Antonio Conte e Roberto Mancini per la panchina della Nazionale.

Secondo lei quale sarà la scelta finale e quali prospettive avrà l'Italia? “Le decisioni importanti si prendono ai piani alti. Ci sono equilibri e dinamiche che noi possiamo solo immaginare. Credo che, alla fine, Roberto Mancini possa avere qualcosa in più rispetto a Conte nelle valutazioni della Federazione. Questa è la mia sensazione, ma non mi sbilancio oltre. Vedremo cosa succederà.”

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IL PARERE - Cannella: "De Bruyne e Lukaku sono due giocatori straordinari, Vergara con Allegri potrà crescere ancora di più"

di Napoli Magazine

02/07/2026 - 12:05

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Peppe Cannella, agente ed intermediario calcistico. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Prima di iniziare il mercato estivo, si aspettava che il Milan avesse tutta questa liquidità e la forza di chiudere, già nei primi giorni, operazioni così importanti e per cifre così elevate? “I colpi migliori si fanno all'inizio del mercato, perché anticipi e bruci la concorrenza. Erano operazioni già programmate. Il Milan deve riscattare la delusione della scorsa stagione, quindi Cardinale è stato molto chiaro nell'impostazione del lavoro e soprattutto nell'indicare al proprio staff la strada da seguire. Poi è arrivato un allenatore nuovo e, come sempre, sarà il campo il giudice di tutto quello che è stato fatto per preparare la stagione.”

Direttore, la porto su Mattia Liberali. Su di lui, l'anno scorso, non c'era lo stesso interesse che c'è oggi. Il Como ha pagato la clausola rescissoria e lo ha portato via, nonostante ci fossero anche Milan e Juventus. Probabilmente sarà il vice di Nico Paz. Perché, secondo lei, c'è ancora tutta questa difficoltà nel valorizzare ragazzi così giovani ma di così grande talento?

“Perché c'è poca gente che capisce davvero di calcio. Oggi il calcio è diventato soprattutto un business e tante dinamiche sono cambiate. Quando trovi un dirigente come Carlo Polito, che mastica ancora il calcio di una volta, allora è diverso. Io appartengo a una generazione in cui bastavano cinque minuti per capire il valore di un calciatore. Poi, naturalmente, bisogna riuscire a concretizzare quel talento. Liberali era un ragazzo molto interessante, come tanti altri giovani passati da Catanzaro, Bari o Inter. Polito conosce la materia, io l'ho avuto come calciatore e so che percorso ha fatto. È cresciuto tantissimo come dirigente e quando hai una figura di questo livello diventa più semplice individuare il talento. Spero che Liberali rappresenti l'inizio di una nuova fase, sia per la Nazionale sia per i club. Come lui ce ne sono tanti. Il problema è avere il coraggio di farli giocare.”

Spostando il focus dai giovani ai campioni affermati, quale sarà secondo lei il futuro di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku? È un argomento rimandato a dopo il Mondiale, ma sembra che il Napoli e, nello specifico, Massimiliano Allegri, siano disposti ad ascoltare la volontà dei due calciatori. “Parliamo di due giocatori straordinari, che hanno una storia importante alle spalle. Basta guardare quello che ha fatto il Belgio e il contributo di Lukaku. Sono calciatori che, grazie alla loro classe e alla loro esperienza, riescono ancora a compensare la maggiore freschezza dei più giovani. Alla fine saranno loro a decidere il proprio destino. Allegri è un allenatore esperto, conosce perfettamente il valore di questi giocatori e, prima di privarsene, vorrà confrontarsi con loro e capire quali siano le loro intenzioni.”

Il Napoli ha dato spazio a Vergara, lasciando partire Eljif Elmas e non confermando altri elementi. È un ragazzo che ha appena dodici presenze in Serie A e dovrà confermare quanto di buono ha mostrato nelle poche apparizioni della scorsa stagione. Lo stesso discorso vale anche per Giuseppe Ambrosino e per tutti quei giovani che sono rientrati dai prestiti. Lei è d'accordo? “Assolutamente sì. Se vogliamo crescere dobbiamo dare spazio ai nostri giovani. Non ha senso continuare a prendere stranieri che, molto spesso, non valgono più dei ragazzi che abbiamo in casa. Puntare sui giovani ti permette anche di avere una rosa più sostenibile e di investire meglio sulle altre esigenze della squadra.”

