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IL PARERE - Del Genio: "Toro più prudente, sarà importante pressare e tenere il baricentro alto"
17.02.2019 10:00 di Napoli Magazine Fonte: TuttoNapoli

"E' prevedibile che il Torino faccia una partita prudente, anche se ci rifacciamo all'andata non viene da pensare questo. Il Torino fu abbastanza spregiudicato, provò ad attaccare all'inizio, si aprì molto e i primi 25-30 minuti furono terribili per Mazzarri. Il Napoli entrava da tutte le parti facendo girare bene il pallone, soprattutto con lo scambio tra Verdi e Mertens, ma anche con Insigne. All'andata Ancelotti mandò in campo una formazione sorprendente, con Rog e Luperto, cionostante gli azzurri dominarono".Con un occhio sulla partita d'andata, la testimonianza più vicina per il gioco di Napoli e Torino a confronto, si apre la lavagna tattica del match in programma per le 20.30 con l'esperto Paolo Del Genio: "Anche alla luce di quell'insegnamento credo che Mazzarri stavolta sarà più prudente. Difficile vedere un Torino con tre attaccanti, al massimo lascerà una punta sola di ruola e un trequartista a supportarlo. Con i numeri il modulo è definito come 3-5-1-1, anche se a Napoli - va ricordato - l'allenatore toscano, avendo una squadra più forte, metteva in campo un 3-4-2-1".

Ricordando gli anni di Napoli, Mazzarri s'è sempre contraddistinto per gli sfondamenti in fascia con gli esterni che si propongono spesso molto alti. "Sì, assolutamente. Non so chi giocherà sugli esterni, ma le idee di Mazzarri sono queste. Molte volte avendo tanta densità in mezzo al campo prova a spingere molto sugli esterni e molte volte uno dei due va al cross e l'altro a chiudere l'azione sul secondo palo. E noi lo ricordiamo bene con Zuniga e Maggio negli anni di Napoli, tant'è che l'ex vicecapitano fece tanti gol. Ora lo fa molto bene anche Ola Aina, un giocatore molto pericoloso che ha gamba. Mentre Ansaldi è un giocatore molto tecnico, con un buon piede. Il Torino è una buona squadra, può cullare ambizioni europee, ma in questo momento il fatto che ci sia l'Atalanta subito dietro le big mette un po' in difficoltà tutte le altre".

Spesso il Torino cerca velocemente la verticale, con Belotti che va ad attaccare lo spazio e il trequartista che si propone per verticalizzare a sua volta. Proprio per questo per il Napoli sarà importante tenere il baricentro alto, anche per provare a schiacciare i granata. "A centrocampo non palleggiano molto, quindi vanno o in verticale o sulle fasce con il cambio gioco, come dicevamo prima. Da questo punto di vista bisogna tenere il baricentro alto e cercare di recuperare il pallone alto. All'andata soffrirono molto il pressing del Napoli, non riuscivano ad uscire con il palleggio, nonostante ci siano buoni difensori. Ma probabilmente stavolta il Toro sarà meno spregiudicato, giocando fuori casa. D'altronde i granata hanno trovato un gran rendimento esterno, forse perché l'atteggiamento difensivo sta funzionando meglio rispetto alla forza offensiva, che pure sembrava alta, ma si sta perdendo nei singoli. Il salto di qualità che deve fare il Torino è venuto meno proprio per questo".

C'è il solito ballottaggio Milik-Mertens in attacco. Spesso si è parlato di un Milik che lega di più il gioco rispetto al belga e dà la possibilità di giocare la palla alta in area, ma cosa cambia dal punto di vista tattico nel dettaglio? "Per caratteristiche non cambia molto. L'unico cosa può essere la palla alta, ma se si guarda la partita di Firenze, in cui c'era Mertens, è con dei cross che il Napoli è riuscito a servire il belga e con cui ci sono state le palle gol più importanti. Se vai sugli esterni e attacchi, l'importante non è avere Milik o Mertens dietro la punta, l'importante è sviluppare bene l'azione e portare molti uomini a chiuderla l'azione. Quando entri in area di rigore con molti giocatori le possibilità ovviamente aumentano. Il secondo gol di Zurigo è significativo in questo senso. Se lasci Milik da solo in area, non è che vinca chissà quanti duelli. Ma se l'area è riempita da tanti compagni, lui è bravo a trovare lo spazio e anche di testa la sa piazzare. E allo stesso modo non è detto che Mertens sul cross non possa arrivarci. Di conseguenza non bisogna mai rinunciare al cross, a patto che lo sviluppo del gioco porti tanti uomini nei pressi dell'area".

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