Vergara si trova davanti a un bivio, restare al Napoli, ma con un minutaggio importante, oppure rischiare di vedere depauperato un altro talento italiano. È d'accordo? “Certo. Se resta al Napoli deve avere lo spazio per esprimersi. Il ragazzo ha dimostrato di avere qualità ed è anche molto determinato. Forse, quando è stato chiamato in causa, ha pagato un po' l'emozione e la poca esperienza, ma questo fa parte del percorso di crescita di un calciatore. Ha sempre dato tutto e qualche errore è normale. Allegri queste cose le conosce bene. Se gli darà fiducia, Vergara potrà crescere ancora di più.”

Direttore, Enzo Maresca non ha avuto modo di dimostrare pienamente il proprio valore in Italia, mentre oggi rappresenta un motivo di orgoglio per tutto il nostro calcio. È un rimpianto? “Maresca lo conosco da quando era ragazzino. Tantissimi anni fa fui avvisato da un osservatore che c'era un giovane molto interessante. Lo portai a Cagliari, rimase anche a casa mia e già allora si vedeva che aveva una testa superiore alla media. La carriera da calciatore la conoscete tutti. Da allenatore ha avuto il grande merito di affiancarsi a Pep Guardiola in Inghilterra, assimilando una mentalità vincente e una metodologia di altissimo livello. Guardiola è un comunicatore straordinario e un tecnico di grandissima intelligenza. In Italia, invece, spesso si pretende tutto e subito e non si concede il tempo necessario agli allenatori per crescere. E poi vi dico una cosa: è molto più facile allenare il Chelsea o il Manchester City che l'Ascoli. Fidatevi.”

Il Napoli ha quasi quaranta calciatori sotto contratto e avrà bisogno di vendere molto prima di poter acquistare. “Il mercato del Napoli è particolare. Ci sono tanti rientri dai prestiti, tanti mancati riscatti e moltissime situazioni da sistemare. Qui entra in gioco la bravura della società e dei dirigenti. Oggi il mercato passa anche attraverso i procuratori e bisogna sapersi affidare alle persone giuste. Serviranno preparazione, pazienza e anche un pizzico di fortuna. Non sarà un mercato semplice. Quando prendi Conte sai perfettamente a cosa vai incontro. È un allenatore che chiede determinati giocatori e costruisce le squadre secondo le proprie esigenze. Ha grandi qualità, ma come tutti gli allenatori ha anche aspetti positivi e negativi. Oggi è un tecnico con una carriera importante, ha vinto tanto anche all'estero ed è uno dei candidati per la Nazionale. Adesso toccherà al Napoli e a De Laurentiis sistemare le situazioni rimaste aperte.”

A proposito della Nazionale, Antonio Conte sembra il profilo ideale: esperienza, carisma e capacità di trasmettere immediatamente la propria mentalità. “Gli allenatori sono tutti bravi quando hanno a disposizione giocatori forti. Conte ha già dimostrato il proprio valore con la Nazionale e gode di grande credibilità. Si parla anche di Roberto Mancini, vedremo quale sarà la scelta. Però il problema resta sempre lo stesso: se non dai spazio a ragazzi come Vergara, Liberali e a tutti quei giovani italiani che meritano, continueremo a restare indietro rispetto alle altre nazioni.” Sembra una corsa a due tra Antonio Conte e Roberto Mancini per la panchina della Nazionale.

Secondo lei quale sarà la scelta finale e quali prospettive avrà l'Italia? “Le decisioni importanti si prendono ai piani alti. Ci sono equilibri e dinamiche che noi possiamo solo immaginare. Credo che, alla fine, Roberto Mancini possa avere qualcosa in più rispetto a Conte nelle valutazioni della Federazione. Questa è la mia sensazione, ma non mi sbilancio oltre. Vedremo cosa succederà.”